La Pagani Huayra torna per celebrare il 70° anniversario di Horacio
Nel panorama delle hypercar, poche realtà sanno coniugare tradizione, esclusività e avanguardia come Pagani. Ed è proprio con questo spirito che la casa di San Cesario sul Panaro firma un nuovo capitolo nella sua epopea: la Huayra 70 Roadster. Un modello che non si limita a rincorrere la potenza pura, ma eleva l’arte dell’automobile a una dimensione quasi sartoriale, celebrando i settant’anni di Horacio Pagani con una tiratura ultra-limitata che, come spesso accade, diventa subito leggenda tra gli appassionati e i collezionisti più esigenti.
Tre soli esemplari. Un numero che dice tutto sulla filosofia di questo progetto: la rarità non è un vezzo, ma un marchio di fabbrica. Ogni dettaglio della Huayra 70 Roadster è pensato per stupire, ma anche per trasmettere quel senso di connessione meccanica e passione che rappresenta il DNA del marchio. A dominare la scena, come un diamante incastonato nella fibra di carbonio, c’è il poderoso V12 6 litri biturbo da ben 834 cavalli, un cuore pulsante che porta la firma AMG e che trasforma ogni accelerazione in un evento, ogni viaggio in un’esperienza fuori dal comune.
Non è solo questione di numeri, però. Pagani non cede alle lusinghe delle trasmissioni automatiche che ormai dominano il segmento delle supercar: qui la scelta ricade su un cambio manuale sette marce, una dichiarazione d’intenti che sa di nostalgia e di coraggio allo stesso tempo. Una trasmissione che mette il pilota al centro dell’azione, restituendo quel feeling diretto e analogico che, nell’era della digitalizzazione estrema, rischiava di perdersi. Il coinvolgimento di chi guida è totale, ogni cambiata diventa un rito, ogni curva un’occasione per sentire davvero la vettura tra le mani.
La carrozzeria, realizzata in fibra di carbonio a vista, è un omaggio al design e alla funzionalità. Non c’è nulla di superfluo: lo splitter anteriore, le prese d’aria sui passaruota e il grande diffusore posteriore sono frutto di uno studio aerodinamico maniacale, pensato per garantire stabilità e appoggio anche alle velocità più elevate. E poi c’è la pinna a squalo, un dettaglio che richiama la tradizione Pagani e al tempo stesso sottolinea la vocazione racing di questa vettura. La presa d’aria sul tetto, invece, è un richiamo diretto alle sorelle più estreme, come la Imola Roadster e la Zonda Cinque, da cui la Huayra 70 Roadster eredita soluzioni tecniche e stilistiche di assoluto rilievo.
Non mancano, ovviamente, le riflessioni sul peso complessivo e sulla gestione della coppia, che con un V12 di questa potenza richiedono una certa sensibilità, soprattutto in ambito urbano. Tuttavia, per chi sceglie una Pagani, la praticità passa in secondo piano rispetto all’esperienza di guida, al piacere di sentirsi parte di una tradizione che va oltre il semplice spostamento da un punto all’altro. Qui ogni dettaglio è pensato per coinvolgere e sorprendere, dal suono del motore alla precisione degli innesti, dalla cura degli interni alla possibilità di personalizzazione pressoché illimitata.
Parlando di personalizzazione, ogni esemplare della Huayra 70 Roadster è una vera e propria opera d’arte su ruote. Il primo, denominato Huayra 70 Trionfo, ha già trovato casa negli Stati Uniti, a Cincinnati, Ohio, mentre gli altri due sono destinati a clienti che, con ogni probabilità, vorranno imprimere la propria firma su dettagli e finiture, rendendo ogni vettura un pezzo unico nel panorama del lusso automobilistico mondiale. Non si tratta solo di acquistare un’auto, ma di entrare in un club esclusivo, fatto di passione, ricerca dell’eccellenza e, soprattutto, di un legame indissolubile con la storia di Horacio Pagani.
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