F1 Gran Premio di Singapore: Hamilton impeccabile

Francesco Parente
16 Settembre 2018
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La Mercedes con Lewis lancia segnali di forza e mette le mani sul Mondiale. Ferrari anonima per tutto il weekend, battuta anche da Red Bull.

La Mercedes guidata da Lewis Hamilton e Valteri Bottas mette alle corde la Ferrari di Vettel e Raikkonen. Ricorderemo questo Gran Premio per un sabato storico con la sigla di un giro record in qualifica di Hamilton e per una gara noiosa, priva di colpi di scena e di azione in pista. Dimenticavamo, ingiustamente, ancora una nota di merito per il solito Hamilton, che non sbaglia nulla neppure in gara, restando sempre lucido e veloce.

Al via si accendeva la battaglia tra i piloti! Avanti partivano tutti bene, poi Ocon a muro e Safety car in pista, proprio mentre Vettel attaccava e superava Verstappen prendendosi la seconda posizione. Riguardando le immagini dell’incidente ci accorgevamo che Perez stringeva a muro con una ruotata Ocon, anche se poi la manovra non sembrava eccessivamente rude. Chiaramente la colpa era di Perez e rimanevamo in attesa di scoprire la decisione dei commissari che da subito avevano messo sotto indagine il fattaccio.

Al giro 4 rientrava la Safety Car, intanto Verstappen reclamava un mal funzionamento al cambio. Hamilton rimaneva in testa seguito da Vettel, Verstappen restava distaccato e faceva da tappo a Bottas, Raikkonen, Ricciardo, Perez, Grosjean, Alonso e Sainz (questi i primi dieci in classifica). Nei primi giri il ritmo non era troppo veloce, probabilmente i piloti guidavano per far durare il più possibile le gomme hypersoft, con le quali, secondo previsioni di Pirelli, i piloti avrebbero dovuto tenerle almeno fino al Giro 20. Giro 15 rientrava Vettel e Hamilton iniziava a tirare; il tedesco rientrava in pista con gomma ultrasoft e si metteva a spingere, andava così in marcatura Hamilton che montava però gomme soft (gialla). Giro 17 anche Bottas dentro mentre i ragazzi della Rossa fintavano il pit per Raikkonen. Stessa gomma per i piloti Mercedes, mentre Vettel perdeva la seconda posizione a favore di Verstappen, probabilmente perché in pista aveva perso troppo tempo dietro a Perez. Raikkonen si fermava invece al Giro 23 e a differenza di Vettel optava per la gomma soft, assicurandosi di terminare la gara con il treno di gomme appena montato.

Mentre in pista c’era a fasi alterne una piccola pioggerella, Ricciardo effettuava il suo pit stop al Giro 28, ultimo dei piloti a fermarsi. Qualche sorpasso lo vedevamo nelle retrovie, interessante il duello tra Gasly e Leclerc, con il monegasco che pressandolo lo induceva all’errore e lo passava; stessa situazione tra Perez e Sirotkin in lotta per la tredicesima posizione che finiva malamente con un contatto al termine di una battaglia durata più di qualche curva. Difficile valutare l’accaduto tra il messicano e il russo, dalle immagini potrebbe sembrare un errore di valutazione o una reazione sconsiderata di Perez.

Si accendeva l’azione al giro 38: Hamilton si ritrovava nel traffico e dietro la lotta tra Grosjean e una Williams, momento che favoriva il ritorno di Verstappen sull’inglese, mentre sempre il traffico favoriva il riaggancio a Bottas di Raikkonen. Questa era la classifica quando mancavano venti giri alla fine: Hamilton, Verstappen, Vettel, Bottas, Raikkonen, Ricciardo, Alonso, Ericsson, Sainz, Vandoorne, Leclerc, Hulkenberg, Grosjean, Gasly, Stroll, Sirotkin, Magnussen, Hartely, Perez. Undici giri alla fine: Vettel mollava i due di testa, Bottas invece faticava a tenere dietro Raikkonen e Ricciardo. Senza particolari clamori terminava così un gran premio poco esaltante e sicuramente poco azzeccata dalla Ferrari; questa la classifica finale: vinceva Hamilton, sul podio andavano Verstappen e Vettel, dietro finivano Bottas, Raikkonen, Ricciardo, Alonso, Sainz, Leclerc, Hulkenberg, Ericsson, Vandoorne, Grosjean, Gasly, Stroll, Hartley, Perez, Magnussen, Sirotkin.

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