Lamborghini Miura: a Retromobile la SV di Jean Todt

Prodotta nel novembre del 1972, la Miura SV #3673 è stata oggetto di un lungo restauro da parte di Lamborghini Polo Storico. A consegnare le chiavi al presidente FIA, il CEO Stefano Domenicali.

Non soltanto centro di eccellenza nella ricerca sulla fibra di carbonio (la struttura inaugurata a Seattle tre anni fa): parte integrante del mondo Lamborghini è anche il proprio reparto heritage “Polo Storico”, anch’esso inaugurato nel 2016 per la presa in carico dell’intero patrimonio aziendale del marchio di Sant’Agata Bolognese, nonché al restauro ed alla certificazione di tutte le Lamborghini prodotte fino al 2001, ovvero dalla prima 350 GT alla “famiglia” Diablo, passando per 400 GT, Espada, Jarama, Islero, Urraco, Silhouette, Jalpa ed LM002.

Un impegno che esprime appieno la passione “tutta emiliana” verso la meccanica più nobile, e che presuppone inoltre la gestione dell’archivio aziendale comprendente tutte le schede di produzione ed i progetti dei modelli, conditio sine qua non per il mantenimento dei modelli “classic” di Lamborghini nelle condizioni più originali possibili: basti pensare che, relativamente alla ricostruzione dei pezzi di ricambio – un altro dei ruoli assegnati al Lamborghini Polo Storico con l’obiettivo di permettere ai proprietari l’utilizzo delle Lamborghini del passato in tutta serenità – soltanto nel 2018 sono stati introdotti ben 200 nuovi codici di prodotto.

Tutti gli esemplari Lamborghini usciti dalle linee di montaggio di Sant’Agata Bolognese, del resto, possiedono diversi denominatori comuni: estrema cura di esecuzione, attenzione maniacale al minimo dettaglio, immagine assoluta. E orgoglio dei rispettivi proprietari.

Completamente restaurata: si mostra orgogliosa allo stand

Un esempio (l’ultimo, in ordine di tempo) è in esposizione in questi giorni a Retromobile, prima grande rassegna internazionale dedicata all’universo del motorismo storico, in svolgimento a Parigi Porte de Versailles fino a domenica prossima: fra le “regine” che animano lo stand Lamborghini Polo Storico, i riflettori vengono puntati su due esemplari di eccezionale interesse. Ovvero, una Lamborghini 400 GT del 1966 (numero di telaio #0592), oggi di proprietà di un collezionista canadese e attualmente in fase di restauro totale al Polo Storico; e una Lamborghini Miura SV, numero di telaio #3673, che si mostra al pubblico dopo un lungo intervento di restauro.

Le chiavi consegnate a Todt da Stefano Domenicali

Un esemplare “speciale” per un personaggio di rilievo nel mondo del motorsport: la immaginifica Miura SV (una delle ultime costruite) è infatti di proprietà di Jean Todt, attuale presidente FIA e che gli appassionati di competizioni ricordano non soltanto come direttore direttore generale Ferrari e amministratore delegato della Scuderia, ma anche – in anni precedenti – numero uno di Peugeot Talbot Sport e copilota di rally di fama mondiale.

A Jean Todt, le chiavi di Miura #3673 completamente ricondizionata sono state consegnate, in occasione dell’apertura della kermesse parigina, dalle mani del presidente ed amministratore delegato di Automobili Lamborghini, Stefano Domenicali: una “cerimonia al vertice” del resto giustificata dai ruoli delle due personalità e dal pedigree della supercoupé creata a metà degli anni 60 dalla volontà di Ferruccio Lamborghini e dalla passione di Marcello Gandini per Bertone (riguardo alle linee del corpo vettura) e Paolo Stanzani e Gian Paolo Dallara (per lo sviluppo di telaio e motore).

Venne venduta ad un cliente sudafricano

Nello specifico, la Lamborghini Miura oggi di Jean Todt venne deliberata l’11 novembre 1972. Il numero di telaio è lo stesso di una precedente Miura S del 1968 che precedentemente era andata distrutta in un incidente: l’assegnazione di un numero di telaio già utilizzato era, all’epoca, una procedura non troppo rara fra le Case costruttrici di modelli sportivi: ciò per motivi fiscali, ovvero si evitava al cliente il pagamento di elevate tasse di importazione sui veicoli nuovi vigenti in alcune Nazioni; oppure per ragioni di praticità, visto che si mantenevano una precedente registrazione e i relativi documenti di circolazione. Consegnata alla fine del 1972 al primo proprietario, residente in Sudafrica, era verniciata in tinta Rosso Corsa con banda inferiore in oro e rivestimenti interni in pelle nera. Le stesse condizioni con cui la vettura si presenta, adesso, dopo ben tredici mesi di restauro operato dagli artigiani di Lamborghini Polo Storico.

Restaurare e riparare: è meglio che sostituire

Il capitolato degli interventi ha riguardato il completo smontaggio del veicolo – nel quale, indica una nota diffusa da Lamborghini, si è proceduto alla verifica di ogni particolare (dalle marchiature di telaio, carrozzeria e interni, alle numerazioni e datazioni presenti sugli altri componenti), potendo così appurare la corrispondenza alle note presenti nei libretti di montaggio della vettura, conservati nell’archivio Lamborghini -, per riportarla alle esatte condizioni di origine.

La Miura oggi di Jean Todt, al momento del suo arrivo nelle officine di Sant’Agata Bolognese per il restauro, si presentava sì completa, tuttavia portava ben evidenti alcuni segni di usura. Fedeli all’insegnamento che impone di conservare quanto più possibile le parti del veicolo per garantirne la massima autenticità, i tecnici di Lamborghini Polo Storico hanno del resto preferito riparare e restaurare, anziché sostituire. Sarebbe più facile, ma si perderebbe molto dell’artigianalità di un intervento di ricostruzione. E anche questa è poesia.

Lamborghini Miura SV #3673 e Lamborghini Polo Storico a Retromobile 2019 Vedi tutte le immagini
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