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Polestar sfida la crisi: 4 nuove elettriche per rinascere entro il 2028

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 19 feb 2026
Polestar sfida la crisi: 4 nuove elettriche per rinascere entro il 2028
Polestar annuncia quattro nuovi modelli elettrici fino al 2028. Partenza con il Polestar 4 Estate nel Q4 2026 per ampliare la gamma.

Quando si parla di Polestar oggi, si evoca immediatamente l’immagine di un marchio in bilico tra la promessa di un futuro elettrico brillante e la realtà di un presente fatto di sfide ardue e numeri che fanno riflettere. Eppure, come spesso accade nell’industria dell’auto, la capacità di rialzarsi e rilanciare il gioco è parte del DNA di chi non vuole accontentarsi. La casa svedese, dopo un 2025 segnato da 60.000 vetture vendute ma anche da quasi 1,6 miliardi di dollari di perdite nei primi nove mesi, ha deciso di cambiare marcia, spingendo forte sull’acceleratore di una strategia che guarda al domani con rinnovata determinazione.

Il cuore di questa svolta risiede nell’ambizioso piano industriale che prevede il lancio di quattro nuovi modelli 100% elettrici entro il 2028. Un percorso a tappe, scandito da appuntamenti cruciali, che si apre nel quarto trimestre del 2026 con la presentazione della Polestar 4 Estate. Questa versione station wagon del modello di punta vuole allargare il bacino d’utenza, puntando su una clientela attenta non solo al design, ma anche alla praticità di un ampio bagagliaio e a una linea filante con tetto piatto, segno distintivo di una personalità che non teme di farsi notare. Non meno rilevante, nel medesimo periodo, il debutto della Polestar 5, una Gran Turismo da ben 872 CV, che si candida a diventare la punta di diamante per chi cerca emozioni forti al volante e tecnologia d’avanguardia.

Dietro questi annunci si cela una realtà fatta di luci e ombre. Se è vero che le vendite globali hanno segnato un +34% anno su anno, è altrettanto vero che il mercato cinese, considerato strategico, ha rappresentato una vera e propria doccia fredda. Le vendite Cina hanno subito un tracollo: la chiusura dell’ultimo showroom diretto e appena 287 vetture consegnate, un crollo dell’83,3%, sono numeri che parlano da soli e mettono in evidenza quanto sia complicato emergere in un contesto dove la concorrenza locale è sempre più agguerrita e la pressione sui prezzi non lascia margini di respiro. Non sorprende, quindi, che il valore azionario abbia subito una contrazione superiore al 93% dai massimi storici, alimentando una spirale di incertezza tra gli investitori.

La vera sfida, tuttavia, non si gioca solo sul fronte delle vendite, ma anche su quello della redditività e della sostenibilità industriale. E qui entra in gioco la SEA architecture, la piattaforma modulare condivisa che rappresenta il vero asso nella manica per contenere i costi e accorciare i tempi di sviluppo. Tutti i nuovi modelli, dalla Polestar 4 Estate alla Polestar 5, passando per la nuova generazione della Polestar 2 – attesa per l’inizio del 2027 – e il compatto SUV Polestar 7 previsto per il 2028, poggeranno su questa architettura. Un dettaglio tutt’altro che secondario, che consente di diversificare l’offerta e coprire segmenti di mercato differenti, aumentando la marginalità media e riducendo il rischio di dipendenza da un unico modello.

Ma la strada verso il riscatto non è certo priva di ostacoli. Gli analisti del settore, pur riconoscendo la validità della strategia di ampliamento della gamma, restano prudenti. La vera incognita resta la capacità di Polestar di tenere sotto controllo i costi produttivi e di gestire investimenti ingenti in sviluppo e retail senza allungare ulteriormente i tempi di ritorno in utile. In altre parole, la sfida non è solo vendere di più, ma riuscire a trasformare la crescita dei volumi in una solida stabilità finanziaria, riducendo progressivamente le perdite e riconquistando la fiducia degli investitori, soprattutto nei mercati chiave come Europa, Nord America e – seppur in salita – la Cina.

La partita è tutt’altro che chiusa, ma la direzione è tracciata. Se la scommessa su una gamma più ampia e diversificata si rivelerà vincente, Polestar potrebbe finalmente uscire dall’ombra e tornare a recitare un ruolo da protagonista nel panorama dell’auto elettrica globale. In un settore dove l’innovazione è la regola e la resilienza la virtù più preziosa, il prossimo triennio sarà il vero banco di prova per un marchio che, ancora una volta, ha scelto di non arrendersi alle difficoltà ma di rilanciare la posta, puntando tutto su design, tecnologia e una visione a lungo termine.

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