Francia al giro di vite sulla CO2: bollo auto fino a 10.500 euro

Per scoraggiare l’utilizzo di veicoli considerati più inquinanti, è in discussione nella legge di Bilancio francese un clamoroso inasprimento della Bonus Malus Eco che colpisce le emissioni superiori a 117 g/km.

Niente mezze misure: in Francia, chi più inquina, più paga. In funzione della cilindrata e della potenza, i proprietari delle auto più performanti dovranno mettere in conto un aumento del “bollo auto” proporzionale alle emissioni di CO2. Ecco, in estrema sintesi, i contenuti del nuovo “Bonus Malus Eco” in chiave 2019, provvedimento varato in Francia una decina di anni fa “a danno” degli autoveicoli più inquinanti e, nei giorni scorsi, clamorosamente aggiornato negli importi delle tasse di proprietà e – appare scontato – destinato a suscitare un notevole scalpore fra gli automobilisti d’oltralpe; i quali, dal prossimo gennaio, potrebbero trovarsi a dover pagare una tassa di proprietà gravata da un “sovrappiù” che parte da 50 euro e può arrivare fino a ben 10.500 euro. Come dire: altro che “superbollo”…

Perché la manovra sia resa definitiva, occorrerà attendere il “via libera” alla legge di Bilancio, che il Governo transalpino ha in discussione in queste settimane: occhi puntati, dunque, su ciò che avviene a Parigi. Qualora il pugno di ferro sulle emissioni di CO2 da autotrazione venga reso esecutivo, dal prossimo gennaio i proprietari di veicoli che emettano più di 117 g/km di CO2 saranno costretti a dover sborsare una sovrattassa, il cui minimo sarà di 50 euro; e, a salire, praticamente senza alcun limite, visto che – a conti fatti – si potrà arrivare ad oltre 10.000 euro per i veicoli che superino i 185 g/km di emissioni di CO2.

Ovviamente, l’obiettivo del Governo francese è di sconsigliare gli automobilisti transalpini a servirsi di veicoli le cui emissioni di anidride carbonica nell’ambiente abbiano valori elevati: oltre ad abbassare ulteriormente la soglia di CO2 – da 120 g/km a 117 g/km -, si colpirebbero gli “inquinatori” laddove chiunque teme: nel proprio portafoglio.

Ad onor del vero, è possibile notare come la nuova manovra “Bonus Malus Eco” 2019 francese non andrebbe ad intaccare la già vituperata alimentazione a gasolio: per una volta, ad essere colpiti sarebbero i veicoli a benzina, le cui emissioni di CO2 sono superiori rispetto ai diesel, da tempo considerati “untori” dell’inquinamento sulle strade. A voler vedere un po’ di “rosa” nel grigiore di questa manovra, che se varata potrebbe provocare parecchi grattacapi ai proprietari di vetture performanti, o comunque non più freschissime (le auto storiche godrebbero di particolari agevolazioni?), il fatto che le sovrattasse verrebbero calcolate sul vecchio ciclo NEDC, decisamente meno severo in rapporto al nuovo WLTP, più complicato in quanto presuppone valori differenti, modello per modello, in funzione dello specifico equipaggiamento e del carico. Gli strumenti informatici del Ministero francese dei Trasporti non sarebbero, al momento, totalmente aggiornati: si preferisce, dunque, restare al NEDC, soltanto “corretto” prendendo in considerazione i valori WLTP più bassi.

Con il “malus” – come detto, in fase di discussione nella nuova “Finanziaria” – il Governo francese punta a garantirsi fino a 570 milioni di euro in più nel 2019: tale plusvalenza verrebbe utilizzata per finanziare gli incentivi all’acquisto di veicoli elettrici, che attualmente arrivano a 6.000 euro e non verrebbero toccati. Del resto, si prevede l’arrivo di nuovi modelli a zero emissioni (DS3 Crossback E-Tense, Kia e-Niro, Hyundai Kona Electric), di conseguenza – almeno potenzialmente – il parco auto elettriche in Francia potrebbe aumentare.

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