Francia: in vista una retromarcia sui blocchi ai diesel nelle città?

Vendite di veicoli a gasolio calate, timori per migliaia di posti di lavoro dell’indotto. Ma i diesel Euro 6d-TEMP sono adeguatamente “puliti”. Il Ministero francese dell’Economia studia una riabilitazione per quelli più recenti, equiparandoli a quelli a benzina meno inquinanti.

E se il diavolo non fosse così brutto come lo si dipinge? O meglio: come provvedere alle esigenze di una larga fascia di automobilisti, e nello stesso tempo mantenere i livelli occupazionali per l’indotto automotive, senza creare eccessivi timori nell’opinione pubblica e stando in ogni caso attenti all’ambiente? Si tratta di questioni tutt’altro che oziose, tant’è vero che – mentre da più parti si cercano soluzioni (leggi: infrastrutture) adeguate per il sempre più prossimo “new deal” dei sistemi di propulsione elettrificata, in ambito amministrativo sembra ci si accorga della necessità di attuare determinati provvedimenti di salvaguardia del parco auto diesel circolante. Almeno, di quello più recente, senza come accennato “demonizzarlo” ma, agendo in maniera obiettiva, attuando su precisa base tecnica un quadro normativo più vicino alle necessità di milioni di automobilisti.

È ciò che, in questi giorni, risulta allo studio in Francia: proprio nella nazione dei “Gilet Jaunes” e delle proteste “da prima pagina” contro l’aumento del costo della vita e dei carburanti, che da alcuni mesi fanno parlare di se – o forse anche in parte come conseguenza di questo -, sui tavoli del Ministero francese dell’Economia guidato dal “républicainBruno Le Maire è presente un documento che, in estrema sintesi, potrebbe (il condizionale è d’obbligo, al momento) di fatto rivalutare i motori a gasolio più recenti in rapporto all’impatto ambientale da autotrazione.

Si vuole dare un “bollino verde” ai diesel Euro 6d-TEMP

Una riabilitazione… politica, stante il fatto che da diversi mesi è in vigore l’omologazione Euro 6d-TEMP, e – si può supporre – fortemente voluta dall’opinione pubblica così come dalle aziende. Tuttavia molto importante di per se, in quanto potrebbe rappresentare un “dietrofront” sulla considerazione in cui vengono attualmente visti i sistemi di propulsione diesel, seppure rivolto a quelli di concezione più moderna ed a relativo impatto sull’ambiente. Ed è da tenere conto il fatto che tale decisione provenga dall’amministrazione governativa d’oltralpe, Paese in cui fino a pochi anni fa i livelli di vendita delle autovetture a gasolio erano arrivati a raggiungere percentuali decisamente elevate in rapporto a quelle a benzina; e dove, per converso, i più recenti consuntivi di mercato hanno sottolineato un drastico calo nelle nuove immatricolazioni di autovetture a gasolio (con evidente preoccupazione da parte dell’indotto).

Preoccupazione per l’industria ed i posti di lavoro

È chiaro che la questione, oltre a riguardare effettivamente lo sviluppo dei sistemi di propulsione automotive in rapporto alle necessità dell’ambiente, interessa anche la salvaguardia delle esigenze di quanti (e sono milioni) hanno necessità di spostarsi ogni giorno al volante di vetture a gasolio di ultima generazione (Euro 6d-TEMP), magari acquistate con sacrificio e che attualmente non possono ambire ad una certificazione Crit’Air superiore al Livello 2 (vedremo più sotto come avviene la relativa classificazione per categorie). Di più: c’è di mezzo anche la salvaguardia dei posti di lavoro. Dati alla mano, alcune recenti stime da parte del Ministero dell’Economia francese evidenziano come la “caduta” del mercato diesel riscontrata a gennaio (-34% delle vendite di nuove autovetture a gasolio) potrebbe alla lunga compromettere decine di migliaia di posti di lavoro.

