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Renault R Space Lab: ecco il "laboratorio" modulabile del futuro Renault

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 11 mar 2026
Renault R Space Lab: ecco il
Renault svela la R Space Lab, concept con interni modulari, display curvo Android Automotive, steer by wire e sensori biometrici. Idee che influenzeranno i prossimi modelli.

Nel mondo dell’automotive, quando si parla di rivoluzione, non basta lanciare una semplice concept car: serve un laboratorio su ruote che sappia guardare oltre, rompere gli schemi e indicare una rotta. Ecco allora che la Renault R Space Lab si presenta come un vero e proprio manifesto di intenti per la casa francese, pronta a giocare d’anticipo su quello che sarà il futuro della mobilità. Una monovolume lunga 4,5 metri, con un design che strizza l’occhio a chi cerca spazio, luce e versatilità, ma soprattutto tecnologia e soluzioni che sanno stupire anche l’appassionato più smaliziato.

Non è un caso che la Renaulution di Luca de Meo abbia trovato terreno fertile proprio in questa vettura: la Renault R Space Lab nasce infatti per essere una piattaforma di sperimentazione, un punto di partenza per le innovazioni che vedremo sulle strade nei prossimi anni. Ma Renault non si limita a questo: insieme al laboratorio su ruote, la casa francese svela anche la Bridger, un SUV compatto pensato specificamente per il mercato indiano, a conferma di una strategia che punta a diversificare e a presidiare mercati emergenti senza mai perdere di vista la vocazione tecnologica.

Ma entriamo nel vivo: la Renault R Space Lab conquista subito per la sua capacità di giocare con gli spazi e con la luce. I progettisti hanno scelto di lavorare su una monovolume compatta, ma con un’abitabilità che sorprende: merito dei montanti sottili, del parabrezza che si estende verso un tetto panoramico in vetro continuo e delle portiere prive di telaio, soluzioni che trasformano l’abitacolo in un ambiente quasi sospeso, dove la sensazione di ampiezza e luminosità regna sovrana. La vera chicca? I sedili posteriori singoli, completamente reclinabili, e le porte posteriori che si aprono fino a 90°, così da permettere un accesso facilitato e la possibilità di sfruttare gli interni modulabili per trasportare biciclette, bagagli voluminosi o semplicemente per creare una zona relax, perfetta per chi vive l’auto come un’estensione della propria casa.

Al centro della scena, però, c’è la tecnologia: la plancia è dominata da un display curvo openR che si sviluppa per tutta la sua lunghezza, basato su Android Automotive. Qui Renault gioca la carta della connettività totale, con app, servizi e contenuti multimediali sempre a portata di mano, senza dimenticare l’importanza dei comandi fisici: la presenza di una rotella tattile e dei pulsanti per il climatizzatore sono un omaggio a chi cerca praticità e immediatezza, perché la tecnologia deve semplificare la vita, non complicarla. In questa cabina high-tech, la vera rivoluzione arriva con lo steer by wire: il sistema di sterzo completamente elettronico che elimina i collegamenti meccanici tradizionali e apre a possibilità di personalizzazione senza precedenti, lasciando ai designer una libertà progettuale finora impensabile.

E se parliamo di sicurezza, Renault alza ulteriormente l’asticella: il volante a forma di cloche integra un sensore touch capace di rilevare il tasso alcolemico del conducente, una soluzione che punta a prevenire situazioni di pericolo ancor prima che si verifichino. A completare il quadro, algoritmi di intelligenza artificiale offrono raccomandazioni personalizzate, adattando l’esperienza di guida alle esigenze di chi si trova al volante. Non manca un’attenzione particolare allo spazio: l’airbag passeggero è integrato direttamente nel sedile, liberando la plancia e creando un vano utile per riporre tablet o per un comodo poggiapiedi. Ogni dettaglio, insomma, è pensato per offrire non solo comfort, ma anche una sicurezza predittiva, capace di anticipare le necessità del conducente e dei passeggeri.

La Renault R Space Lab non è, però, un semplice esercizio di stile destinato a restare nei saloni delle fiere. Fa parte del programma “Futurama”, un vero e proprio laboratorio di ricerca che traghetterà le soluzioni più interessanti verso la produzione di serie. E mentre la Bridger si prepara a debuttare sul mercato indiano già a giugno, la casa francese dimostra di saper bilanciare innovazione radicale e pragmatismo commerciale, adattando la propria offerta alle specificità di ogni mercato. È questa la vera forza della Renaulution: la capacità di sperimentare senza perdere di vista le esigenze reali dei clienti e i vincoli produttivi e normativi che il presente impone.

 

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