Auto a guida automatica: si parte anche in Italia

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti autorizza le sperimentazioni di veicoli “self driving” e definisce le “smart road”. Ecco quanto indicato nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Anche l’Italia apre alle sperimentazioni su strada dei veicoli a guida automatica: un livello di tecnologia da tempo sotto i riflettori dei big player del comparto automotive e che, nelle scorse settimane, aveva suscitato nuova eco in tutto il mondo in seguito all’investimento, e all’uccisione, di una ciclista 49enne avvenuto a Temple (Florida), da parte di un’auto a guida autonoma della flotta Uber. La quale, dal canto suo, seppure una prima ricostruzione delle sequenze filmate dalle telecamere di bordo avrebbe messo in evidenza che il conducente potrebbe non avere alcuna colpa, aveva subito comunicato di avere sospeso i test di veicoli “intelligenti” su strada.

L’attualità delle sperimentazioni di veicoli “self-driving” si divide, dunque, in due: oltreoceano c’è un momentaneo stop; in Italia, invece, qualcosa si muove. A definire una prima ufficializzazione dei test su strada è un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, previsto dalla Legge di Bilancio 2018 e alla vigilia dello scorso weekend pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il testo del decreto (consultabile a questo link), nel quale di fatto si autorizzano le sperimentazioni su strada per i veicoli a guida autonoma e si pongono le basi per la definizione di “smart road” (fra lecondizioni essenziali per il pieno funzionamento dei veicoli “self-driving”), dispone di un allegato tecnico che descrive le specifiche tecniche alle quali le infrastrutture TEN-T (Trans-European Networks-Transport) dovranno adeguarsi, insieme alla rete delle autodstrade e delle strade statali, entro il 2025 come prima fase del programma (più avanti, il piano si estenderà all’intera rete del Sistema Nazionale integrato dei trasporti, sulla scorta delle indicazioni contenute nell’allegato al Def 2017 “Connettere l’Italia”). Entro il 2030 nuove funzioni diverranno operative: si tratta dei sistemi di controllo della deviazione dei flussi di traffico, della gestione delle velocità medie utili ad evitare congestionamenti stradali, controllo dinamico dei servizi di accesso, dei parcheggi e dei rifornimenti (anche riguardo ai veicoli a propulsione elettrica ed elettrificata) e ausili sulle traiettorie.

Relativamente all’avvio delle sperimentazioni su strada di veicoli a guida autonoma, il decreto ministeriale specifica che “La sperimentazione sulle strade pubbliche di veicoli a guida automatica… può essere  chiesta, singolarmente o in maniera congiunta, dal costruttore del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida  automatica, nonché dagli istituti universitari e dagli enti pubblici e privati di ricerca  che conducono sperimentazioni su veicoli equipaggiati con le tecnologie di automazione della guida”. È chiara, in questo senso, la finalità “di studio” del decreto, peraltro ribadita (art. 9, comma 3) laddove si specifica che “L’autorizzazione  può essere rilasciata con riferimento unicamente a veicoli che siano già stati omologati, nella versione priva delle tecnologie di guida automatica, secondo la normativa vigente”.

Per “veicolo a guida automatica”, il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale ne definisce le caratteristiche: è un veicolo “Dotato di tecnologie capaci di adottare e attuare comportamenti di guida senza l’intervento attivo del guidatore, in determinati ambiti stradali e condizioni esterne”. Non è, peraltro, considerato veicolo a guida automatica “Un veicolo omologato per la circolazione sulle strade pubbliche italiane secondo le regole vigenti e dotato di uno o più sistemi di assistenza alla guida, che vengono attivati da un guidatore al solo scopo di attuare comportamenti di guida da egli stesso decisi e che comunque necessitano di una continua partecipazione attiva da parte del conducente alla attività di guida”. Gli attuali dispositivi di ausilio alla guida non rientrerebbero, perciò, nel novero dei sistemi che concorrono a rendere le tecnologie di guida di un veicolo dei più recenti come “automatiche”.

Essenziale, inoltre, ai fini della piena rispondenza del veicolo “self-driving” alle sperimentazioni autorizzate dal Ministero, la presenza a bordo di un conducente umano, che il decreto individua attraverso la definizione di “supervisore”. L’art. 10 specifica, a questo proposito, che “La conduzione su strada del  veicolo  automatizzato durante la sperimentazione viene effettuata  da  un supervisore che possiede da almeno cinque anni la patente di guida per la classe del veicolo in prova, ha superato con successo un corso di guida sicura o un corso specifico per sperimentatori di veicoli a guida automatica presso un ente accreditato in uno dei Paesi dell’Unione europea, ha condotto prove su veicoli a guida automatica in sede  protetta o su strada pubblica, anche all’estero, purché in uno Stato in cui la sperimentazione dei veicoli a guida automatica è regolamentata, per una percorrenza di almeno mille chilometri e possiede le  conoscenze necessarie, adeguatamente documentate, per prendere parte alle prove in veste di supervisore”. L’apprto “umano” a bordo servirà a “Commutare tepestivamente fra operatività del veicolo in modo automatico e operatività dello stesso in modo manuale, e viceversa. Il supervisore ha la responsabilità del veicolo in entrambe le modalità operative”.

Quanto disposto dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aiuta, quindi, a comprendere che le sperimentazioni inizieranno in maniera graduale, sempre in seguito a specifiche autorizzazioni ministeriali e dopo le relative istruttorie. Obiettivo principale è, infatti, la garanzia che i test si svolgano in condizioni di assoluta sicurezza. È sbagliato, perciò, pensare che le nostre strade vengano già “invase” da nugoli di autoveicoli che guidano da soli. Ciò potrebbe magari avverarsi, in un’ottica a lungo termine, tuttavia soltanto una volta che i sistemi “smart road” (quelli, cioè, in grado di dialogare con gli utenti a bordo dei veicoli per fornire informazioni sul traffico, condizioni delle strade e meteo, comunicazioni relative ad incidenti, “blocchi” ed improvvise deviazioni) entrino nella piena operatività.

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