Vendeva auto di lusso ma si intascava l’anticipo e spariva: 300.000 euro e decine di vittime inconsapevoli

È caccia all’uomo, in provincia di Padova: i carabinieri ricercano un sedicente venditore che si appoggiava ad una concessionaria, ignara di tutto, per organizzare una truffa ai danni di inconsapevoli clienti. Un copione già visto…

Una nuova truffa ai danni di oltre una decina di ignari clienti, che si fidavano di colui che sembrava proprio un venditore professionale. E di fatto lo era, venditore: in proprio, e collaboratore presso una concessionaria della provincia di Padova. Salvo intascarsi gli anticipi per le vetture individuate dai nuovi clienti, individuate sul Web dove egli pubblicizzava gli annunci, e non farsi più vedere.

L’imbroglio, riporta in queste ore una news pubblicata da Padova Oggi, conta già quattordici persone truffate (più, con tutta probabilità, altre: questo è in fase di accertamento), ognuna delle quali si è fatta “alleggerire” di diverse migliaia di euro per l’acquisto di un’auto di alta gamma, per una cifra che al momento si aggira su 300.000 euro. Somma intascata indebitamente, e del truffatore nemmeno l’ombra. Sparito, come sembra avesse già fatto in precedenza. Ma andiamo con ordine, tenendo conto che la vicenda mette “di fronte”, oltre al sedicente venditore e i clienti truffati, anche gli stessi titolari della concessionaria, che erano all’oscuro di tutto.

Ciascuno dei potenziali clienti, infatti, si è trovato in mezzo ad una classica truffa online: il personaggio (un 42enne di Padova), che di professione vende autoveicoli in proprio, pubblicava sul Web annunci di vendita di autovetture di alta gamma. Quando la persona interessata alla vettura si faceva avanti, egli la invitava a vedere e provare il veicolo, presso una concessionaria con la quale collaborava in qualità di venditore autonomo. Se la vettura risultava rispondente ai desideri del nuovo cliente, a quel punto avveniva la firma del contratto e il pagamento di un anticipo sull’acquisto nonché la somma necessaria al passaggio di proprietà.

A quel punto, del venditore, così come della vettura, si perdeva qualsiasi traccia. In media, riferisce la notizia, ogni cliente ha versato 14.000 euro, tuttavia senza badare se il conto corrente sul quale effettuare il versamento fosse effettivamente quello della concessionaria, oppure quello privato del “venditore”. Si stima che quest’ultimo sia riuscito ad intascarsi una somma nell’ordine di 300.000 euro.

I titolari dell’autosalone hanno dichiarato di non saperne niente: del resto, è procedura comune che le rivendite di autoveicoli si affidino a collaboratori in proprio. E però, il 42enne, che quindi aveva accesso ai locali, utilizzava le vetture in regolare vendita per esibirle ai potenziali clienti, farsi versare l’acconto e sparire. Al momento, sarebbero sei – fra Audi e Range Rover: ognuna sarebbe stata venduta a più di una persona; e, ovviamente, nessuno l’ha mai ricevuta – le vetture rintracciate dai carabinieri nell’indagine, che ha già ricevuto 14 denunce provenienti da dieci province (Padova, Verona, venezia, Belluno, Mantova, Reggio Emilia, Ferrara, Roma, Foggia e Bari).

A carico del sedicente venditore, c’è ora una nuova denuncia per truffa. E non sarebbe nemmeno la prima volta. Già nel 2016, indica la notizia di Padova Oggi, il personaggio ha conosciuto gli “onori” delle cronache: in quell’occasione, di cui si occupò anche Striscia la Notizia, 13 persone avevano subito il medesimo raggiro per due auto vendute a più di un cliente e mai consegnate; anche allora, appoggiandosi ad un concessionario della zona, ed anche in quel caso ignaro della truffa.

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