Polizia stradale: via la patente a chi usa il cellulare mentre guida

Distrazione prima causa di incidenti: in audizione alla Commissione Trasporti, l’opportunità di procedere ad immediata sospensione della patente per chi non usa vivavoce. Il caso della Francia.

Fra le proposte di modifica al Codice della Strada attualmente all’esame della Commissione Trasporti alla Camera, in queste ore si aggiunge l’osservazione, avanzata dal primo dirigente della Polizia stradale Santo Puccia in audizione alla Commissione Trasporti (qui il nostro approfondimento sulle modifiche in discussione), secondo la quale un deciso giro di vite delle sanzioni a carico di chi venga pizzicato con il cellulare all’orecchio mentre si trova alla guida di un veicolo sia auspicabile.

A definire l’eventuale modifica normativa, concorre una constatazione pratica: secondo il dirigente Polstrada, principale causa degli incidenti stradali è, appunto, “La distrazione provocata dall’utilizzo improprio di smartphone ed altri dispositivi”. Da qui la necessità di “Venire incontro all’esigenza di essere più efficaci nel contrasto a questo comportamento pericolosissimo”, che può concretizzarsi mediante una modifica alle attuali disposizioni del Codice, in modo da consentire il ritiro della patente di guida già alla prima violazione, e non più – come avviene – in caso di recidiva.

Sanzioni più severe per prevenire le violazioni

Proprio l’attuale legislazione è nel mirino del dirigente della Polizia stradale: “Oggi – osserva Puccia – la sospensione della patente, solo in recidiva, si è dimostrata essere poco efficace in termini di deterrenza”. Ne deriva che “La modifica normativa che pone la possibilità di procedere alla sospensione e quindi contestualmente al ritiro della patente già alla prima violazione è di grande aiuto dal punto di vista della prevenzione e per educare in maniera più efficace gli utenti della strada”.

Guida con il cellulare: cosa dice il Codice della Strada

Dati alla mano, prosegue il dirigente Polstrada, le cifre dell’attività di contrasto a tale comportamento “Mettono in evidenza un incremento delle violazioni”. Ciò, è da notare, nonostante la sanzione prevista dal Codice della Strada (art. 173) se si venga “beccati” a guidare mentre si ha in mano un telefonino vada da 161 euro a 647 euro, con la sanzione accessoria della decurtazione di 5 punti dalla patente (qui la nostra guida ai punti patente: quanti sono, controllo saldo e recupero) e, nel caso di recidiva (ovvero: in due anni si venga sanzionati due volte per la medesima violazione), la sospensione della patente da 1 a 3 mesi (a proposito: lo stesso art. 173 CdS specifica il divieto di utilizzare “cuffie sonore”; consente invece l’impiego di “apparecchi vivavoce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie”; dunque, sì agli auricolari singoli che lascino almeno un orecchio libero, in modo da consentire le necessarie vigilanza ed attenzione ai rumori esterni da parte del conducente).

A favore dell’indicazione del dirigente della Polizia stradale sull’opportunità di procedere alla sospensione della patente di guida già all’atto della prima violazione, per limitare il più possibile il fenomeno di pericolosità insito nell’utilizzo del cellulare mentre si guida senza gli strumenti consentiti dal Codice, concorre – è una linea-guida indicata da alcune Procure – la facoltà concessa alle forze di polizia, nel caso di incidente grave che abbia provocato il ferimento o la morte di persone, di esaminare nell’immediato (e, nel caso, procedere al sequestro) cellulare, smartphone o tablet del conducente coinvolto per verificare se ne sia fatto uso mentre il veicolo era in movimento, e non soltanto per parlare al telefono ma anche per chattare, controllare le mail ed i messaggi social ed eventualmente rispondere; quindi, per appurare le relative responsabilità.

Meglio affidarsi ai kit vivavoce

La “linea dura” invocata dal dirigente Puccia della Polizia stradale all’audizione in Commissione Trasporti alla Camera è, quindi, rivolta alla costituzione di un ulteriore deterrente alle pericolose abitudini di distarsi mentre si è alla guida: “La sospensione della patente solo in caso di recidiva si è dimostrata poco incisiva. Ed è una trasgressione diffusissima e difficile da contrastare. Per questo lo spauracchio del ritiro della patente alla prima violazione può essere efficace”. Del resto, è anche vero che “Si trovano a buon mercato auricolari e dispositivi di viva voce. Ritengo si possa generare un effetto virtuoso come lo abbiamo registrato con il meccanismo della patente a punti”.

In Francia il divieto è assoluto

Ricordiamo, a titolo di paragone, il recente giro di vite deciso dalle autorità francesi nei confronti di chi utilizzi il cellulare, o gli altri apparecchi che possano provocare disattenzione (auricolari compresi, e neanche – a differenza del Codice della Strada italiano – se lasciano libero un orecchio), mentre si trova alla guida di un veicolo: la decisione, ratificata dalla Corte di Cassazione d’oltralpe esattamente un anno fa, ha in sostanza stabilito (qui il nostro approfondimento) che, per non essere sanzionati, occorre utilizzare il proprio cellulare soltanto dopo essersi regolarmente fermati in un’area di sosta. In tutti gli altri casi, il veicolo è di fatto “in circolazione”: e ciò a prescindere che sia in effettivo movimento, oppure che il conducente si sia fermato a lato della carreggiata, sia pure senza intralciare la circolazione di tutti gli altri veicoli. Se si viene pizzicati, la sanzione è di 135 euro, e c’è la decurtazione di tre punti dalla patente. Una severità, come avevano osservato a suo tempo gli organi di informazione francesi, dettata da una clamorosa impennata degli incidenti, dopo un lungo periodo al di sotto del livello di guardia (i dati delle vittime da incidenti stradali registrate nel 2016 avrebbero messo in evidenza 3.477 decessi, numero che non si verificava dal 1972). C’è, comunque, una eccezione: l’unico caso in Francia in cui sia permesso utilizzare il cellulare mentre ci si trova a bordo di un veicolo fermo al lato della strada è il guasto: la Corte di Cassazione permette infatti la possibilità di utilizzare il telefono, per effettuare la telefonata di soccorso.

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