Hyundai: a Trigoria per l’AS Roma Experience

Abbiamo vissuto l’esperienza che la Hyundai offre ai suoi clienti nel centro sportivo intitolato a Fulvio Bernardini dove si allena l’AS Roma.

Una visita a Trigoria, nel centro sportivo Fulvio Bernardini, sede dell’AS Roma, con la possibilità di incontrare i giocatori che indossano la maglia giallorossa, è il sogno di ogni tifoso della squadra capitolina, un sogno possibile grazie ad eventi come l’AS Roma Experience, organizzati da Hyundai, Main Global Partner ed Official Car Partner di AS Roma, per i suoi clienti.

Si tratta di un concorso che consente ai tifosi di vivere da vicino la passione per la propria squadra, e che noi, ovvero la nostra compagine romanista, ha potuto vivere in prima persona. Il giorno dell’invito non potevo crederci: di colpo sono ridiventato adolescente quando capitan Totti infiammava le partite con i suoi tocchi di prima ed i suoi gol spettacolari; oltre tutto adesso c’è di nuovo Mister Ranieri in panchina come quando sfiorammo lo scudetto contro l’Inter dei record. Si lo so, la passione ha preso il sopravvento, e se non siete tifosi giallorossi non potete capire, ma le dita che battono rapidamente sulla tastiera stanno semplicemente indicando quanto può essere coinvolgente l’esperienza che Hyundai concede alla sua clientela.

Il tutto si svolge nell’arco di una mattinata, ma le sensazioni, le emozioni sono tali da sconvolgere il concetto temporale che scandisce le giornate convenzionali. Ecco, l’emozione inizia già davanti ai cancelli di Trigoria, dove i tifosi di solito attendono i giocatori per un saluto, un selfie, un autografo. C’è persino una ragazza che chiede con un cartello ad un giocatore di fermarsi un attimo perché è il suo compleanno. Ebbene, in quella moltitudine di persone che risponde al termine di tifosi, ho il lasciapassare, posso entrare nel luogo sacro che tante volte ho visto solo in TV.

Dopo le varie procedure, rigorose, non siamo alla NASA ma poco ci manca, ecco che entriamo nella sala delle conferenze, dove si presentano i giocatori appena acquistati e dove il Mister risponde all’agguerrita stampa romana. Poi arriva lui, Simone Beccacioli, Match Analyst, colui che segue tutte le squadre e poi si confronta con l’allenatore per le varie tattiche da adottare per vincere le partite. Lui è alla Roma dai tempi del primo ciclo di Ranieri, ha anche vinto il mondiale con l’Italia nel 2006, e nel corso delle gare osserva tutto dall’alto stando chinato sul tablet per aggiornare in tempo reale il Mister. Ci racconta che Luis Enrique era quello più avvezzo a questa tecnologia, ci ricorda le costose comunicazioni con Garcia via telefono, e ci mostra esempi concreti di tattica. È tutto molto interessante, il calcio è cambiato ed è grazie a figure come quella di Simone che possiamo apprezzare schemi, cambi di gioco e una tattica fino a qualche anno fa decisamente più semplicistica.

Il tempo di chiedere perché ha giocato quel giocatore in quella partita piuttosto che un altro, per fare qualche domanda, anche scomoda, e poi si parte verso il campo d’allenamento. Ci sono 3 campi in erba a Trigoria che hanno le stesse misure dello Stadio Olimpico, così i giocatori possono sentirsi a Casa, e poi ci siamo noi, i tifosi, a fare le veci della mitica Curva Sud.

E’ bello incontrare una tifosa speciale che partecipa con la figlia e che ha conosciuto il marito allo stadio proprio in Curva Sud, ma continua a seguire la propria passione per la Roma trasmettendola alle future generazioni. Ma è bello vedere la squadra che arriva baciata dal sole, tra le urla delle ragazzine che impazziscono come le mie coetanee anni fa ai concerti dei Take That, e i genitori, più composti, ma neanche tanto quando passa Dzeko o Manolas.

La partitella dura una trentina di minuti, si svolge a metà campo, ma studiare i giocatori da vicino, osservare gli schemi, i tocchi ravvicinati, le giocate di prima è uno spettacolo. Zaniolo corre come un cavallo dall’alto dei suoi 19 anni e del suo metro e novanta centimetri d’altezza, Pastore tocca la palla in maniera sublime e quest’anno il suo apporto è mancato non poco, mentre Schick appare più determinato che mai. Poi ci sono le certezze come Dzeko e Manolas, chi costruisce il gioco come Cristante e Pellegrini, e i portieri che sono chiamati ad un superlavoro. Manca De Rossi, infortunato, e ci sono anche altre assenze illustri, ma è inutile nominarli tutti, a quello ci pensa lo speaker ufficiale dell’Olimpico prima delle partite, piuttosto sono rimasto colpito dalla signorilità di Ranieri: inflessibile eppure così seguito dai ragazzi!

Tra gol, sudore, e qualche urlo ben assestato, tutti escono dal campo per gli autografi di rito. Florenzi è più cordiale che mai e gioca con i bambini, Kolarov ha quello sguardo che incute timore anche quando arriva in amicizia, Dzeko e pensieroso, mentre Klivert ci confida che il momento della stagione è importante. Ognuno, a modo suo, ci lascia qualcosa, ma soprattutto un autografo ed una foto che custodirò gelosamente!

Passa il Mister, ringrazia per i complimenti, scherza su un impegno importante, anche se in cuor suo sa bene che è capace di compiere imprese leggendarie e lo ha già dimostrato in passato, e poi dopo gli ultimi, è la volta di salutare.

Si ritorna a casa, ma si vorrebbe restare lì, dove il sogno viene alimentato ogni settimana, allenamento dopo allenamento. La sensazione è quella di aver vissuto un’esperienza importante, di quelle che amplificano ulteriormente la voglia di Roma, una voglia matta che ti prende in settimana e non ti molla nemmeno dopo le partite. E pazienza se le cose non vanno sempre come dovrebbero: “la Roma non si discute, si ama”!

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