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Porsche 914/6 RUF: venduta a 225.000 euro l'auto di Luc Donckerwolke

Di Vincenzo Calvarano •
Pubblicato il 5 ott 2026
Porsche 914/6 RUF: venduta a 225.000 euro l'auto di Luc Donckerwolke
Una Porsche 914/6 del 1970 preparata da RUF per Luc Donckerwolke è stata venduta a 225.000 euro. Ha un boxer 2.4 e modifiche da pista.

Una Porsche 914/6 del 1970 può valere 225.000 euro? Se dietro ci sono RUF Automobile, una preparazione decisamente orientata alla pista e un proprietario come Luc Donckerwolke, la risposta sembra essere sì. Questo particolare esemplare è stato infatti venduto per 225.000 euro, equivalenti a circa 253.000 dollari, dopo una trasformazione che ha interessato praticamente ogni area della vettura.

Donckerwolke, designer noto nel mondo dell’auto e arrivato ai vertici creativi del gruppo Hyundai, aveva acquistato la 914/6 nel 2020. All’epoca la vettura conservava ancora il Lemon Yellow previsto originariamente, mentre oggi si presenta in Grand Prix White.

Ma sarebbe riduttivo parlare di un semplice cambio di colore.

RUF ha trasformato questa Porsche partendo da una base già molto particolare e intervenendo su carrozzeria, telaio, freni, abitacolo e soprattutto sul sei cilindri boxer, la cui cilindrata è passata dagli originali 2,0 a 2,4 litri.

Porsche 914/6 RUF, la trasformazione era iniziata nel 1975

La storia di questa Porsche 914/6 RUF non comincia con l’intervento dell’azienda tedesca.

Già nel 1975, infatti, un concessionario belga aveva convertito l’auto secondo le specifiche M471 GT. Una modifica importante, che aveva portato in dote parafanghi allargati in acciaio, rinforzi al telaio e cerchi Fuchs da 15 pollici più larghi.

Quando RUF ha iniziato il proprio lavoro nell’officina di Pfaffenhausen, quindi, non si è trovata davanti una 914/6 completamente originale.

La scelta è stata quella di conservare gli elementi caratteristici della precedente trasformazione e costruire attorno a questa base una vettura ancora più orientata alla guida.

Per ridurre il peso sono arrivati un cofano, la copertura del motore, i paraurti e i pannelli sottoporta realizzati in fibra di vetro. La carrozzeria è stata poi riverniciata in Grand Prix White, abbandonando definitivamente il Lemon Yellow originale.

Tra i dettagli più evidenti compare anche il bocchettone del carburante in posizione centrale, altro elemento che contribuisce all’aspetto da auto da competizione.

Freni RSR e Fuchs: non è solo una Porsche da esposizione

Le modifiche non si fermano all’estetica.

I cerchi Fuchs neri misurano 8 pollici di larghezza davanti e 9 pollici dietro e montano pneumatici Michelin TB15.

RUF è intervenuta anche sulla ciclistica installando pinze freno RSR, nuovi bracci delle sospensioni e un sistema per la regolazione della ripartizione della frenata.

Dettagli che spiegano bene la filosofia del progetto. Non si tratta di una Porsche storica trasformata per avere semplicemente un aspetto più aggressivo, ma di una vettura sulla quale sono stati effettuati interventi funzionali alla guida sportiva.

La stessa impostazione continua all’interno.

I sedili originali sono stati sostituiti con Recaro rivestiti in vinile nero, abbinati a cinture Willans. A completare l’abitacolo troviamo un roll bar imbottito Heigo.

Il risultato è un interno essenziale, molto più vicino all’ambiente di un track day che a quello di una classica Porsche restaurata con l’obiettivo di rispettare integralmente le specifiche di fabbrica.

Il boxer Porsche passa da 2.0 a 2.4 litri

È però dietro l’abitacolo che si trova una delle modifiche più importanti.

La Porsche 914/6 nasceva con un sei cilindri boxer da 2,0 litri. Su questo esemplare RUF ha aumentato la cilindrata fino a 2,4 litri, utilizzando pistoni e cilindri Mahle da 87,5 millimetri.

Non viene indicato un dato preciso sulla potenza ottenuta dopo gli interventi, quindi non è possibile quantificare l’incremento prestazionale. Le modifiche meccaniche, però, vanno ben oltre il semplice aumento della cilindrata.

Il motore dispone di accensione a doppia candela, mentre per la gestione delle temperature è stato adottato un sistema di raffreddamento dell’olio in stile Monte Carlo.

Lo scarico è in acciaio inossidabile ed è firmato Friedrich Motorsport. Sui carburatori Weber a triplo corpo spiccano inoltre trombette di aspirazione con finitura dorata.

Una configurazione che mantiene il carattere meccanico tipico delle Porsche raffreddate ad aria dell’epoca, ma lo porta verso una preparazione decisamente più specialistica.

Cambio manuale a 5 marce e differenziale autobloccante

La potenza viene scaricata sulle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a cinque rapporti, abbinato a un differenziale autobloccante.

Durante la preparazione RUF sono stati installati anche una frizione nuova e un volano alleggerito.

Ancora una volta, interventi che mostrano come il progetto non sia stato costruito esclusivamente pensando al valore collezionistico. La ricerca di una risposta più diretta e di un comportamento più adatto alla guida sportiva è evidente in quasi tutte le modifiche effettuate.

Durante il restauro è stato inoltre azzerato il contachilometri a cinque cifre. Al momento della vendita segnava appena 321 km.

Perché questa Porsche 914/6 ha raggiunto 225.000 euro

A rendere particolare l’esemplare non c’è un solo elemento. La base è una 914/6 del 1970, già trasformata secondo specifiche GT negli anni Settanta. A questa storia si aggiungono il successivo intervento di RUF Automobile, le numerose modifiche meccaniche e il precedente proprietario Luc Donckerwolke.

La documentazione comprende anche un certificato Porsche che conferma colori di fabbrica e numeri di serie, oltre al manuale originale, ai libretti di manutenzione e alla documentazione tedesca. Il risultato finale ha convinto un acquirente a spendere 225.000 euro.

Non è una 914/6 conservata esattamente come uscì dalla fabbrica e non cerca nemmeno di esserlo. È una reinterpretazione costruita attorno alla guida: boxer 2.4, cambio manuale, differenziale autobloccante, componenti alleggeriti e un abitacolo quasi da competizione.

Una ricetta molto specifica che, unita al lavoro di RUF e alla storia dell’esemplare, ha trasformato una delle Porsche più particolari degli anni Settanta in una sportiva da sei cifre.

 

 

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