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Porsche Mission S: la futura supercar avrà motore centrale

Di Fabrizio Gimena •
Pubblicato il 7 ott 2026
Porsche Mission S: la futura supercar avrà motore centrale
Porsche conferma la Mission S: la concept supercar a motore centrale debutterà il 15 ottobre e anticiperà un nuovo modello posizionato sopra la 911.

Porsche prepara una nuova fase della propria gamma e il primo tassello sarà la Mission S, concept di una futura supercar a motore centrale che verrà presentata il 15 ottobre. Il modello avrà un ruolo molto più importante di quello di una semplice show car: servirà infatti ad anticipare una sportiva destinata a posizionarsi chiaramente al di sopra della Porsche 911.

La Mission S sarà soltanto una parte di una strategia più ampia. Nei prossimi anni sono previsti anche una nuova sportiva elettrica a motore centrale, un SUV di medie dimensioni con motorizzazioni termiche e ibride plug-in e un nuovo SUV Porsche a 7 posti destinato a diventare uno dei modelli più prestigiosi della gamma.

L’obiettivo è chiaro: spostare ulteriormente Porsche verso l’alto, aumentando il valore medio dei modelli e ampliando l’offerta nelle fasce più costose del mercato.

Porsche Mission S, la futura supercar sopra la 911

Il nome Porsche Mission S è stato confermato per il concept che anticiperà una nuova super sportiva a motore centrale.

La Casa tedesca sta sviluppando una specifica piattaforma per questo tipo di vettura. L’intenzione dichiarata è utilizzarla come base per una sportiva destinata a occupare una posizione nettamente superiore rispetto alla 911.

Il riferimento inevitabile va alle supercar che hanno rappresentato il vertice tecnologico Porsche negli ultimi decenni. Prima la Carrera GT, spinta dal celebre V10, poi la 918 Spyder con sistema ibrido plug-in. La futura sportiva dovrebbe raccoglierne idealmente l’eredità, anche se per il momento non sono stati comunicati dettagli tecnici su motore, potenza o data di commercializzazione.

La Mission S avrà inoltre il compito di mostrare una parte della futura direzione stilistica del marchio.

Per Porsche si tratta di un progetto strategico, non soltanto emozionale. La Casa vuole tornare a rafforzare la redditività dopo una fase complessa, segnata da diversi fattori: dazi sul mercato statunitense, rallentamento della domanda in Cina, svalutazioni legate agli investimenti sulle batterie e uscita di scena di alcuni modelli importanti.

In questo contesto, una nuova supercar rappresenta anche uno strumento per riportare attenzione sui prodotti più esclusivi e redditizi.

In arrivo anche una 718 elettrica e l’erede termica della Macan

La supercar non sarà l’unica novità importante. Porsche ha infatti confermato che nei prossimi due anni torneranno anche due famiglie centrali nella propria gamma.

La prima riguarda la futura Porsche 718 elettrica. L’erede di Boxster e Cayman sarà una sportiva a batteria con motore centrale dal punto di vista dell’impostazione dinamica e dovrebbe arrivare sul mercato nel 2027.

Il nuovo amministratore delegato Michael Leiters ha spiegato di essere stato inizialmente molto scettico nei confronti di una sportiva elettrica di questo tipo, ma di aver cambiato opinione dopo averla guidata.

Ancora più interessante, soprattutto per chi non vuole passare all’elettrico, è il ritorno di un SUV medio con motorizzazioni tradizionali.

Porsche ha confermato per il 2028 un nuovo modello destinato a raccogliere l’eredità della Macan termica. La nuova vettura nascerà in collaborazione con Audi e utilizzerà una piattaforma del Gruppo Volkswagen, la Premium Platform Combustion.

Saranno previste motorizzazioni a combustione interna e ibride plug-in.

La scelta mostra chiaramente una strategia più flessibile rispetto al passato. Porsche continuerà a investire sulle elettriche, ma manterrà anche modelli termici e plug-in nelle categorie dove la domanda lo giustifica.

Per il cliente significa una gamma meno vincolata a una sola tecnologia e, almeno nel medio periodo, una maggiore scelta tra diversi tipi di propulsione.

Porsche prepara un SUV a 7 posti per salire ancora di fascia

Tra le novità previste più avanti nel piano industriale c’è anche un modello completamente nuovo: un grande SUV a tre file di sedili, quindi capace di offrire fino a sette posti.

Sarà posizionato sopra la Cayenne e avrà come mercato di riferimento soprattutto il Nord America, dove i SUV di grandi dimensioni continuano a rappresentare una parte importante del segmento premium.

Il progetto si inserisce nella nuova strategia Porsche basata sul principio del “valore prima dei volumi”.

In pratica, la Casa punta meno sulla crescita delle immatricolazioni e più sulla vendita di modelli costosi, versioni speciali e personalizzazioni.

Oggi il 10% delle Porsche più costose viene venduto a un prezzo medio di circa 270.000 euro. L’obiettivo è portare questo valore oltre quota 330.000 euro.

Per riuscirci, oltre ai nuovi modelli di fascia alta, verranno ampliate le possibilità di personalizzazione, le versioni a produzione limitata e l’offerta legata al mondo racing, compresi ulteriori prodotti sviluppati con Manthey.

Parallelamente Porsche punta a ridurre del 20% i costi di sviluppo e a diminuire la forza lavoro di oltre 9.000 unità. Il punto di pareggio dovrebbe così scendere a circa 200.000 auto l’anno.

Nel frattempo, il primo appuntamento concreto è già fissato.

Il 15 ottobre vedremo finalmente la Porsche Mission S, il modello destinato a dare forma alla nuova supercar del marchio. Non sono ancora disponibili dati su motore, prestazioni e produzione, ma il suo posizionamento è già chiaro: sarà una Porsche pensata per stare sopra la 911 e per riportare una super sportiva a motore centrale al vertice della gamma.

 

 

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