Furti d’auto: anche i SUV fra le prede più ambite

Due notizie: una buona ed una cattiva. La cattiva è che oltre alle citycar (Panda, 500) ai topi d’auto fanno gola i SUV (Renegade, Evoque, Rav4, Qashqai); quella buona è che grazie ai sistemi di localizzazione il loro ritrovamento avviene con più facilità.

Da parecchi decenni (diciamo: dall’alba del “boom” della motorizzazione) i furti di auto seguono di pari passo… l’evoluzione dei mercati e delle condizioni economiche del Paese. Se negli anni 50, 60 e 70, ruote, benzina e componenti interne (sedili, volanti) erano ciò che – con i furti “tout court” ed il “furto d’uso” (personaggi squattrinati che, non potendosi permettere l’auto, se ne appropriavano temporaneamente… magari per farci un giro) – erano ciò che faceva più gola ai “soliti ignoti”, si è via via assistito ad una sorta di “specializzazione”, che privilegia determinate categorie di autovetture. Fermo restando (purtroppo) il fenomeno dei furti finalizzato allo smontaggio del veicolo per il recupero dei componenti più costosi – cosa che, anche per via della sempre maggiore tecnologia di bordo, continua ad alimentare il mercato nero dell’aftermarket -, adesso oltre alle vetture di fascia medio-piccola (con particolare predilezione per le citycar), fra le “prede” più ambite dei topi d’auto ci sono i SUV.

È, appunto, uno specchio dei tempi: soprattutto riguardo alle “Sport Utility”, che secondo una recente statistica elaborata da LoJack, azienda che fa capo al Gruppo leader nei servizi telematici CalAmp e specializzata nello sviluppo e commercializzazione di dispositivi di localizzazione veicoli che si avvale di un sistema di anti-duplicazione per radiofrequenza non schermabile (ovvero consente l’individuazione della vettura anche all’interno di box, garage, parcheggi sotterranei e container), hanno visto aumentare del 62%, rispetto al 2017, il numero di sottrazioni ai proprietari. Tutto ciò, nonostante un generale progressivo calo dei furti di auto.

Nello specifico, osserva il report LoJack, se al primo posto dei furti c’è la “utilitaria per eccellenza” Fiat Panda (modello più venduto e… più rubato), in seconda posizione troviamo Fiat 500, al settimo posto c’è Lancia Ypsilon e, subito dietro, Ford Fiesta, sono da notare quattro SUV presenti nella “top ten” di modelli più rubati in Italia, ovvero Range Rover Evoque, Jeep Renegade, Toyota Rav4, la bestseller Nissan Qashqai.

Segno che, appunto, la moda – ma anche, viene da pensare, le maggiori probabilità di “piazzare” le relative parti staccate – gioca un ruolo rilevante nei furti d’auto.

La buona notizia, segnala la nota, sta nel fatto che nel 2018 sono quasi 2.400 (per la precisione: 2.363; ingente il valore stimato: circa 52 milioni di euro, ovvero una media di 22.000 euro ciascuna) i ritrovamenti di vetture equipaggiate con i sistemi antifurto KeyJack e la collaborazione fra la centrale operativa LoJack e le forze di polizia, con un aumento in questo senso del 58% sull’anno precedente ed un trend in continua crescita (sono più di 8.000 gli esemplari recuperati in un decennio di presenza dell’azienda in Italia; attualmente, il parco-veicoli in Italia dotati di sistemi LoJack si attesta su 220.000 unità).

Regione per regione, è in Campania che si è verificata la maggiore incidenza di furti: il 45%, davanti a Lazio (21%), Puglia (14%), Lombardia (9%) e Sicilia (4%); il rimanente 7% riguarda le altre regioni.

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