F1 Gran Premio del Messico, qualifiche: torna l’urlo di Ricciardo

Francesco Parente
27 Ottobre 2018
ricciardo motori

Daniel va in pole beffando il compagno Verstappen. Hamilton non si danna l’anima e aspetta la gara di domani, la Ferrari ancora una volta fuori dalla battaglia.

Cielo nuvoloso ma tifo caldo in Messico: partono le qualifiche ufficiali, tutti in pista, 18° nell’atmosfera, 27° in pista; ricordiamo che ad essere già penalizzati in griglia rispetto alle qualifiche sono i due francesi Grosjean (3 posizioni da scontare per l’incidente con Leclerc ad Austin,) e Gasly (20 posizioni sullo schieramento per le sostituzioni di PU e cambio avvenute sulla sua monoposto). Mentre le due Ferrari impongono il ritmo davanti le due Mercedes, le due Red Bull restano un po’ più a lungo nei box, intanto sono buoni i giri dell’Alfa Romeo Sauber, sesta e settima con Leclerc ed Ericsson. Non passa però troppo tempo che i piloti della Red Bull si mettono davanti a tutti scendendo per primi sotto la soglia dell’1’16, sembra poi che il rischio di pioggia non sia più così tanto imminente, per la felicità della Rossa, o meglio di Vettel (opache le sue prestazioni di recente sotto la pioggia). Strano giro di valzer nella Q1, le due Mercedes sono tornate nuovamente avanti, seguite dalle due Red Bull, poi Vettel, solo ottavo Raikkonen, un po’ più in ombra rispetto al meraviglioso weekend di gara della scorsa settimana. Vanno fuori Grosjean, Vandoorne, Magnussen, Stroll e Sirotkin.

Via con la Q2: si percepisce ad occhio e a battito di cuore che la sessione sarà più tirata. Parte forte Hamilton, lo segue Vettel distaccato di 75 millesimi, poi come un missile arriva l’olandese della Red Bull che si piazza davanti a tutti. Il compagno Ricciardo è quarto a due decimi, dietro le sue spalle incalzano Bottas, Raikkonen, Hulkenberg, Sainz, Leclerc ed Ericsson; ancora senza tempo Hartley, Alonso e Gasly. A tre minuti dalla fine ancora tutti fuori, è incredibile vedere un trenino di monoposto pronte a sfilare per un crono migliore: nulla da fare per Alonso e Ocon, stessa sorte per il pilota di casa, Perez, fuori anche Hartley e Gasly. I primi 10 sono Verstappen, Hamilton, Vettel, Ricciardo, Bottas, Raikkonen, Hulkenberg, Sainz, Leclerc ed Ericsson.

Ci siamo, la Q3 ha inizio: subito all’attacco Raikkonen e Vettel, poi Bottas ed Hamilton, a seguire le due Renault, sempre più tardive le Red Bull, ma non ci sembra per motivi prestazionali…non è questo il weekend della difficoltà per la squadra austriaca. Al primo tentativo Verstappen si mette davanti a tutti, distaccato di meno di due decimi Vettel, poi Hamilton, Ricciardo, Bottas, Raikkonen, Leclerc, Hulkenberg, Sainz ed Ericsson. La sensazione è che Verstappen quest’oggi abbia una marcia in più, il suo giro così veloce, pulito, regolare dimostra lo stato di grazia della Red Bull, seppur un po’ più lenta con Ricciardo. In pit lane si respira un’atmosfera di tensione, oggi c’è un equilibrio tra i primi tre top team che poche volte abbiamo visto in questa stagione. Fino ad ora notiamo che le “seconde guide” stanno mancando ad una giornata così bella per la pole e questo è un peccato, perché fa saltare l’effetto della “sorpresa nella sorpresa”. Secondo colpo, si parte: Raikkonen davanti a tutti, poi Hamilton, ma ancora una volta la situazione è di un trenino di monoposto pronte a tutto. Non va bene per le Ferrari, quarto Vettel e solo sesto Raikkonen, ma grande prestazione di un Ricciardo in pole che fino all’ultimo si è nascosto beffando anche il compagno olandese, secondo. Urlo di gioia stavolta per l’italo australiano, che si gode un giro veramente perfetto; terzo tempo per Hamilton, ma ripetiamo nuovamente i primi 10: Ricciardo, Verstappen, Hamilton, Vettel, Bottas, Raikkonen, Hulkenberg, Sainz, Leclerc ed Ericsson. Se la Ferrari sarà competitiva domani, potrebbe sperare in una Red Bull “di mezzo” per guadagnare punti mondiali: sarà una gara strategicamente importante per tutto, per tutti.

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