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Porsche nel 2025: calano margini e vendite, boom elettriche in Europa

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 16 gen 2026
Porsche nel 2025: calano margini e vendite, boom elettriche in Europa
Nel 2025 Porsche ha visto l’EV superare l’ICE in Europa. Vendite globali in calo, la Cina soffre, USA registrano numeri record con la Macan.

Il 2025 si è rivelato un anno di forti contrasti per Porsche, marchio simbolo dell’ingegneria tedesca e del lusso sportivo, che si trova a fare i conti con una situazione di mercato in rapido mutamento. Se da un lato il brand di Zuffenhausen vede le sue vendite globali contrarsi del 10%, con 279.449 vetture consegnate, dall’altro lato emerge un dato che ha il sapore della svolta epocale: in Europa oltre il 57% delle nuove immatricolazioni riguarda modelli PHEV ed EV. Un sorpasso storico rispetto ai motori tradizionali, che non solo certifica la trasformazione del mercato europeo, ma segna anche una pietra miliare nella strategia di elettrificazione della Casa.

La contraddizione, quasi paradossale, che accompagna il 2025 di Porsche è tutta qui: mentre il Vecchio Continente accelera verso l’elettrico, la domanda globale si raffredda, complice una serie di fattori che vanno dalle tensioni geopolitiche alle nuove normative sulla cybersecurity. Non è un caso che il fatturato sia stato rivisto al ribasso, con una forchetta tra i 37 e i 38 miliardi di euro, e che il margine operativo atteso sia sceso al 6,5-8,5%, ben lontano dal rassicurante 10-12% che aveva caratterizzato gli anni precedenti. Una flessione che non passa inosservata agli occhi degli analisti, ma che va letta anche alla luce di un contesto in profonda trasformazione.

A guidare la carica nel portafoglio prodotti rimane la Macan, che con 84.328 unità vendute si conferma la regina della gamma. Qui il dato che colpisce è che oltre la metà delle vendite riguarda la variante elettrica, segno che la clientela più dinamica e attenta alle nuove tecnologie sta premiando la scelta della Casa di puntare sull’elettrificazione. Un vero e proprio cambio di paradigma che si riflette anche nelle scelte dei consumatori europei, sempre più orientati verso soluzioni a basso impatto ambientale e sempre meno legati ai motori termici tradizionali.

Non tutto però è andato secondo le aspettative: il Taycan, modello che più di ogni altro rappresenta l’impegno della Casa nell’ambito delle EV, ha registrato un calo del 22%, fermandosi a 16.339 vetture consegnate. Un risultato che invita a riflettere sulla complessità di un mercato in cui la concorrenza si fa sempre più agguerrita e in cui la fedeltà al marchio non basta più a garantire performance da record. La delusione per il risultato del Taycan è il sintomo di un segmento che, pur crescendo, si sta facendo affollato e competitivo, soprattutto nei confronti dei nuovi player che arrivano dall’Asia.

A pesare sul bilancio ci sono anche scelte obbligate, come il ritiro dal mercato della famiglia 718 (Boxster e Cayman) e della prima generazione di Macan, decisione presa per adeguarsi alle nuove normative UE sulla cybersecurity. Un passaggio obbligato che ha avuto effetti pesanti soprattutto in Germania, dove le immatricolazioni sono scese del 16% a 29.968 unità, e nel resto dell’Europa, che segna un -13% con 66.340 vetture vendute. È la conferma che la transizione tecnologica, se da un lato apre nuove opportunità, dall’altro impone anche costi e sacrifici non indifferenti.

Sul fronte atlantico, invece, il vento soffia in direzione opposta. Gli Stati Uniti, tradizionale baluardo del marchio, sorprendono con una crescita a doppia cifra: nel primo trimestre 2025 le consegne sono salite a 18.884 unità, con un impressionante +40,6%. Da segnalare il ruolo di primo piano della Macan elettrica, che da sola rappresenta il 44,6% delle vendite del modello. Un risultato che testimonia come il mercato nordamericano sia ancora ricettivo nei confronti delle proposte innovative e che la domanda di vetture premium elettriche sia tutt’altro che in calo. Anche il segmento delle vetture usate certificate fa segnare record, a dimostrazione di una vitalità che non sembra conoscere crisi.

Il vero tallone d’Achille, però, rimane la Cina. Qui la situazione si è fatta decisamente più complicata: il calo delle vendite ha raggiunto il 26%, fermandosi a 41.938 unità. Porsche attribuisce la responsabilità a una concorrenza locale sempre più agguerrita, ai prezzi aggressivi dei costruttori cinesi e alle difficoltà strutturali del segmento lusso. In un mercato che si evolve rapidamente e in cui la fedeltà al brand non è più un dato acquisito, la Casa di Zuffenhausen si trova a dover ripensare le proprie strategie, puntando su innovazione e servizi esclusivi per riconquistare quote di mercato.

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