Toyo: l’efficienza passa dall’aerodinamica degli pneumatici

Si stima che che le gomme siano responsabili del 15% della resistenza all’aria da un veicolo in movimento. Ecco come lo studio dei flussi aerodinamici risulta cruciale per l’efficienza dei veicoli di nuova generazione.

Dopo lo sviluppo delle tecnologie di riduzione dei rumori (Silent Technology, studiata per agire sulle vibrazioni dell’aria all’interno della carcassa), il lancio della lineup UHP-Ultra High Performance Proxes Sport dedicata alle berline alto di gamma, Gt e supercar, e il debutto della gamma Open Country U/T rivolta alle esigenze del segmento Compact SUV (la “nicchia” di mercato attualmente al centro delle strategie di riposizionamento per molti dei principali attori della filiera automotive), Toyo Tires presenta una nuova sfida per venire incontro alla mobilità del futuro.

Si tratta della tecnologia Mobility Aerodynamics, messa a punto dai tecnici del colosso giapponese degli pneumatici attraverso l’applicazione di simulazioni di flusso aerodinamico insieme agli studi dinamici del veicolo (modalità T-Mode), e già indicata come “cruciale” nella progettazione di nuove famiglie di pneumatici con elevatissime caratteristiche di penetrazione dell’aria. In altri termini: le tecnologie di propulsione e di upgrade aerodinamico al centro degli studi tecnici sui veicoli che vedremo nei prossimi anni vengono tenute nella massima importanza da parte dell’azienda costituita nel 1945 ad Osaka, e che produce ad oggi 34 milioni di pneumatici all’anno ed esporta in circa 80 Paesi di tutto il mondo. Grazie a questi numeri, è la terza maggior industria giapponese del settore (l’attività Toyo si concretizza in diversi settori dell’industria della gomma, compresa la fornitura di componenti ad alcune delle principali Case auto; gli pneumatici Toyo vengono adottati in primo equipaggiamento da Audi, Lexus, Mazda, Mitsubishi, Nissan, Toyota).

Tecnicamente, indica una nota Toyo Tires diramata in queste ore, la tecnologia Mobility Aerodynamics “Consente la previsione delle peculiarità aerodinamiche degli pneumatici e, di conseguenza, dei veicoli, durante  il rotolamento a contatto con la superficie stradale”.

Partendo dal principio che la  resistenza aerodinamica è la forza cui un veicolo è  sottoposto quando si muove (dati alla mano, le stime indicano che gli pneumatici siano responsabili di circa il 15% della resistenza totale all’aria affrontata da un veicolo in movimento) e sulla determinazione che la riduzione di tali resistenze contribuisce alla riduzione dei consumi di carburante – una “voce” centrale nell’attuale vision globale in cui la pressione sociale che chiede sempre più attenzione all’ambiente e nella quale le stesse Case auto scrivono, sui propri taccuini delle priorità, lo sviluppo di nuovi modelli con caratteristiche aerodinamiche ad hoc -, e tenendo ben presente la necessità, da parte dei Costruttori di nuovi modelli elettrici, di estendere la rispettiva offerta da “nicchia” di mercato verso una produzione di massa (abbassando il prezzo d’acquisto e nel contempo affinandone le caratteristiche di aerodinamicità), risulta essenziale, per i produttori di pneumatici, lo studio di gommature in grado di assecondare le qualità di penetrazione dell’aria negli autoveicoli di nuova generazione e delle produzioni future.

Un ulteriore capitolo, verso la ricerca di pneumatici ad elevata efficienza per l’insieme-veicolo, deriva dall’adozione delle norme tecniche globali unificate WLTP per misurare il consumo di carburante dei veicoli passeggeri e le emissioni, che uniforma i procedimenti globali di misurazione e prova per il consumo di carburante e le normative sulle emissioni e sulla sicurezza di marcia, fino a poco tempo fa differenti per Paesi o macroregioni. Gli standard WLTP, oltre a richiedere valutazioni sulla resistenza dei singoli veicoli, comprendono prove in galleria del vento per la determinazione della resistenza all’aria da parte degli pneumatici: una indicazione che la dice lunga sull’importanza degli studi rivolti al miglioramento dei campi di flusso intorno agli pneumatici (ovvero il modo con il quale questi ultimi risultino influenzati dalle condizioni di contatto fra pneumatico e sede stradale). “Questo avrà un rapporto diretto con i livelli regolati per le caratteristiche aerodinamiche dei pneumatici. Ciò significa che gli sforzi per migliorare i campi di flusso intorno alle gomme saranno al centro di molta attenzione”, confermano i tecnici Toyo, indicando come sia fondamentale, per l’azienda, riuscire a dimostrare concretamente lo sviluppo di livello ottimale delle caratteristiche aerodinamiche negli pneumatici.

Per raggiungere questo obiettivo, prosegue la nota tecnica Toyo Tires, lo studio ha preso in considerazione “Modelli di pneumatici reali combinati con le varie condizioni di impiego quando un veicolo è in movimento – principalmente: il carico sui pneumatici e la velocità del veicolo – e con le varie forme di cerchi e di veicoli, tenuto conto della forma che assume il pneumatico in quelle condizioni”.

Atraverso l’analisi dei risultati, è stato determinato che la tecnologia Mobility Aerodynamics porta in dote un vantaggio nell’offerta di gommature adatte al raggiungimento delle performance aerodinamiche richieste dalla nuova mobilità all’insegna dell’attenzione all’efficienza del veicolo. Ciò viene permesso attraverso una serie di simulazioni ad elevata precisione che forniscono dati numerici coerenti con i risultati delle prove in galleria del vento con veicoli reali, e sulla scorta delle informazioni ricevute dai tecnici riguardo alle deformazioni degli pneumatici causate da differenze nel carico applicato, dalla velocità, dall’angolo dell’assetto di marcia e da altri fattori (applicazione delle tecnologie di progettazione T-Mode che abbinano l’analisi degli pneumatici alle simulazioni di guida). La risultante permette lo sviluppo di nuove tecniche atte alla simulazione delle caratteristiche aerodinamiche della gomma. In questo senso, affermano i tecnici Toyo, la nuova tecnologia Mobility Aerodynamics rappresenta una summa dei progressi delle tecniche di progettazione T-Mode: un progresso che consente approcci in aree precedentemente irraggiungibili.

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