Casco intelligente salva-vita: al ministro Toninelli piace l’invenzione del giovane programmatore

In caso di incidente in moto, un microchip invia all’istante le coordinate ai soccorritori per l’immediata individuazione dell’impatto. Sistema sviluppato da un diciannovenne della provincia di Arezzo.

Non soltanto cibo e vini: l’eccellenza italiana si esprime anche nell’hi-tech. In particolare, il settore delle start-up e delle applicazioni “smart” propone una interessante continuità di soluzioni potenzialmente in grado di rivelarsi utili nella vita di tutti i giorni.

Ultimo esempio in ordine di tempo, arriva da San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo, dove risiede un giovanissimo inventore (19 anni), che ha realizzato un casco provvisto di tecnologia salva-vita d’emergenza per motociclisti simile, nelle modalità, all’eCall recentemente divenuto obbligatorio nella dotazione delle autovetture: in caso di impatto, il “casco intelligente” messo a punto da Emanuel Chirila, studente di origine romena e “figlio d’arte” (il padre è ingegnere meccanico) invia, all’istante, un Sms ai servizi di soccorso, che hanno così la possibilità di individuare in tempo reale il luogo e la gravità dell’incidente.

L’invenzione di Emanuel Chirila ha destato l’interesse di Danilo Toninelli: il ministro alle Infrastrutture e Trasporti ha deciso, nelle scorse ore, di incontrare il giovane tecnico, per conoscere più nei dettagli l’invenzione che promette di aggiungere un ulteriore tassello alla ricerca di un asset circolatorio finalmente “a zero vittime”. Proprio nei giorni scorsi, a questo proposito, un rapporto sui motociclisti deceduti nelle ultime settimane (ben 58 vittime, nei primi tre fine settimana di giugno), redatto dall’Osservatorio Asaps, puntava i riflettori sulla urgente necessità di mantenere altissima l’attenzione sulla sicurezza di chi viaggia, a prescindere dal veicolo.

Ed ecco la tecnologia multimediale sviluppata da Emanuel Chirila: l’interesse che ha destato nel ministro dei Trasporti si riallaccia, del resto, nel “Decreto salva—motociclisti”, sviluppato nei mesi scorsi e che “Obbliga  i gestori delle nostre strade a installare alla base dei guardrail, nei tratti più pericolosi e con un’alta incidentalità accertata, i cosiddetti dispositivi salva motociclisti”, osserva Toninelli in un post sul proprio profilo Facebook nel quale ha, con tanto di immagine che lo ritrae insieme ad Emanuel Chirila, raccontato il suo incontro con il giovane programmatore valdarnese. Il quale ha messo a punto questo semplice quanto (si spera) efficace sistema di salvataggio attivo, rendendone edotto lo stesso ministro che ha dimostrato di accogliere l’invenzione scrivendo, testualmente: “La sicurezza di chi viaggia, però, non passa solo attraverso la corretta manutenzione delle infrastrutture ed educazione stradale, ma si costruisce anche con il miglioramento tecnologico costante degli strumenti di guida e di protezione”. “Il progetto di salvataggio attivo di Emanuel – prosegue il posto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – è un importante esempio di eccellenza italiana da proteggere e valorizzare. Perché solo così il nostro Paese potrà essere all’avanguardia in Europa nel settore delle nuove tecnologie create a tutela di chi viaggia”.

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