Dalle auto ai droni: il futuro della mobilità secondo Uber

Un inedito sistema di trasporto collettivo che permetterà alle persone di attraversare in pochi minuti le aree urbane delle metropoli: UberAir vede la collaborazione della NASA.

Dalle auto ai droni: il futuro della mobilità secondo Uber

di Francesco Giorgi

09 Novembre 2017

Dalle automobili… terrestri, alle automobili volanti: è questo lo scenario futuristico che si apre sul panorama della mobilità. E non si pensi che sia un progetto a lungo termine: il tempo stringe, tanto che i primi voli sono previsti nel 2020.

Ecco, in estrema sintesi, i contenuti di un accordo di programma sottoscritto nelle scorse ore dai vertici di Uber con NASA: l’obiettivo è finalizzato al trasporto delle persone, da un capo all’altro delle città, con il progetto “UberAir”, e permetterà ad entrambe le società uno scambio reciproco di expertise, dati e informazioni. Come? È presto detto: atraverso l’utilizzo di “droni” ad alimentazione elettrica.

Responsabile del progetto è Jeff Holden, che al Web Summit di Lisbona, nell’illustrazione del programma, definisce il nuovo strumento di trasporto come una tecnologia eVTOLs (electric Vertical Take-Off and Landing vehicles): totalmente a zero emissioni, dal punto di vista del loro utilizzo, e più silenziosi rispetto ai “tradizionali” elicotteri.

Dalle tecnologie di guida autonoma messe in campo dal colosso del trasporto privato mediante prenotazione con App, il passo successivo è dunque l’impiego di “droni” progettati ad hoc per tragitti più lunghi, ma sempre in ambito urbano. Il traguardo del servizio a pieno regime è fissato per le Olimpiadi di Los Angeles 2028: entro quella data, spiegano i vertici di Uber, il programma di trasporto persone tramite drone (si pensa di attraversare l’intera area urbana di Los Angeles, dall’aeroporto a Downtown, in 27 minuti: attualmente, un normale taxi impiega oltre un’ora) dovrà essere pienamente operativo. Oltre a Los Angeles, il nuovo servizio sarà disponibile a Dallas, Fort Worth e Dubai (Emirati Arabi).

L’accordo sottoscritto con la NASA si concretizza nelle tecnologie di controllo dei voli a bassa quota UMT-Unmanned Traffic Management; inoltre, Uber ha completato un agreement con Sandstone Properties finalizzato all’installazione di specifici “hub” (gli “Skyport”, usufruibili dagli utenti mediante specifiche App: esattamente come avviene nella prenotazione dei tragitti in auto) per il decollo e l’atterraggio dei velivoli e che faranno parte del network Elevate di Uber.

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