Nuovo Codice della Strada: le principali novità

Maggiore severità per chi usa il cellulare mentre guida, o parcheggia sugli spazi per disabili, sui marciapiedi o nelle aree per la ricarica veicoli elettrici. Niente 150 all’ora in autostrada né divieto di fumo alla guida.

Regole più stringenti per i trasgressori, in special modo per chi viene pizzicato con il cellulare in mano mentre si trova alla guida di un veicolo; ma anche in seguito alla sosta negli stalli riservati alla ricarica dei veicoli elettrici, per chi occupa abusivamente, con il proprio veicolo, le aree di sosta riservate ai disabili così come per chi parcheggia sui marciapiedi (e non soltanto per le autovetture, ma anche per motocicli e ciclomotori, come vedremo). Contestualmente, viene disposto un maggiore controllo per accertare l’eventuale guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, e si prevede maggiore severità nei confronti di chi si rifiuti di sottoporsi all’accertamento. Per converso, nulla di fatto sulla possibilità di innalzare i limiti di velocità a 150 km/h su determinati tratti autostradali, così come sulla concessione, alle biciclette, di circolare contromano (sempre in presenza di precise situazioni) e per chi fuma alla guida.

Ecco, in estrema sintesi, i contenuti di maggiore rilievo in materia di riforma del Codice della Strada: un concreto giro di vite all’attuale documento in vigore dal 1993 e, negli anni, sottoposto a numerosi aggiornamenti.

L’ultimo dei quali (in ordine di tempo) è appunto questo: il testo-base, più volte sottoposto a discussioni negli ultimi mesi (qui il nostro approfondimento a tema dello scorso maggio) è ora stato approntato ed inviato a tutti i Gruppi del Parlamento, in previsione del suo arrivo a Montecitorio ad agosto. Nel frattempo, si attendono per i prossimi giorni le indicazioni del Governo, contenute nella legge delega, all’indirizzo della Commissione Trasporti. Dopo l’esame dell’Aula e del senato, si prevede l’operatività delle modifiche al CdS per la fine del 2019.

Modifiche, come accennato, piuttosto “sostanziose”. Ciò su cui in queste ore si puntano i riflettori del Parlamento è la mano più pesante sulle sanzioni, che riceve il plauso di Movimento 5 Stelle e Lega. Un inasprimento di sanzioni che riguarda soprattutto chi venga “pescato” mentre tiene il telefonino (o qualsiasi altro device portatile che “Comporti, anche solo temporaneamente, l’allontanamento delle mani dal volante”) ad essere soggetto a una sanzione che, dai precedenti 161 fino a 467 euro, si innalza da un minimo di 422 euro ad un massimo di 1.697 euro, con in più la sanzione accessoria della “Sospensione della patente di guida da sette giorni a due mesi”. In caso di recidiva (ovvero se nell’arco di due anni il trasgressore venga sorpreso mentre commette la medesima infrazione già sanzionata), si prevede una sanzione amministrativa “Da un minimo di 644 euro ad un massimo di 2.588 euro, alla sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi”, nonché al raddoppio della decurtazione dei punti dalla patente di guida: dagli attuali 5 ai “nuovi” 10 punti.

Riguardo ai divieti di sosta, per chi parcheggia negli spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici l’accertatore provvederà a decurtare due punti dalla patente del trasgressore. Chi lascia l’auto nelle aree riservate ai disabili oppure sui marciapiedi si troverà con quattro (anziché gli attuali due) punti-patente in meno, e la sanzione aumenta sia nel “minimo” (161 euro contro i precedenti 85 euro) che nell’importo massimo (647 euro, a fronte degli attuali 334 euro). Attenzione: ciò, secondo la riforma del Codice della Strada, riguarderà anche i ciclomotori, i cui conducenti saranno soggetti ad una sanzione da 80 euro a 328 euro.

“Fumata nera”, invece, per l’auspicato (dalla Lega) innalzamento dei limiti di velocità a 150 km/h su alcuni tratti delle autostrade nazionali che ne consentano, per morfologia e per caratteristiche di fondo stradale, un eventuale aumento; così come la possibilità di circolazione delle biciclette contromano, mentre sarà a cura delle singole amministrazioni comunali l’inserimento dello “spazio supplementare” ai semafori a disposizione dei ciclisti. Mentre slitta al prossimo autunno l’obbligo di installazione dei seggiolini anti-abbandono.

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