Pneumatici, guida per l’estate: prevenire le forature e limitarne i danni

Una corretta preparazione è alla base di una guida consapevole: ciò riguarda anche, e soprattutto, gli pneumatici. Ecco come evitare, o minimizzare, i danni da foratura… e partire più tranquilli per le vacanze.

“Neri e tondi” lo sono sempre stati, e c’è da scommettere che sarà così ancora per un bel pezzo. Ciò che cambia, in parallelo all’evoluzione tecnica del sistema-veicolo, sono le tecnologie di progettazione e di produzione degli pneumatici, per i quali i big player di settore fanno da tempo affidamento ad una costante evoluzione nello studio delle mescole e nel disegno dei battistrada, a tutto vantaggio della sicurezza di guida in qualsiasi condizione stradale ed in funzione delle esigenze dell’automobilista e della vettura.

Ciò non toglie che, in ossequio alle più elementari norme di sicurezza (peraltro ratificate dal Codice della Strada, che prescrive uno spessore minimo degli “intagli” del battistrada di 1,6 mm; è tuttavia consigliabile provvedere alla sostituzione delle gomme quando tale spessore sia già sui 2-2,5 mm), fra i componenti della vettura da tenere sempre sotto controllo, un ruolo di primo piano venga giocato proprio dagli pneumatici.

Lo “stato di salute” delle gomme è importante – anzi: essenziale – tutto l’anno; ma lo è ancora di più in estate, visto che per molti automobilisti si avvicina l’ora della partenza per le vacanze (anche se la raccomandazione vale anche per quelli che rimangono a casa: meglio un’occhiata in più alle gomme della propria auto).

A questo proposito, Nokian – produttore finlandese specializzato nello sviluppo e nella produzione di gommature per auto, truck & bus, veicoli industriali, automezzi pesanti, e che include anche la catena Vianor, specializzata nella manutenzione dei veicoli e nei servizi legati agli pneumatici – avverte gli automobilisti come i danni alle gomme possano verificarsi “In qualsiasi periodo dell’anno, ma di solito sono più frequenti durante la stagione delle vacanze estive. Le persone di solito guidano su distanze più lunghe in estate, e c’è una maggiore incidenza di lavori stradali in corso. In primavera e in autunno, il gelo che si alza danneggia le superfici stradali. Le cattive condizioni stradali possono aumentare il rischio di foratura”.

Questo, indicano i tecnici del Gruppo finlandese, in quanto “Le forature sono il genere più comune di danni agli pneumatici. Il rischio non si applica solo a pneumatici usurati. Anche gli pneumatici nuovi possono incorrere in forature conseguenti all’impatto con oggetti affilati che si conficcano all’interno della scanalatura e spingono attraverso il ‘belt package’. La bassa pressione degli pneumatici causa spesso danni ai fianchi quando lo pneumatico subisce un impatto”.

Fermo restando il fatto che, in estate come in inverno, in primavera ed in autunno, è sempre bene tenere sott’occhio la pressione degli pneumatici, che deve essere quella corretta (fa fede, in questo senso, ciò che viene riportato nel libretto di uso e manutenzione del veicolo), la bassa pressione dello pneumatico aumenta anche il rischio di danni laterali. Per esempio, quando si guida con pneumatici con bassa pressione su un cordolo, lo pneumatico può facilmente colpire il cerchio, rompendo il fianco.

Martin Dražík, Product manager di Nokian Tyres, raccomanda inoltre a tutti gli automobilisti di porre molta attenzione alle condizioni della strada: è importante imparare a “leggerle”, ovvero interpretarle sulla scorta dell’ambiente esterno: “Si dovrebbe porre particolarmente attenzione quando si guida in zone in costruzione: ci si può imbattere in pezzi taglienti di pietra schiacciata che può facilmente causare forature. In particolare a temperature umide, i pezzi di roccia affilata possono tagliare lo pneumatico come un coltello caldo nel burro e penetrare i nastri d’acciaio”.

Del resto, che le forature – nonostante il progredire delle tecniche di mescola degli pneumatici – non siano “straordinarie” nei quotidiani tragitti degli automobilisti, lo rivela una recente indagine Nokian Tyres, affidata all’agenzia Ipsos fra gli utenti europei: in un arco temporale di cinque anni, l’indagine ha messo in luce che circa il 40% degli automobilisti in quasi tutti i Paesi monitorati hanno visto il verificarsi della foratura di uno pneumatico alla loro auto una o due volte. Le forature di pneumatici sono meno comuni in Germania, dove il 69% degli automobilisti non è incorso in forature negli ultimi cinque anni.

