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L'ultimo regalo di Wagener a Mercedes: rinasce il mito Red Pig

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 17 feb 2026
L'ultimo regalo di Wagener a Mercedes: rinasce il mito Red Pig
La reinterpretazione concettuale della Red Pig di Gorden Wagener fonde dettagli vintage e soluzioni moderne. Un omaggio a AMG e alla storia della 300 SEL 6.8.

C’è un fascino particolare, quasi magnetico, che accompagna la rinascita di una leggenda automobilistica. Quando il passato si intreccia con la visione del futuro, il risultato non è mai scontato. Ecco allora che la Red Pig ritorna sotto i riflettori, non come semplice esercizio nostalgico, ma come vero e proprio tributo alla storia di AMG e Mercedes-Benz. A firmare questa reinterpretazione è Gorden Wagener, nome che ormai fa rima con innovazione e coraggio stilistico. Nel volume Iconic Design, Wagener si cimenta in un’operazione delicata: onorare la memoria della mitica 300 SEL 6.8 senza scadere nella replica fine a sé stessa, ma spingendo il dialogo tra memoria e modernità.

Non si tratta di un prototipo destinato alle strade o ai saloni, bensì di un manifesto visivo che mette in scena tutto ciò che rende unica la storia della Red Pig. Siamo di fronte a una vettura che, già nel 1971, aveva saputo conquistare l’immaginario collettivo grazie a una vittoria di categoria e a un sorprendente secondo posto assoluto alla 24 Ore di Spa. Quella carrozzeria rossa, quel telaio W109 che si lanciava con i suoi 422 cavalli, è diventato nel tempo simbolo di audacia e ingegneria tedesca. E proprio questa audacia si respira ancora oggi nella rilettura di Wagener, che ha scelto di celebrare non solo le forme, ma anche l’anima stessa di una vettura che ha segnato un’epoca.

Il lavoro di Gorden Wagener si inserisce perfettamente nella filosofia della sensual purity, quell’approccio estetico che ha saputo ridefinire il linguaggio stilistico di Mercedes-Benz dal suo ingresso nel 1997 e che, dal 2016, guida come Chief Design Officer. In questa reinterpretazione, ogni dettaglio parla il linguaggio della continuità e dell’innovazione: i fari, per esempio, integrano le tre punte della stella Mercedes, un omaggio sottile ma inequivocabile alle radici del marchio. Gli anelli LED, invece, prendono il posto delle classiche luci ausiliarie, fondendo tradizione e modernità in un unico colpo d’occhio. E poi ci sono i cerchi a cinque razze, un richiamo diretto alla 300 SEL 6.8 originale, ma reinterpretati con finiture che dialogano con il presente.

Ma ciò che rende davvero interessante questo progetto è il suo carattere dichiaratamente concettuale. Nessun piano di produzione, nessuna promessa di vedere la Red Pig sulle strade: questa è, prima di tutto, una riflessione sul rapporto tra memoria e innovazione. Una scelta che, da un lato, trova il plauso degli appassionati, i quali riconoscono la fedeltà ai dettagli storici e il rifiuto di ridurre l’icona a un mero esercizio commerciale; dall’altro, però, non manca di suscitare perplessità tra i puristi, sempre pronti a difendere l’integrità delle leggende del motorsport. Eppure, proprio in questo equilibrio sottile tra rispetto e sperimentazione si gioca la partita più affascinante: quella di un marchio che non teme di guardare avanti, pur continuando a onorare le proprie radici.

Non va dimenticato, poi, il contesto in cui nasce questa reinterpretazione. La notizia dell’addio di Gorden Wagener a Mercedes-Benz alla fine di gennaio 2026 aggiunge un ulteriore livello di significato: il concept della Red Pig si trasforma così nell’ultimo, grande omaggio personale di un designer che ha lasciato un segno indelebile sulla storia del marchio. Un vero e proprio passaggio di testimone tra due epoche, dove la memoria si fa ispirazione e la creatività diventa eredità.

Per chi vive di motori, per i designer e per gli storici dell’automotive, questa operazione rappresenta molto più di un semplice esercizio di stile. È un invito a riflettere su come la memoria possa essere reinventata senza essere tradita, su come l’identità di un marchio possa evolvere senza perdere la propria essenza. La Red Pig non tornerà mai davvero a correre, almeno non nella sua forma originale: ma grazie a progetti come quello firmato da Gorden Wagener, la sua leggenda continua a vivere, rinnovandosi a ogni sguardo e a ogni racconto. Un modo, forse il più autentico, per celebrare l’audacia, l’innovazione e la passione che da sempre animano il cuore di AMG e Mercedes-Benz.

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