Nuova Tesla Roadster 2028: vola e fa lo 0-100 in 0,81 secondi [VIDEO]
La nuova Tesla Roadster non vuole semplicemente essere l’auto elettrica più veloce del mondo. Vuole fare cose che, fino a poco tempo fa, sembravano possibili soltanto nei film di fantascienza. Come sollevarsi da terra grazie a una serie di propulsori derivati dalla tecnologia SpaceX. Oppure accelerare da 0 a 100 km/h in appena 0,81 secondi. Numeri impressionanti, almeno sulla carta.
Dopo nove anni di attesa, Tesla torna dunque a parlare concretamente della sua supercar elettrica. E lo fa con un progetto decisamente diverso da quello mostrato in passato. Cambiano le forme, arrivano soluzioni tecniche insolite e, soprattutto, viene annunciata una gamma articolata in tre versioni.
L’obiettivo è chiaro: costruire un’auto capace di superare i limiti delle sportive tradizionali. Resta però una domanda: quante di queste promesse diventeranno realtà quando la Roadster arriverà sul mercato, secondo i programmi nel 2028?
Tesla Roadster, accelerazione da record e razzi per volare
Partiamo dal dato più sorprendente. Nella configurazione Thrust, la Tesla Roadster promette di passare da 0 a 100 km/h in 0,81 secondi. Un valore che, se confermato, collocherebbe la vettura in una categoria praticamente a sé.
Ma l’accelerazione non è l’unica particolarità. Tesla ha sviluppato un sistema di aspirazione a ventola installato sotto la carrozzeria, progettato per aumentare l’aderenza della vettura all’asfalto.
Il principio è relativamente semplice: aspirando aria dalla parte inferiore dell’auto, il sistema crea una differenza di pressione che contribuisce a schiacciare la Roadster verso il terreno. In questo modo gli pneumatici possono sfruttare una maggiore aderenza, soprattutto durante la percorrenza delle curve.
Secondo quanto annunciato, la supercar sarebbe in grado di raggiungere 2 g di accelerazione laterale. Tradotto: in curva, guidatore e passeggero sarebbero sottoposti a una spinta laterale pari a circa il doppio della forza di gravità.
E poi c’è la funzione più spettacolare. La versione Rocket dovrebbe utilizzare dieci propulsori derivati dalla tecnologia SpaceX per sollevarsi dal suolo e rimanere in aria per alcuni secondi.
Non si tratta quindi di un’auto volante nel senso tradizionale del termine. Non potrebbe essere utilizzata per spostarsi nel traffico aereo o raggiungere una destinazione passando sopra gli ostacoli. L’idea è piuttosto quella di consentire un breve sollevamento da terra.
Una soluzione certamente fuori dal comune, sulla quale restano diversi interrogativi. A partire dalle condizioni necessarie per utilizzarla, passando per la sicurezza fino alle eventuali limitazioni per la circolazione stradale.
Elon Musk ha inoltre dichiarato che la Roadster punta a battere ogni record in pista. Una promessa ambiziosa che dovrà essere verificata con prove indipendenti e tempi ufficiali.
Design completamente nuovo e interni minimalisti
Anche esteticamente la Tesla Roadster 2028 prende una strada diversa rispetto al prototipo presentato anni fa. Le forme diventano più spigolose, con superfici tese e un’impostazione decisamente aggressiva. Il frontale è basso e affilato, mentre la carrozzeria sembra privilegiare un linguaggio stilistico più vicino a quello delle hypercar rispetto alle altre vetture della gamma Tesla.
Alcuni dettagli ricordano il Cybertruck, soprattutto per il trattamento delle superfici. Il risultato, però, è quello di una sportiva molto più estrema, con proporzioni basse e larghe.
Al posteriore spiccano quattro elementi di scarico collegati al sistema di propulsione supplementare. Non sono terminali di un motore a combustione, naturalmente, ma componenti legati alla particolare tecnologia prevista per la vettura.
Presente anche un alettone mobile, pensato per modificare il comportamento aerodinamico in funzione delle condizioni di guida.
All’interno, invece, Tesla rimane fedele alla propria filosofia. Pochi comandi fisici, superfici pulite e un grande schermo centrale, questa volta orientato verso il guidatore.
Il volante è di tipo Yoke, con corona tagliata nella parte superiore e inferiore, ed è abbinato a un sistema steer-by-wire. In pratica, i comandi dello sterzo vengono trasmessi elettronicamente, senza un collegamento meccanico tradizionale tra volante e ruote.
Completano l’abitacolo sedili sportivi e un ambiente essenziale, dove l’attenzione sembra concentrarsi soprattutto sull’esperienza di guida.
Ed è proprio quest’ultimo aspetto a distinguere la Roadster dalle altre Tesla. Musk ha infatti indicato che, nel lungo periodo, potrebbe diventare l’unico modello della Casa pensato principalmente per la guida manuale.
Una scelta particolare per un costruttore che continua a investire molto nello sviluppo della guida autonoma.
Tre versioni, prezzo ancora da scoprire e arrivo nel 2028
La gamma annunciata della nuova Tesla Roadster comprende tre configurazioni, ciascuna con caratteristiche specifiche.
La prima è la Performance, dotata del sistema di aspirazione a ventola per aumentare l’aderenza. Rappresenta la versione d’accesso alla gamma, anche se parlare di modello base, considerando le prestazioni promesse, appare piuttosto riduttivo.
Salendo troviamo la Thrust, che punta soprattutto sull’accelerazione estrema. È questa la configurazione alla quale viene attribuito lo scatto da 0 a 100 km/h in 0,81 secondi. La produzione dovrebbe essere limitata.
Al vertice si colloca la Rocket, equipaggiata con i dieci propulsori che permetterebbero alla vettura di sollevarsi da terra. Tesla la descrive come una versione disponibile esclusivamente su invito, quindi non necessariamente acquistabile da chiunque sia disposto a pagarne il prezzo.
Per quanto riguarda i costi, non è stato ancora comunicato un listino definitivo delle tre versioni. È invece previsto un deposito rimborsabile di 50.000 dollari, da versare entro dieci giorni dalla prenotazione. Una cifra importante, che non deve però essere confusa con il prezzo finale della vettura.
Quanto bisognerà aspettare? L’arrivo sul mercato è indicato per il 2028, ma la storia della Roadster invita alla prudenza. Il progetto ha già accumulato diversi rinvii e lo sviluppo delle tecnologie più particolari potrebbe incidere ulteriormente sulle tempistiche.
C’è poi il tema dell’omologazione. Un’auto capace di sollevarsi da terra attraverso propulsori supplementari pone questioni tecniche e normative completamente diverse rispetto a quelle di una normale supercar elettrica. Non è ancora chiaro quali funzionalità potranno essere utilizzate sulle strade pubbliche e quali, eventualmente, resteranno riservate ad ambienti controllati.
La nuova Roadster, insomma, promette molto più di una semplice accelerazione da record. Tesla vuole realizzare una sportiva estrema, capace di combinare tecnologie aerospaziali e soluzioni aerodinamiche insolite.
Per capire se riuscirà davvero a mantenere tutte queste promesse, però, servirà attendere le prime prove concrete. Perché tra una presentazione spettacolare e un’auto pronta per essere guidata su strada c’è ancora parecchia differenza.
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