Plenitude e Pininfarina disegnano le nuove colonnine di ricarica elettrica
Quando si parla di infrastrutture per la mobilità elettrica, il rischio di cadere nella monotonia del puro tecnicismo è sempre dietro l’angolo. Ma se il futuro della città passa anche attraverso la capacità di rendere gradevole ciò che, fino a ieri, era solo funzionale, allora l’esperimento di Plenitude e Pininfarina merita davvero di essere osservato con attenzione. Perché la sfida, questa volta, non è solo quella di offrire energia ai veicoli elettrici, ma di ripensare le colonnine di ricarica come elementi capaci di dialogare con il paesaggio urbano, senza sfigurare e, anzi, aggiungendo valore estetico e pratico al contesto.
Non è un caso che, nel cuore della sede di Cambiano, sia stata avviata una collaborazione che porta la firma di due realtà simbolo dell’innovazione italiana: da una parte Plenitude, società energetica del gruppo Eni impegnata nella transizione green; dall’altra Pininfarina, nome che evoca subito eleganza e capacità di immaginare il futuro. Il progetto punta a rivoluzionare il concetto stesso di infrastruttura, trasformando le colonnine di ricarica da semplici “totem” tecnologici a veri e propri punti di riferimento per chi vive e attraversa la città.
Il cuore dell’iniziativa sono le nuove stazioni Plenitude On The Road, che vedranno la luce proprio a Cambiano: quattro unità pensate per rispondere alle esigenze più diverse, con una doppia anima che coniuga la praticità con l’attenzione al dettaglio. Da una parte, la ricarica AC 22 kW, soluzione ideale per chi ha tempo a disposizione e preferisce un approccio più “slow” alla mobilità elettrica, magari sfruttando la sosta per dedicarsi ad altre attività o semplicemente per godersi un momento di relax. Dall’altra, la ricarica DC 50 kW, pensata per chi invece è sempre di corsa e ha bisogno di un rifornimento rapido, senza rinunciare però a comfort e servizi di qualità.
Ed è proprio qui che entra in gioco la visione di Pininfarina, chiamata a disegnare non solo la forma delle colonnine, ma anche l’intero ecosistema delle stazioni. Dalla segnaletica all’interfaccia utente, passando per la disposizione degli spazi e l’accessibilità, tutto viene ripensato in chiave di accoglienza e funzionalità. L’obiettivo? Creare design stazioni che non siano solo “belle da vedere”, ma che sappiano anche rispondere concretamente alle esigenze di chi utilizza l’auto elettrica ogni giorno.
Ma la vera rivoluzione non si ferma alla superficie. Le stazioni Plenitude On The Road sono pensate per offrire molto di più di una semplice ricarica: aree lounge dove rilassarsi, strumenti digitali per prenotare e pagare con facilità, e la possibilità di sfruttare partnership con attività commerciali locali. Un modo per trasformare la sosta, spesso percepita come tempo perso, in un’esperienza positiva e addirittura piacevole. Così, la mobilità elettrica diventa non solo una scelta razionale, ma anche una tentazione quotidiana.
Non bisogna però dimenticare che la scelta di puntare su una ricarica DC 50 kW rappresenta un equilibrio delicato. Nel panorama attuale, in cui esistono colonnine ultra-veloci da 150 o addirittura 350 kW, la decisione di optare per potenze medie riflette una strategia ben precisa: da un lato, garantire un impatto contenuto sulla rete elettrica locale; dall’altro, offrire una soluzione sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale, senza rinunciare alla flessibilità di utilizzo in ambito urbano. La ricarica AC 22 kW, invece, resta la scelta prediletta per chi vuole ottimizzare i costi e ha la possibilità di sostare più a lungo.
Non mancano, ovviamente, le voci critiche: c’è chi sostiene che, accanto all’attenzione per il design e la qualità dei servizi, sia indispensabile investire anche su potenze più elevate, interoperabilità tra le reti e una maggiore resilienza dell’infrastruttura. Ma il banco di prova di Cambiano servirà proprio a capire quanto l’innovazione possa davvero cambiare il modo in cui viviamo la mobilità elettrica.
Se il test dovesse avere successo, potremmo assistere alla nascita di una nuova generazione di colonnine di ricarica che, oltre a garantire efficienza e rapidità, sappiano anche arricchire il tessuto urbano e migliorare la qualità della vita. Un esempio di come tecnologia, estetica e servizi possano procedere di pari passo, guidando la transizione verso una mobilità più sostenibile e intelligente. E, forse, proprio qui sta la vera forza di un progetto che ha tutte le carte in regola per tracciare la strada del futuro.
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