Anniversari: ad Auto e Moto d’Epoca i cinquant’anni di Citroen Méhari

Mezzo secolo da protagonista: l’anticonformista “spiaggina” del Double Chevron viene celebrata alla rassegna di PadovaFiere; in esposizione anche l’esemplare appartenuto a Giancarlo Siani.

È trascorso mezzo secolo, tuttavia l’immagine simpaticamente anticonformista che da sempre contraddistingue Citroen Méhari è rimasta invariata. Mutata sotto molti aspetti, logicamente evoluta, la “spiaggina” del Double Chevron attualmente in listino ripropone, in chiave moderna, gli atout che nella seconda metà degli anni 60 segnalarono la prima serie della “quattro posti en plein air” di Citroen all’epoca allestita su telaio della popolarissima 2CV e meccanica della altrettanto leggendaria Dyane: linee inconfondibili, carrozzeria in resina plastica, un’aria disinvolta e “senza fronzoli”; il tutto, oggi accompagnato da un’alimentazione elettrica, dove un tempo era presente l’economicissimo bicilindrico a schema contrapposto da 602 cc (qui una nostra retrospettiva).

E anche Citroen Méhari (la cui “prima generazione” pensata dall’industriale della plastica Roland de la Poype e progettata da Jean-Louis Barrault,  venne prodotta in quasi 145.000 unità fra il 1968 e il 1987, 1.213 dei quali a quattro ruote motrici, utilizzate fra l’altro in ambito militare – la Gendarmerie e l’esercito francese, che ne impiegò alcune unità in versione paracadutabile – e di assistenza sportiva in qualità di auto mediche al seguito della Parigi-Dakar), in qualità di co-protagonista di una lunga pagina del costume che ha travalicato i confini francesi, oggi “ragazzina” cinquantenne per la quale il tempo sembra essersi fermato, viene celebrata all’imminente “Auto e Moto d’Epoca” 2018, rassegna di PadovaFiere interamente dedicata alla passione verso il motorismo storico nelle sue più varie sfaccettature, in programma da giovedì 25 a domenica 28 ottobre.

Per l’occasione, allo stand del Double Chevron alla kermesse padovana – una vetrina di primo piano: “Auto e Moto d’Epoca” rappresenta uno dei principali eventi di settore a livello internazionale -, curato dal Centro Documentazione Storica Citroën, due sono gli esemplari in esposizione, entrambi scelti per raccontare altrettanti aspetti del modo di intendere Méhari: uno, in tinta Arancio Kirghiz, perfettamente restaurato, offrirà ai visitatori un’immagine allegra, supercolorata e simbolo della “joie de vivre” che ha accompagnato intere generazioni di giovani. Il secondo è quello appartenuto a Giancarlo Siani, il giovane giornalista napoletano che la sera del 23 settembre 1985 venne ucciso dalla camorra per le sue inchieste sul rapporto fra criminalità organizzata e politica: la Citroen Méhari targata NA K14314, verniciata in Verde Tibesti è, oggi, testimone di coerenza ed onestà.

Proprio la verde Méhari di Giancarlo Siani è al centro di uno dei due libri incentrati sulla “spiaggina” del Double Chevron, che verranno presentati ad “Auto e Moto d’Epoca” presso lo stand ACI – ACI Storico, giovedì 25, come narrazioni che forniscono due differenti chiavi interpretative della medesima storia: “NA K14314”, scritto da Paolo Miggiano, racconta la storia della Méhari di Giancarlo Siani e del suo viaggio, terminato il 23 settembre del 1985 con l’omicidio del giornalista e ripartito, non a caso, il 23 settembre 2013 da Napoli e che ha portato questo simbolo di libertà e coerenza prima a Roma, nei palazzi delle istituzioni, tra Camera e Senato, poi su fino al Parlamento Europeo, a Bruxelles, dove Martin Schulz, suo presidente, ha voluto sedersi simbolicamente al volante per affermare l’importanza dei valori di cui la Méhari di Giancarlo Siani è portavoce.

Il secondo volume, dal titolo “Citroen Méhari, la francese avventurosa” curato dal Centro Documentazione Storica Citroen, affronta, attraverso testimonianze, aneddoti, curiosità, racconti di viaggio (fra gli altri, il raid Liegi-Dakar-Liegi del 1969 e la spedizione Parigi-Kabul-Parigi del 1970) e ruoli nel cinema (su tutti, la popolarissima serie de “I Gendarmi di Saint-Tropez” di Jean Girault che fra gli anni 60 ed i primi anni 80 ebbero in Louis de Funès il ruolo di assoluto mattatore) e documenti, la ventennale carriera di produzione del piccolo “cammello di plastica” Citroen.

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