Renault Clio Cup: la prima volta di Motori.it

Il Direttore Gaetano Cesarano in pista con i piloti della Clio Cup per sperimentare in prima persona l’adrenalina della pista.

Quando si ha una Renault Clio R.S. 18 in redazione, con quella livrea che richiama in maniera inequivocabile la monoposto di Formula 1, viene voglia di scatenarsi in pista, di provare il brivido di correre in un circuito insieme a piloti veri. Ed in effetti, la Casa della Losanga rende possibile questa esperienza grazie ad un monomarca tanto apprezzato quanto competitivo, denominato Clio Cup, nel quale c’è un piccolo campionato a parte, chiamato a sua volta Press League, dove provano a cimentarsi tra i cordoli anche i giornalisti.

Per questo, il nostro Direttore, Gaetano Cesarano, ha avuto la possibilità nello scorso weekend di vivere in prima persona l’esperienza da pilota sul tracciato di Vallelunga. La vita da tester ci porta in diverse località per scoprire le novità del mercato, ma anche quando si guidano vetture sportive non si ha l’esatta percezione di come queste possano cambiare quando indossano l’abito da corsa.

Nel caso della Clio R.S. è la stessa cosa, perché se la R.S. 18 è senza dubbio un’auto per intenditori, capace di girare in circuito senza il minimo tentennamento, la Clio Cup porta il driver direttamente nell’universo delle competizioni. Merito del cambio Sadev ad innesti frontali elettroattuato a 6 rapporti, del differenziale anteriore, di un impianto frenante da corsa privo di ABS e di un assetto ancora più estremo. La gabbia metallica del roll-bar, l’assenza dei pannelli fonoassorbenti e la presenza delle gomme slick completano il quadro. Esternamente, invece, le due auto sono simili grazie alla livrea giallo-nera, ma non può sfuggire all’occhio attento l’alettone maggiorato della variante da gara, così come il camber negativo delle ruote posteriori.

Insomma, la Clio R.S. 18 è un’ottima base per un’auto da gara e il nostro Direttore ha potuto scoprirlo nei chilometri che conducono al circuito romano. La precisione dello sterzo, il suono coinvolgente degli scarichi Akrapovic, e quell’assetto rigido ma rigoroso nel mantenere la traiettoria sono validi indizi della bontà del progetto. Qualità che ha ritrovato amplificate già dalle prove libere del sabato. Magari l’assenza dell’aria condizionata può segnare un punto a sfavore della vettura da gara, ma quando si ha a che fare con un tracciato come quello di Valleunga non si ha tempo di pensare a certi particolari.

La tensione era palpabile, almeno all’inizio: non è semplice smettere i panni da giornalista e indossare quelli da pilota, soprattutto con le temperature estive. Operazioni come quella di posizionare al meglio il collare Hans, non sono così agevoli, così come calarsi nell’auto dopo aver fatto un limbo tra i tubi del roll-bar. Poi, c’è la sfida dello stacco della frizione e la sensazione scomoda di trovarsi nel mucchio selvaggio dopo poche curve, anche nelle prove libere.

Nell’approccio alla competizione il “capitano” di Motori.it ha preso le misure con la vettura e con la pista, per cui il primo quarto d’ora, quello dedicato alle prove libere, è stato per lo più d’apprendistato. Poi, nelle qualifiche, i tempi sono scesi in maniera importante: segno di un continuo miglioramento dovuto ad una confidenza crescente.

Ma il giorno più adrenalinico è stato senza dubbio quello della gara, così la domenica ha riservato al nostro Direttore l’impegno maggiore. Partito con circospezione è riuscito a recuperare posizioni importanti fino a maturare la 17esima assoluta in Gara 2, nonostante la presenza della safety car che ha smorzato il ritmo della corsa. Un ottimo debutto, nel quale è riuscito ad inserirsi nel combattuto gruppo di centro classifica transitando sotto la bandiera a scacchi: un particolare che per un debuttante non è mai scontato.

Felice dell’esperienza, che lascia dentro un ricordo indelebile, è poi tornato a vestire i panni di uomo di redazione, e per lasciare il circuito ha ritrovato la Clio R.S. 18, ma non l’ha mai guidata in modalità automatica, perché ormai il contagio era avvenuto. Così, con i paddle tra le mani ci ha confessato che vorrebbe rivivere l’esperienza quanto prima, segno del grande lavoro di Renault nel riuscire a portare in pista l’uomo abituato a guidare su strada e di traslare sulla vetture da strada l’essenza dei modelli da corsa.

Renault Clio Cup 2018: il weekend a Vallelunga Vedi tutte le immagini
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