Da qui, una ovvia conclusione: non è possibile evitare del tutto le forature. Si può, tuttavia, prevenire e minimizzare eventuali rischi. A questo viene in aiuto la tecnica (Nokian ricorda, ad esempio, che l’adozione della fibra aramidica – tecnologia “Aramid Sidewall” con garanzia Aramid di copertura a tutti i danni accidentali occorsi ai fianchi degli pneumatici danneggiati e fornisce un prodotto nuovo e corrispondente a quello danneggiato in cambio – per rinforzare il fianco delle gomme dei SUV offre uno strumento in più); ma anche l’esperienza ed un minimo di buon senso, due “accessori indispensabili” che non devono mai mancare nel corredo di bordo di ogni automobilista.

A prevenire le forature, oltre al controllo della giusta pressione di gonfiaggio (“Se la pressione è ad esempio del 20% più bassa, la durata dello pneumatico si accorcia del 50%. Quindi con un effetto significativo. Generalmente, la pressione degli pneumatici deve essere di circa 0,2-0,3 bar più alta negli pneumatici invernali rispetto a quelli estivi. Si dovrebbe anche aumentare la pressione quando l’auto è molto carica. Se la pressione non viene aumentata, il fianco dello pneumatico inizierà a curvarsi verso l’esterno, rendendolo più soggetto a danni”, suggeriscono gli esperti Nokian) viene, ad esempio, in aiuto il sistema TMPS-Tyre Pressure Monitoring System, a bordo di tutti gli autoveicoli di nuova omologazione.

Da non sottovalutare, poi, l’importanza del mantenimento della distanza di sicurezza dai veicoli che precedono e da quelli che seguono: nel caso – malaugurato – in cui uno pneumatico si afflosci all’improvviso, o addirittura scoppi, questo suggerimento assume un ruolo salvavita. E però, la stessa ricerca Ipsos per Nokian Tyres, se da un lato evidenzia come in media soltanto il 36% degli automobilisti in Germania (con risultati simili in altri Paesi europei come Polonia, Repubblica Ceca, Francia e Italia) abbia dichiarato di procedere con regolarità al controllo della pressione degli pneumatici alla propria vettura (e solo poco più di un quarto degli automobilisti europei si ricordi di controllare la pressione degli pneumatici prima di affrontare un viaggio più lungo), allo stesso modo non tutti gli utenti intervistati nell’inchiesta hanno risposto di rispettare la basilare raccomandazione del mantenimento della distanza di sicurezza.

Last but not least, ecco cosa fare in caso di foratura: nel caso in cui la manovrabilità dell’autovettura diventi instabile, la causa principale è, appunto, il danno alla gomma. Non c’è che una soluzione: fermarsi in un luogo sicuro alpiù presto possibile, e provvedere alla sostituzione dello pneumatico forato. Se le condizioni di traffico sono particolarmente difficili, una buona idea sarebbe di chiamare l’assistenza stradale. Altrimenti, bisogna armarsi di santa pazienza e cambiare la ruota (a proposito: “occhio” alla ruota di scorta, che non è una zavorra utile a bilanciare i pesi del veicolo: anch’essa fa parte della vettura, dunque deve sempre essere controllata nella pressione di gonfiaggio – meglio se un po’ più elevata, poiché la si utilizza più di rado -, e “visivamente” a posto, vale a dire senza indurimenti alla carcassa né al battistrada, né tantomeno “sospette” screpolature). Oppure, per le vetture che siano provviste del kit di riparazione, una buona idea è quella di impratichirsi, “allenandosi”, sul suo utilizzo: in caso di necessità, è tanto di guadagnato. Non si è menzionato sul controllo dei “ferri” da tenere a bordo (triangolo di segnalazione, giubbino riflettente, cric, chiave per dadi e/o bulloni, un cuneo di sicurezza da mettere dietro ad una delle ruote nel lato opposto a quella da sostituire o da riparare): è “buona norma” sapere che devono sempre trovarsi a portata di mano.

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