Componenti anti inquinamento: ecco il filtro antiparticolato per i freni

Da Mann+Hummel il sistema che trattiene il pulviscolo nocivo emesso durante le frenate: novità hi-tech in fase di test a bordo di alcuni esemplari-prototipo di VW Golf GTD. Lo vedremo presto su larga scala?

In cosa consista il particolato è materia di interesse ormai generale, tante e tali sono le campagne informative in merito alle “polveri sottili” (ovvero le sostanze nocive sospese nell’aria sotto forma di pulviscolo atmosferico dalle dimensioni nanometriche e micrometriche), e le strategie di abbattimento decise tanto fra le amministrazioni comunitarie, nazionali e territoriali in molti Paesi del mondo, quanto nel comparto industriale. Primo fra tutti – e ce ne occupiamo essendo materia specifica del nostro portale – la filiera automotive, stante l’incidenza nell’aria delle sostanze emesse dai motori a combustione interna e dai componenti soggetti ad usura nei veicoli, compresi in questo grande “insieme” gli pneumatici e gli impianti freno. A causa dello sfregamento delle pastiglie sui dischi, infatti, si generano polveri sottili nella cui composizione c’è, appunto, il particolato.

Forse, un giorno assisteremo alla progressiva introduzione dei dispositivi di frenatura elettromagnetica a bordo delle autovetture (una ipotesi quanto mai futura, tenuto conto del peso delle batterie e della potenza necessaria all’arresto di un autoveicolo in corsa). Per il momento, accanto ai sistemi di recupero dell’energia cinetica nelle fasi di decelerazione e di frenata, che comunque contribuiscono allo stoccaggio energetico negli accumulatori dell’autoveicolo compensando, quindi, le sostanze emesse dalle pastiglie, l’impegno dei Gruppi industriali specializzati nella ricerca di soluzioni hi-tech di componentistica è in grado di presentare al comparto automotive, sempre più attento all’ambiente, novità rivolte alla riduzione del particolato anche dagli impianti frenanti.

L’ultimo esempio, in ordine di tempo, arriva dal Gruppo tedesco Mann+Hummel, uno dei giganti della filiera di primo equipaggiamento ed aftermarket, che ha recentemente messo a punto ciò che, in estrema sintesi, può interpretarsi come un filtro antiparticolato da applicare, appunto, ai freni dell’autoveicolo.

Con il progetto “Brake Dust Particle Filter”, l’azienda di Stoccarda ha in effetti progettato un elemento filtrante, rappresentato da una sottilissima reticella metallica e da un materiale deputato a svolgere l’azione di filtro vera e propria, da collocare (all’interno di una calotta sviluppata specificamente) ad immediata corrispondenza della pinza freno – dunque potenzialmente idoneo all’assorbimento delle polveri nocive per l’ambiente e per la salute – e che raccoglie il particolato prodotto dall’azione delle pinze freno sui dischi all’interno di minuscoli alloggiamenti.

All’atto pratico, mette in evidenza Mann+Hummel, l’inedito sistema di filtraggio antiparticolato per impianti freno (del peso di circa 500 g per ciascuna ruota), idoneo anche per essere utilizzato come componente di bordo di autovetture ibride ed elettriche, sarebbe in grado di assorbire fino all’80% del pulviscolo nocivo emesso durante la frenata. Relativamente alla durata, l’azienda produttrice ne indica un ciclo di vita corrispondente a quello delle pastiglie freno.

Sarebbe interessante assistere ad un più ampio utilizzo del sistema Mann+Hummel sulle autovetture di normale produzione: a questo proposito, un’immagine messa a disposizione da Mann+Hummel immortala un prototipo di Volkswagen Golf GTD equipaggiata con il dispositivo Brake Dust Particle Filter, impegnato in un test su strada.

Altri contenuti