Guida autonoma: Uber abbandona i progetti self driving?

Dopo l’incidente mortale dello scorso marzo, i dirigenti del colosso del ride hailing sono divisi sull’opportunità di proseguire lo sviluppo della guida autonoma internamente o attuare partnership con aziende esterne.

Uber potrebbe presto considerare la possibilità di dire addio a ulteriori sviluppi sui programmi di guida autonoma. Il condizionale è, finora, d’obbligo; tuttavia, come riporta una news pubblicata dal New York Times nelle scorse ore, ciò rappresenterebbe una eventualità concreta. Secondo alcune fonti interne al colosso statunitense nei servizi di condivisione di autoveicoli, i pareri sarebbero contrastanti se continuare sul già tracciato cammino evolutivo delle funzionalità “self driving” all’interno della azienda stessa, oppure trovare nuove collaborazioni con realtà esterne. Anche l’amministratore delegato di Uber, Dara Khosrowshahi, entrerebbe nel plotone dei piani alti divisi su questa eventualità.

A pesare sul futuro della guida autonoma, da parte di Uber, ci sarebbe il tragico incidente avvenuto lo scorso marzo, in Arizona, nel quale un’autovettura a guida autonoma di Uber aveva travolto ed ucciso un pedone. Una inchiesta condotta dal Dipartimento federale sulla Sicurezza ha, successivamente, stabilito che i dispositivi di controllo della vettura, pur avendo “identificato” la presenza della donna, non sarebbero stati in grado di fermare in tempo il veicolo. Da qui l’immediato “stop” dei programmi “self driving” da parte di Uber nelle città a suo tempo individuate per le sperimentazioni, ovvero Tempe, Pittsburgh, San Francisco e Toronto. L’episodio di cinque mesi fa è stato il secondo incidente ad avere coinvolto una vettura a guida autonoma di Uber: nel 2017, una delle Volvo “sperimentali” si trovò protagonista di una collisione; in quel caso non vi furono feriti, tuttavia già allora i vertici del gigante del ride hailing decisero per una sospensione dei test.

Potrebbe, del resto, essere una conseguenza di quanto avvenuto lo scorso 18 marzo anche l’interruzione dei test di sviluppo del camion a guida autonoma, comunicata il mese scorso, seppure in quest’ultimo caso i vertici del gigante dell’utilizzo condiviso di autoveicoli abbiano spiegato di preferire l’avanzamento dei programmi relativi all’autovettura a guida autonoma, concentrandone quindi tutti gli sforzi dei prori tecnici.

Dati alla mano, comunica l’hi-tech magazine The Information, lo stanziamento finanziario attuato da Uber nei confronti dei sistemi a guida 100% autonoma ammonterebbe, negli ultimi diciotto mesi, ad una cifra oscillante fra 125 e 200 milioni di dollari a trimestre (importo che, a conti fatti, si traduce in un importo pari a circa 2 miliardi di dollari in totale). Di ciò farebbe parte anche il progetto Robotaxi, in ogni caso le stime degli analisti identificherebbero un’incidenza del 15-30% dei programmi di guida autonoma fra le perdite del Gruppo. D’altro canto, proprio in materia di taxi a guida autonoma, Uber ha recentemente avviato una serie di collaborazioni con altre Case costruttrici per lo sviluppo di sistemi di connettività avanzata da aggiungere alle dotazioni di bordo degli autoveicoli di serie.

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