24 Ore di Le Mans 2019: ci siamo!

Per la prima volta ci saranno in pista 62 vetture. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla storica gara che partirà il prossimo weekend.

E’ partita ufficialmente ieri (mercoledì 12 giugno 2019), con la prima sessione di prove libere e qualifiche, una delle gare più affascinanti di sempre, ovvero la 24 Ore di Le Mans. Divisi in più categorie, i team garantiranno come sempre uno spettacolo unico e ricco di adrenalina: partono favorite dai pronostici le Toyota TS050, uniche ibride a lottare nella categoria LMP1 contro un gruppo di avversari per niente “green” ma molto tenaci. Si tratta di due Rebellion, una Enso e tre BR Enigneering, che proveranno fino alla fine a dare fastidio a Toyota, che in passato ha già avuto esperienze negative, grazie alle quali ha compreso che alla 24 Ore di Le Mans non si può dare nulla per scontato. La battaglia nelle altre categorie, ovvero LMP2 e soprattutto GT, divise in Pro e in Am, è a dir poco accesa e non faranno altro che aumentare lo spettacolo soprattutto per questa edizione che fa segnare il record di vetture (62) e di piloti (128) ammessi allo start.

Un’edizione ricca di significati

Le Mans è una delle gare di Endurance più significative e celebrative e non a caso anche questa edizione del 2019 è ricca di ricorrenze, che vanno dal centenario di vita della Bentley, alla prima vittoria ottenuta dalla Aston Martin 60 anni fa, per poi passare al simbolico gesto compiuto da Jacky Ickx mezzo secolo fa, che diede fine alla classica partenza in stile Le Mans dove tutti i piloti correvano verso le proprie vetture e nella foga la maggior parte di loro non riusciva ad allacciarsi le cinture di sicurezza in maniera corretta, esponendosi al rischio in modo considerevole. Anche Mercedes festeggia i trent’anni dal suo primo successo, sono venti gli anni da quelli della BMW V12 LMR e dieci dall’ affermazione della Peugeot con la sua 908 HDi. Un’edizione che ricorda i fasti del passato e soprattutto che dà la carica ai protagonisti per scrivere la storia dei giorni che segneranno per sempre l’edizione 2019.

Le GT           

Una delle classi che dovrebbe riservare maggiori emozioni durante questa edizione è sicuramente la LM GTE PRO dove si rinnova il duello leggendario che vede come protagoniste la Ferrari e la Ford. Entrambe le case automobilistiche scenderanno in pista con delle livree celebrative: per quanto riguarda la Casa americana le quattro GT richiameranno le storiche GT40, invece il Cavallino Rampante replicherà con le 488 GT Evo dell’AF Corse, guidate, tra gli altri, dagli italiani Pier Guidi e Rigon. Gli avversari però non faranno da spettatori, così a darsi battaglia ci saranno anche la Corvette C7-R, la BMW M8 GTE, la Porsche 911 RSR e l’Aston Martin Vantage AMR; sfida che si ripete anche nella LM GTE AM dove Ford si presenterà solo con una vettura ma dove abbonderanno le Porsche 911 RSR, Aston Martin Vantage e le Ferrari 488 GTE; oltre ad un equipaggio interamente femminile della Kessel Racing che susciterà grande attenzione ed è composto dall’italiana Manuela Gostner, dall’elvetica Rahel Frey e dalla danese Michelle Gatting.

LMP2 e tanti ex di F1

Anche la LM P2 riserverà agli spettatori una buona dose di spettacolo: il V8 identico per i telai Oreca, Ligier e Dallara lascia pensare che lo spettacolo in pista non verrà meno. Da seguire in particolar modo in questa categoria sarà l’equipaggio formato da Roberto Lacorte, Giorgio Sernagiotto e Andrea Belicchi che guideranno in questa avventura la Dallara P2187 del team italiano Cetilar Villorba Corse. Infine, un motivo in più per seguire la 24 Ore di Le Mans sarà la presenza sulla griglia di partenza di tanti piloti che hanno avuto esperienza in Formula 1, il più noto sicuramente è Fernando Alonso con due titoli mondiali vinti e una parentesi alla Ferrari,  ma ci saranno anche Bruno Senna, Kamui Kobayashi, Sébastine Buemi, Kazuki Nakajima, Vitaly Petrov, Stoffel Vandoorne, Stéphane Sarrazin, Sergey Sirotkin, Paul Di Resta, Jean-Eric Vergne, Giedo Van der Garde, Anthony Davidson, Pastor Maldonado, Jan Magnussen e, naturalmente, Giancarlo Fisichella.

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