Guida sul bagnato: i consigli Nokian per evitare l’aquaplaning

Attenzione alle condizioni del battistrada ed alla pressione di gonfiaggio. Molta prudenza e “occhio” alle distanze di sicurezza. E poi calma: uscire dai guai è possibile. Ecco come.

Esiste una condizione particolarmente antipatica nella guida di un veicolo: l’aquaplaning. Un pericolo concreto, che si verifica soprattutto tra la fine dell’estate e l’autunno, quando cioè le forti, ed improvvise, piogge è maggiormente probabile. Tecnicamente, tale fenomeno si presenta come un “cuscinetto”, fra ruota e fondo stradale, qualora le scanalature del battistrada non riescano a drenare l’acqua. Risultato: gli pneumatici perdono forza e aderenza, e per il conducente è un guaio in quanto il malcapitato non è in grado di controllare in alcun modo il veicolo. Conseguenza: nella migliore delle ipotesi, una bella “slittata”; se va peggio, beh… è facilmente comprensibile.

L’aspetto più antipatico, oltre all’assoluto disagio che chiunque abbia sperimentato la perdita di controllo da aquaplaning ricorda bene, consiste proprio nel fatto che in genere il “galleggiamento” degli pneumatici non consente alcun intervento.

È , tuttavia, possibile adottare una serie di accorgimenti pratici per far sì che le conseguenze da improvvisa perdita di stabilità del veicolo da aquaplaning possano, quantomeno, essere ridotte. Un utile consiglio, in questo senso, arriva dagli esperti di Nokian, azienda finlandese ad oggi attiva in quasi 60 Paesi nel mondo nei quali operano 4.600 professionisti, che nel 2018 celebra i 120 anni di presenza sul mercato (qui una nostra retrospettiva storica) e, periodicamente, rende noti gli accorgimenti da mettere in pratica per mantenere in perfetta efficienza gli pneumatici installati a bordo della propria auto, in estate come in inverno, a bordo della “prima” come della seconda auto.

Fermo restando il fatto che è essenziale, a prescindere dai dispositivi di sicurezza e di ausilio al conducente, procedere su strada in caso di pioggia mantenendo un’andatura prudente e commisurata alle condizioni climatiche del momento (se poi ci si trovasse nel bel mezzo di un nubifragio, è sempre bene fermarsi in condizioni di sicurezza, oppure – se proprio non ci si sia messi in strada per impegni talmente importanti da non poter essere rimandati di qualche ora, a volte sono sufficienti alcuni minuti – restare a casa in attesa che la pioggia termini…), si può contrastare il fenomeno dell’aquaplaning facendo opera di prevenzione. Nel senso: prima di tutto, controllando con regolarità  la profondità del battistrada delle gomme e assicurarsi che siano in buone condizioni. Non ci si stancherà mai di dire che gli pneumatici usurati equivalgono ad una minore capacità di rimozione dell’acqua (il battistrada non ha più sufficiente capacità di conservazione) e, quindi, ad una possibile perdita di aderenza nei casi in cui l’asfalto non sia del tutto asciutto.

Il Codice della Strada prescrive uno spessore minimo di 1,6 mm per glipneumatici estivi; tuttavia, “Occorre tenere presente che gli pneumatici perdono rapidamente le loro proprietà in aquaplaning già a 4 millimetri”, puntualizza Martin Dražík, Product manager CE per Nokian Tyres.

Un esempio concreto che spiega tutto: la scorsa primavera, una serie di prove su strada effettuate dai redattori dell’automotive magazine finlandese Tekniikan Maailma specializzato in analisi e divulgazione di tecnica automobilistica, ha messo in evidenza come già a 75 km/h il fenomeno di aquaplaning inizi a manifestarsi in caso di pneumatici consumati; per converso, nei test lo pneumatico nuovo giudicato migliore ha iniziato l’aquaplaning a 88 km/h. Il sottile scarto di velocità fra le due tipologie di usura sottoposte a prova, in effetti, la dice lunga sul consiglio di procedere – in ogni caso – con prudenza in caso di pioggia: “Sulla strada, non ci si dovrebbe mai fidare cecamente della tecnologia o considerare i limiti di velocità un valore minimo. Anche pneumatici nuovi potrebbero non essere in grado di prevenire l’aquaplaning se si guida troppo velocemente sotto una pioggia torrenziale”, avvisano i tecnici Nokian.

Attenzione, inoltre, alla pressione di gonfiaggio: anch’essa va controllata periodicamente, per evitare una più precoce usura delle gomme e, nel caso in questione, una maggiore precisione e rapidità di sterzata. “Una bassa pressione degli pneumatici aumenterà il rischio di aquaplaning – mette in guardia Nokian –  Controllare e gonfiare le gomme se necessario sono misure di sicurezza importanti che non costano nulla e per le quali basta recarsi alla stazione di servizio più vicina”.

La prudenza alla quale ci si riferisce non vada, in ogni caso, interpretata esclusivamente come attenzione alle condizioni delle gomme “prima” di intraprendere un viaggio, o in generale il controllo periodico al loro gonfiaggio così come alle scanalature del battistrada. È essenziale anche adottare uno stile di guida “con occhio lungo, piede di velluto e manina leggera”: sapere, cioè, prevedere un eventuale pericolo. Per questo, è importante mantenere una adeguata distanza di sicurezza dai veicoli che precedono, stando attenti alla velocità che si imprime alla propria vettura: con pioggia intensa, sempre meglio mantenersi ad almeno 15-20 km/h in meno rispetto ai limiti (se poi si vuole “abbondare” un pò, ben venga!), perché va anche considerato che le stesse superfici stradali possono essere non drenanti a sufficienza, dunque accentuare il rischio di aquaplaning; oppure che davanti al “muso” della vettura si presentino improvvisi solchi, a causa dei quali è un attimo perdere aderenza.

Se non c’è niente da fare – ovvero: se “si sente” che la vettura sta iniziando a slittare (attenzione: qua si tratta di una frazione di secondo! Ecco perché, ancora una volta, si invita alla massima prudenza) – è comunque possibile limitare le conseguenze dell’aquaplaning. Mantenendo la calma, prima di tutto; e, poi, “Se il veicolo va in aquaplaning, sollevate il piede dal pedale dell’acceleratore, e premete il pedale della frizione”, prosegue Martin Dražík. Una tecnica più o meno simile a quella che si richiede in caso di neve. “Quando si rallenta, l’aderenza può tornare improvvisamente. Quando ciò accade, è indispensabile che le gomme puntino nella giusta direzione, non verso il traffico in arrivo”.

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