Diesel più recenti equiparati alla “virtuosa” benzina?

Nello specifico, la ricerca di un accordo da parte del Ministero dell’Economia con le autorità, come riportato nelle scorse ore da un servizio pubblicato dal quotidiano Le Monde, riguarderebbe la possibilità di giungere in tempi brevi ad una “registrazione” pubblica delle vetture turbodiesel di ultima generazione – appunto: quelle contrassegnate dall’omologazione in linea con i nuovi standard Euro 6d-TEMP – con un “bollo anti-inquinamento” di Classe 1. Come dire: un gradino immediatamente inferiore rispetto alle “virtuosissime” vetture a trazione 100% elettrica ed ibrida; e quindi equiparabili, di fatto, alle vetture benzina ed ibride in produzione dal 2011, che attualmente – come vedremo – esclude qualsiasi motorizzazione diesel e ne limita la circolazione nelle aree urbane.

Come avviene la regolamentazione in Francia

Per meglio comprendere l’entità delle modifiche alla regolamentazione in studio negli uffici del Ministero dell’Economia francese (questione che, in ogni caso, andrà successivamente concordata con le Autorità di settore essendo non soltanto finanziaria, ma anche tecnica), è opportuno osservare come avviene, nell’”Esagono”, la classificazione dei veicoli sulla base dei rispettivi periodi di produzione e, dunque, corrispondendo alle “marcature” Euro, delle possibilità di circolazione in ambito metropolitano.

Dall’estate 2016, sulla scorta di quanto avviato a Parigi dal 1 settembre 2015, in Francia sono in vigore le ZCR (acronimo che sta per Zones à Circulation Restreinte), nelle quali – un po’ come avviene per le italiane ZTL – la limitazione al traffico in determinate aree viene regolata sulla base del “bollino” Crit’Air (peer alcuni versi simile al “nostro” Bollino Blu), che ne regolamenta le possibilità di transito in base alle categorie di appartenenza del veicolo.

Le restrizioni, laddove presenti, interessano tutti i veicoli, a prescindere dal Paese di immatricolazione: in altre parole, anche i turisti che intendano attraversare le ZCR francesi sono tenuti a sottostare alla regolamentazione, acquistando il bollino Crit’Air. In caso contrario, la sanzione amministrativa è piuttosto pesante: si va da un minimo di 68 euro ad un massimo di 375 euro.

Livello 0: bollino Crit’Air Verde. Riguarda tutti i veicoli 100% elettrici ed alimentati a idrogeno (veicoli “zero emission”).

Livello 1: bollino Crit’Air Viola. Interessa tutti i veicoli alimentati a benzina oppure a propulsione ibrida, in vendita dal 1 gennaio 2011 omologati Euro 5 ed Euro 6. Nessun autoveicolo diesel, attualmente, può farne parte.

Livello 2: bollino Crit’Air Giallo. Viene emesso per le autovetture a benzina Euro 4 (prodotte fra il 2006 ed il 2010) e diesel più recenti (Euro 5 ed Euro 6 vendute dal 1 gennaio 2011).

Livello 3: bollino Crit’Air Arancio. È applicato agli autoveicoli a benzina più datati (Euro 2 ed Euro 3 venduti fra il 1997 ed il 2005) e diesel Euro 4 (venduti fra il 2006 ed il 2010).

Categoria 4: bollino Crit’Air Marrone. Come il successivo, interessa tutte le autovetture diesel (Euro 3) vendute fra il 2001 ed il 2005.

Livello 5: bollino Crit’Air Grigio. È relativo a tutti i veicoli a gasolio Euro 2 venduti fra il 1997 ed il 2000.

Da ciò è possibile notare come, di fatto, tutti i veicoli venduti precedentemente al 1 gennaio 1997, non appartenendo ad alcuna categoria contrassegnabile mediante bollino, siano esclusi dalla circolazione all’interno delle ZCR.

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