Decreto sicurezza: prime multe a chi circola con auto a targa straniera

Gli effetti del “decreto Salvini” e del giro di vite alle auto con targa estera iniziano a farsi sentire: a Milano elevate le prime contravvenzioni. Il caso della multa al giovane di madre tedesca.

Occhio all’immatricolazione della propria auto: in base alle recenti disposizioni del Decreto Sicurezza firmato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, se si circola alla guida di una vettura con targa straniera si commette un illecito, che viene sanzionato con una multa che va da 712 a 2.848 euro, con le sanzioni accessorie del fermo amministrativo del veicolo per la sua reimmatricolazione “nazionalizzata” – oppure il “rimpatrio” nel Paese cui corrisponde la targa attuale – e, qualora il proprietario non provveda in tal senso, anche la confisca del mezzo.

Il “decreto Salvini” (qui il nostro approfondimento) è stato emanato, ed approvato in sede esecutiva, soprattutto – riguardo alla circolazione veicolare – per contrastare l’annoso fenomeno dei “furbetti” che rendono gli accertamenti amministrativi più complicati (evitare il pagamento del bollo, ed in special modo del superbollo che grava sulle vetture di potenza elevata; recapitare le contravvenzioni al corretto domicilio, sebbene l’art. 132 del Codice della Strada già impedisse la circolazione di veicoli con targhe estere in territorio italiano, sebbene di fatto tale applicazione non fosse semplice in quanto presupponeva la dimostrazione che il veicolo ad immatricolazione straniera fosse rimasto in Italia per più di un anno).

Il Decreto Sicurezza 2019, dunque, si incarica di dare un concreto giro di vite alla circolazione “incontrollata” di veicoli a targa straniera. E, come riportano in queste ore i primi fatti di cronaca, nelle grandi città le prime contravvenzioni iniziano a fioccare.

Una news pubblicata dal Corriere della Sera racconta della multa elevata a Milano, lo scorso 4 gennaio, ad un automobilista fermato mentre si trovava al volante di un’autovettura a targa romena: 712 euro di multa e fermo amministrativo di 180 giorno per il veicolo. Il 2019, per costui, è iniziato davvero… col botto; tuttavia poteva anche andargli peggio: come accennato, la maxi multa può arrivare fino a 2.848 euro. Del resto, sempre dal Corriere e soltanto per quanto riguarda il Comune di Milano, nel 2017 le contravvenzioni spedite oltreconfine sono state nell’ordine di 110.000, relative per lo più a divieti di sosta, ad ingressi non autorizzati nelle Ztl, agli eccessi di velocità ai transiti con semaforo rosso.

Per converso, ecco un caso riportato dal quotidiano Avvenire un paio di giorni fa, dal titolo “Stranezze del decreto Salvini”: un giovane automobilista, nativo di Desenzano del Garda e abitante a Moniga del Garda (Brescia), dunque di nazionalità italiana ma di madre tedesca con residenza in Germania, è stato fermato dalla polizia locale della zona mentre era alla guida dell’auto della madre stessa: un veicolo con targa ovviamente tedesca. Ed è fioccata la multa anche per lui. Dal punto di vista legale, nulla da eccepire: l’art. 93 CdS, secondo la recente modifica operata dal Decreto Sicurezza, vieta – lo ripetiamo – “A chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni, di circolare con un veicolo immatricolato all’estero”. Se un cittadino straniero si reca in Italia, per un periodo di tempo che supera i 60 giorni, non può dunque prestare il proprio veicolo ad un cittadino italiano. Neanche se si tratti della propria madre.

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