Racing Meeting: Stellantis Heritage espone tre capolavori
Nel cuore pulsante del motorismo italiano, dove la passione per le quattro ruote si fonde con la tradizione e l’innovazione, il Racing Meeting di Vicenza si prepara a scrivere una nuova pagina di storia. Dal 7 all’8 febbraio 2026, il Quartiere Fieristico della città berica si trasformerà in un vero e proprio scrigno di emozioni, accendendo i riflettori su tre secoli di eccellenza tecnica e sportiva tricolore. L’evento, ideato e fortemente voluto dal due volte campione del mondo rally Miki Biasion, è ormai un appuntamento imprescindibile per chi desidera respirare da vicino l’atmosfera unica delle grandi imprese automobilistiche italiane.
Questa sesta edizione si distingue per una visione ancora più ampia e inclusiva: non solo un’esposizione statica, ma un percorso immersivo dove le vetture diventano protagoniste di un racconto che intreccia spettacolo, storia e cultura tecnica. Il Racing Meeting abbraccia tutte le discipline del motorsport, offrendo un ricco palinsesto di dimostrazioni dinamiche, aree tematiche dedicate agli accessori e spazi pensati sia per le famiglie che per gli appassionati più esperti. Un format che sa coniugare il rigore scientifico con la capacità di coinvolgere, rendendo ogni visitatore parte attiva di un viaggio senza tempo.
A impreziosire la manifestazione, la presenza di Stellantis Heritage, che attraverso le parole del responsabile Roberto Giolito sottolinea la missione di preservare e valorizzare il patrimonio storico dei marchi italiani del gruppo. Non è un caso che sotto i riflettori trovino posto tre autentiche icone, capaci di raccontare altrettante epoche dell’ingegno e della passione tricolore.
La prima regina dell’esposizione è la Fiat S 61 Corsa del 1908, autentico gioiello che rappresenta le origini della competizione italiana. Derivata dalla gran turismo omonima, questa vettura era in grado di toccare i 150 km/h in un’epoca in cui la velocità era sinonimo di avventura e coraggio. Non a caso, la Fiat S 61 Corsa conquistò risultati di prestigio internazionale, come il primo e il terzo posto all’American Grand Prize del 1908 a Savannah, in Georgia. Una testimonianza concreta di come le gare, già agli albori del Novecento, fossero il banco di prova privilegiato per soluzioni tecniche all’avanguardia e per costruire la reputazione dei marchi italiani nel mondo.
Il viaggio prosegue con la Alfa Romeo 182 del 1982, una monoposto di Formula 1 che segna il passaggio verso un’era di profonde trasformazioni tecnologiche. Sviluppata in collaborazione con Bruno Giacomelli, questa vettura introduce il telaio in fibra di carbonio, simbolo di una ricerca incessante volta a coniugare leggerezza e resistenza. Gli anni tra la fine dei Settanta e l’inizio degli Ottanta furono infatti un laboratorio a cielo aperto, dove le innovazioni nate sulle piste avrebbero presto trovato applicazione anche sulle vetture di serie. La Alfa Romeo 182 incarna lo spirito pionieristico di quegli anni, quando ogni Gran Premio era una sfida all’ultimo secondo tra ingegno, tecnologia e audacia.
A chiudere il trittico, la Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione IMSA del 1988, autentica regina delle gare di durata. Equipaggiata con un motore turbo quattro cilindri da 1762 cm³, questa vettura era capace di sviluppare tra i 335 e i 400 CV nelle sue evoluzioni successive, dimostrando quanto l’elettronica e la preparazione tecnica fossero diventate determinanti per il successo agonistico negli anni Ottanta. La Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione IMSA rappresenta così il punto di incontro tra tradizione e modernità, tra la passione per la meccanica e la crescente centralità delle nuove tecnologie.
Ma il Racing Meeting non si limita a celebrare il passato: accanto alle esposizioni, sono previste conferenze, incontri con esperti e attività didattiche rivolte ai più giovani. L’obiettivo è chiaro: trasmettere la cultura dell’automobile e della competizione motoristica alle nuove generazioni, offrendo l’opportunità di scoprire da vicino dettagli costruttivi, soluzioni meccaniche e scelte progettuali che raramente si possono ammirare nei musei tradizionali.
In questo contesto, Vicenza diventa il palcoscenico ideale per un evento che si propone come ponte tra la memoria tecnica del passato e l’intrattenimento contemporaneo. Il Racing Meeting è molto più di una semplice esposizione: è un viaggio emozionante nel cuore dell’ingegneria italiana, un’occasione unica per vivere da protagonisti la storia, il fascino e l’innovazione che da sempre caratterizzano il mondo dei motori tricolore.
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