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Piattaforma Giorgio o STLA Large? Il futuro dell'Alfa Stelvio

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 15 feb 2026
Piattaforma Giorgio o STLA Large? Il futuro dell'Alfa Stelvio
La nuova Alfa Romeo Stelvio slitta al 2028. In bilico la scelta tra piattaforma STLA Large e Giorgio Evo; attese versioni elettriche, ibride e termiche. Aggiornamenti da Stellantis il 21 maggio.

Un rinvio che sa di resa dei conti, una piattaforma tecnica ancora tutta da decifrare e una platea di appassionati che, tra speranze e timori, non smette di far sentire la propria voce: la saga della Alfa Romeo Stelvio si arricchisce di un nuovo, atteso capitolo. La notizia che il debutto della prossima generazione del SUV sia stato spostato dal 2025 al 2028 non è soltanto una variazione di calendario, ma l’emblema di un bivio profondo, che coinvolge il cuore stesso della strategia del Biscione. Tra le pieghe di questa decisione si celano scelte tecniche e filosofiche destinate a lasciare il segno nel futuro del marchio, e forse anche nei sogni di chi da sempre vede nella Stelvio l’incarnazione di una sportività accessibile, capace di coniugare tradizione e modernità.

Il nodo della piattaforma è il primo, e forse il più spinoso, dei dilemmi. Se inizialmente si dava per scontato che la nuova generazione sarebbe nata sulla moderna STLA Large — l’architettura nativa per veicoli elettrici sviluppata da Stellantis — oggi le indiscrezioni raccontano un dietrofront, o meglio una riflessione a voce alta sulla possibilità di tornare alla ben nota Giorgio Evo. Quest’ultima, evoluzione della base che ha dato i natali all’attuale Stelvio, rappresenta un compromesso tra le esigenze di innovazione e la volontà di non tradire le celebri dinamiche di guida che hanno reso il SUV italiano un punto di riferimento per chi ama guidare davvero.

Non è un dettaglio di poco conto: la Giorgio Evo, seppur aggiornata, è una piattaforma che ha già dimostrato di saper offrire piacere di guida e una tenuta di strada sopra la media, ma paga pegno sul fronte della modularità e delle potenzialità di elettrificazione. La STLA Large, invece, promette una flessibilità superiore, soprattutto per quanto riguarda le versioni elettrica e ibrida, ma richiede investimenti e tempi di sviluppo che — in un contesto di mercato sempre più competitivo — potrebbero rivelarsi un salto nel buio. Dunque, la domanda resta sospesa: meglio puntare sulla continuità, affidandosi a una base collaudata, o rischiare l’ignoto con una piattaforma che potrebbe sì garantire un salto tecnologico, ma anche allontanare la Stelvio dalle sue radici?

Parallelamente, si accende il dibattito sulla forma, sull’estetica, su quell’insieme di proporzioni e dettagli che, nel caso della Alfa Romeo Stelvio, sono diventati quasi una questione di fede. Le immagini spia e i brevetti circolati negli ultimi mesi avevano lasciato intendere un restyling radicale: linee più affusolate, fari sottili, una silhouette che si allontanava dalla tradizione per abbracciare un futuro forse troppo audace. Un’ipotesi che ha fatto sobbalzare sulla sedia la base degli alfisti, da sempre gelosa di quella silhouette muscolosa e di quella calandra che non lascia dubbi sulla paternità del modello. La reazione non si è fatta attendere: designer indipendenti e community online hanno rilanciato con proposte alternative, cercando di conciliare innovazione e fedeltà stilistica. Le versioni più apprezzate, almeno a giudicare dai primi render, puntano su fiancate più coupeggianti, ma non rinunciano a proporzioni equilibrate e a una calandra che, pur evolvendosi, resta immediatamente riconoscibile.

Tutto questo fermento, però, non può prescindere da una data: il 21 maggio. È allora che Antonio Filosa, amministratore delegato di Alfa Romeo e figura chiave del gruppo Stellantis, svelerà il nuovo piano strategico. Un appuntamento che si preannuncia cruciale non solo per capire quale sarà la piattaforma scelta — Giorgio Evo o STLA Large — ma anche per scoprire se il nuovo SUV saprà davvero bilanciare heritage e innovazione, rimanendo fedele al proprio DNA senza rinunciare alle opportunità offerte dall’elettrificazione e dalle motorizzazioni ibride. In gioco c’è molto più di un semplice restyling: c’è la credibilità di un marchio che vuole rilanciarsi in grande stile, senza tradire le aspettative di chi, da sempre, sogna un’Alfa capace di emozionare su ogni tipo di strada.

Il percorso verso il 2028 si preannuncia accidentato, fatto di scelte che dovranno tenere conto non solo delle esigenze tecniche e industriali, ma anche — e forse soprattutto — delle aspettative di una clientela che non si accontenta di un SUV qualunque. Per la Alfa Romeo Stelvio, la sfida è appena cominciata: tra Giorgio Evo e STLA Large, tra elettrica e ibrida, tra innovazione e rispetto della tradizione, il futuro si scrive oggi. E mai come questa volta, il destino del Biscione passa anche dalle mani — e dal cuore — dei suoi appassionati.

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