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Nuova Mercedes SL: il segreto sotto il cofano per battere l'Euro 7

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 8 apr 2026
Nuova Mercedes SL: il segreto sotto il cofano per battere l'Euro 7
Mercedes prepara l'AMG SL53 con il sei cilindri M256 Evo e aggiorna gli V8 SL55 e SL63 a flat‑plane: potenze maggiorate e adeguamento alle norme Euro 7.

Nel panorama delle sportive di lusso, Mercedes-Benz prepara una rivoluzione silenziosa ma decisa, destinata a ridefinire la personalità della sua iconica roadster. La SL del 2027 si annuncia come un punto di svolta, pronta a raccogliere la sfida delle normative ambientali più stringenti senza tradire la vocazione prestazionale che da sempre la contraddistingue. Il nuovo corso si apre con una gamma rinnovata, dove il passato incontra il futuro in un mix di tradizione, tecnologia e, soprattutto, carattere.

Il cuore di questa trasformazione batte sotto il cofano: addio al quattro cilindri M139, protagonista delle ultime stagioni ma ormai inadeguato a reggere l’urto della normativa Euro 7. Mercedes decide di alzare l’asticella e di riscrivere le regole del gioco, affidando la versione d’accesso alla brillantezza del sei cilindri M256 Evo in configurazione mild-hybrid. Un salto di qualità che si traduce in una potenza di 449 CV per la nuova AMG SL53, spinta anche dai 23 CV supplementari garantiti dall’integrated starter-generator. È una scelta che non guarda solo ai numeri, ma punta a ridefinire l’esperienza di guida, tra efficienza e puro piacere.

Non meno radicale la svolta che interessa i modelli di vertice: la SL55 e la SL63 abbracciano la filosofia del V8 con albero motore a manovella piana, una soluzione che promette non solo una sonorità più graffiante ma anche una risposta all’acceleratore ancora più istintiva. Qui la potenza sale rispettivamente a 537 e 650 CV, numeri che parlano da soli e che sottolineano l’ambizione di Mercedes di mantenere la SL tra le regine del segmento luxury-sportivo. Non si tratta solo di prestazioni: l’adozione del flat-plane crankshaft segna una svolta anche in termini di carattere, con una linearità d’erogazione e una cattiveria meccanica che non passeranno inosservate agli appassionati.

A cambiare, però, non è solo il motore. L’arrivo della trazione integrale di serie sulla nuova AMG SL53 segna un punto di rottura con la tradizione della trazione posteriore, storicamente sinonimo di sportività pura e coinvolgimento di guida. Una scelta dettata dalla volontà di offrire maggiore sicurezza e sfruttabilità in ogni condizione, ma che inevitabilmente farà discutere i puristi, abituati a una SL più “analogica” e sincera. È il prezzo da pagare per stare al passo con i tempi, in un mercato che chiede sempre più versatilità senza sacrificare il DNA emozionale.

Dietro queste scelte tecniche si cela un imperativo non negoziabile: la conformità alle normative Euro 7. Il vecchio quattro cilindri M139, per quanto raffinato e performante, non sarebbe stato in grado di superare i nuovi limiti imposti dall’Unione Europea. Da qui la necessità di puntare su motorizzazioni più evolute e ibride, capaci di garantire consumi e emissioni ridotti senza rinunciare al brivido della guida. Il sei cilindri M256 Evo si propone come soluzione di compromesso ideale, unendo affidabilità, reattività e una dose di tecnologia che fa la differenza sia in termini di performance che di sostenibilità.

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