Decreto fiscale: emendamenti in materia di bollo auto ed assicurazioni

Proposte del “Carroccio” riferite, nell’ordine, alle entrate tributarie per i Comuni ed al raddoppio delle sanzioni per quanti vengano beccati più di una volta senza Rc Auto.

Fra le proposte contenute negli emendamenti al decreto fiscale collegato alla manovra finanziaria varato il mese scorso (attualmente il Parlamento discute la conversione in legge del decreto, contenente la nota “Pace fiscale”, provvedimento che permetterebbe di definire in forma agevolata gli accertamenti non ancora definiti al 24 ottobre 2018, ovvero la data di entrata in vigore del decreto), c’è una richiesta di modifica, che porta la firma di Enrico Montani (Lega) relativa ad una ridefinizione delle agevolazioni delle entrate agli enti locali, con particolare riguardo “Alle entrate, anche tributarie, dei Comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale” notificati negli anni dal 2000 al 2017, dagli enti e dai concessionari della riscossione.

In dettaglio, l’emendamento proposto alla Commissione Finanze del Senato chiede l’estensione del condono fiscale alle imposte patrimoniali destinate alle amministrazioni territoriali: Ici, Imu, Tasi e bollo auto. In altre parole: l’esclusione delle sanzioni relative alle entrate alle quali si riferisce la richiesta di modifica sarebbe a cura degli stessi enti locali, che avranno la facoltà di stabilirle, “Entro il termine fissato per la deliberazione del bilancio annuale di previsione, con le forme previste dalla legislazione vigente per l’adozione dei propri atti destinati a disciplinare le entrate stesse”.

Attualmente, i benefici di natura economica per la tassa di proprietà riguardano casi di esenzione (in base alla Legge 104) ed altri strumenti di agevolazone per i possessori di veicoli alimentati in via esclusiva a metano o GPL e ad alimentazione elettrica (qui un nostro approfondimento a tema).

Ad interesse degli automobilisti, ci sarebbe un secondo emendamento, anch’esso proposto dal Carroccio; e non riguarda alcun condono, quanto un inasprimento delle multe per i “furbetti dell’assicurazione” in caso di recidiva: i soggetti che vengano “pizzicati” per la seconda volta a circolare senza la copertura assicurativa (peraltro obbligatoria per legge) andrebbero incontro ad una sanzione amministrativa compresa tra 1.680 e 6.786 euro – si tratterebbe, di fatto, di un raddoppio rispetto all’attuale sanzione, che va da 848 a 3.393 euro – e dovrebbero “Rinunciare al veicolo per 45 giorni, ed a guidare per 60 giorni”. Va notato che proprio di recente la questione delle Rc Auto era stata oggetto di attenzione da parte dell’attuale Governo (l’”equità” nelle tariffe auspicata nelle scorse settimane dal vicepremier Luigi Di Maio).

Tornando alle tasse di proprietà, già alcune settimane fa il bollo auto era stato al centro di una prima discussione politica: l’origine va ricercata nel “Contratto di Governo” M5S-Lega, documento non ufficiale tuttavia utile per conoscere gli intenti della attuale maggioranza, stilato in primavera, e nel quale i riflettori venivano puntati sulla riduzione delle emissioni, “colpendo” i veicoli maggiormente inquinanti; mentre l’Unione Europea fa emergere una propria volontà di riforma del “bollo” quanto più omogenea per tutti i Paesi UE (qui un approfondimento sulla proposta della Commissione Trasporti europea relativo all’introduzione di una “scatola nera” che rilevi le distanze percorse dai veicoli per il calcolo del bollo).

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