Schöckl, dove osa la nuova Mercedes-Benz Classe G

Fuoristrada mitico e inarrestabile: abbiamo scoperto il perché, visitando la fabbrica di Graz e guidandola, su strada e in Off Road, sui percorsi complicati usati dai collaudatori della G.

Ci sono degli inviti che nella nostra carriera è impossibile rifiutare, di quelli che già la location ti racconta qualcosa di storico, ma soprattutto di inarrestabile. La città di Graz vi dice qualcosa? Per gli appassionati come noi a Graz esiste una fabbrica capace di produrre un fuoristrada dal piglio leggendario, con la “Stella tedesca” sul cofano motore e con tante avvincenti caratteristiche che le conferiscono un super potere: quello di non farla fermare dinanzi a nulla! Non la portiamo alle lunghe, ci sta svelare il mistero dopo tanto preludio: siamo andati a vedere come viene costruita la nuova Mercedes-Benz Classe G, ma le sorprese non finiscono qui…leggete ancora le righe che seguono!

L’abbiamo trovata mitica

Ci sembrerebbe quasi inutile raccontarvi della sua veste, quasi sempre uguale nelle sue svariate metamorfosi; più che cambiata la Classe G è stata perfezionata e con tocchi stilistici più che di ringiovanimento oseremmo dire di svecchiamento, ma in tutta onestà la scelta della Mercedes è quella giusta, dopo tutto la storia gli dà ragione così come le unità di G vendute fino ad oggi dal suo debutto. Ci siamo recati presso lo stabilimento Magna Steyr di Graz, dove tutto sembra farti comprendere i valori e i punti di forza della G. Immaginate oltre duemila addetti ai lavori che si occupano della sua creazione: un giro tra le aree della fabbrica ci è servito, oltre che a comprendere i passaggi e la metodologia di costruzione, a carpire la minuziosità, la passione, la motivazione, l’orgoglio e il senso di appartenenza verso un’auto che negli anni ha saputo conquistare il cuore di varie generazioni. Altro aspetto determinante, perché offre alla G un’esclusività degna quasi soltanto di una supercar di alto rango, tutto il “suo essere” è custodito proprio a Magna Steyr di Graz, dove la vettura vede la prima luce della nascita. Se volete qualche informazione tecnica della G, possiamo dirvi che le sue dimensioni (rispetto la passata generazione), sono più grandi di 53 millimetri (nella lunghezza), 121 millimetri nella larghezza ma con un peso ridotto di 166 kg. Non è tutto: la rigidità torsionale del telaio, della scocca e dei supporti della carrozzeria, è aumentata del 55% circa, internamente lo spazio è aumentato di 3,8 centimetri per le gambe di chi sta davanti, mentre per chi sta dietro sono 15 i centimetri di crescita (niente male visto il comfort elevato prodotto dai sedili e dall’andamento su strada della G). Altro concetto chiave di questo fuoristrada storico è l’abbinamento di modernità e iconicità presente soprattutto negli interni, che mettono ora in mostra il doppio quadro digitale da 12,3 pollici, abbandonando la strumentazione analogica.

Contenuti “TOP”, tanto motore e via su strada (o anche no!)

Ci sono auto che se hanno un telaio a longheroni e trasverse di serie, tre differenziali autobloccanti, sospensioni anteriori a doppi bracci trasversali abbinate a un asse posteriore rigido e un’altezza da terra di 24,1 centimetri ti invitano a guidarle su strade dal feedback strettamente mistico. Strade…un termine che dice tutto, o forse niente, almeno per la Classe G. Per carità, se si sta su strada il V8 della G63 da 585 CV a 6000 giri/min. e 850 Nm di coppia già a 2500 giri/min la rendono assai guidabile, invitante a fare qualcosa di imitabile se si pensa ad automobili con un DNA più “stradaiolo”. Abbiamo ragione di pensarlo se consideriamo le sue prestazioni: la velocità massima autolimitata è di 220 km/h e lo 0-100 km/h viene coperto in appena 4,5 secondi, non male per essere una “roccia di G”. Tutto sommato, ci accontenteremmo anche della G500, che monta lo stesso otto cilindri di 4,0 litri ma con 422 CV, 610 Nm di coppia e cambio automatico a 9 rapporti G-Tronic progettato per gestire ogni situazione, anche le più “perverse” se in off road cambiamo la sua modalità impostandola in G-Range. Come provarla? Seguiteci, si va allo Schöckl, la montagna dove i collaudatori della Mercedes-Benz provano, ops…scusate l’errore, volevamo dire, spremono e maltrattano invano la G. Ci abbiamo provato, come loro, ma loro sono super eroi per noi: salgono e scendono con un impeto e una tenacia che solo la G sa tirargli fuori, pari al rombo corposo e coraggioso del V8 biturbo. Così dopo un tratto stradale molto piacevole, ci hanno condotto, in prova, in un luogo fatto di sentieri interminabili, il più delle volte strettissimi, con pietre, avvallamenti, solchi, pendenze del 50% e se qualche mio collega può aggiungere qualcosa, faccia pure, io ricordo solo che la G non si fermava mai e più andavo avanti e più mi invogliava a fare di più, tanto poi lei lo sapeva che tornati su strada sarebbe stata assolutamente perfetta. Alla fine della prova, stupore a parte, abbiamo pensato che la G è un po’ il Trasformer della situazione, che ti consente di divertirti se non ci sono guai in arrivo, ma se ce ne sono, allora lei ti aiuta a superare ogni difficoltà. Questo vuol dire che tutti potremmo avere tanto da una G, esperti e non. Per averla bisogna spendere115.000 Euro, che possono crescere una volta configurata negli allestimenti Sport, Premium e Premium Plus. A buon intenditor, poche parole: se avete disponibilità economica, questo è il vero fuoristrada, come la G ce ne sono pochissime sul mercato, perché il suo segmento è stato negli anni sopraffatto da quello dei Suv, che cresce, cresce, cresce, ma la G, la trovano sempre lì, sembra aver fermato il tempo, ma superato ogni ostacolo!

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