Nel regno di Citroen e DS Racing

A Satory siamo entrati nei luoghi dove prendono vita le vittorie di Citroen nei Rally e di DS in Formula E.

Non capita tutti i giorni di essere invitati da un costruttore automobilistico presso un centro nevralgico del motorsport, luogo solitamente segreto, poco aperto al mondo esterno per questioni di spionaggio e nascosto agli occhi indiscreti della stampa. A regalarci un’esperienza unica è stato il Gruppo PSA, che in due giorni separati ci ha portato in visita guidata presso le mura dell’impianto che si trova a Satory, un quartiere di Versailles, in Francia.

Un vero “paese dei Balocchi”, sia per un addetto ai lavori che per un appassionato di competizioni automobilistiche, in cui Peugeot, Citroen e Ds ci hanno consentito di esplorare i retroscena di una cultura sportiva che spazia dall’asfalto della pista a quello delle strade che ospitano i Rally, fino alla sabbia e al clima rovente della Dakar. Un centro in cui la storia di motori e modelli che hanno sfidato la velocità e i vecchi primati va di pari passo con la ricerca e lo sviluppo, senza mai tralasciare il presente, in cui PSA risulta vittorioso in ogni categoria, dal Turismo alla Dakar, dai Rally Mondiali, Europei, Nazionali al famoso Campionato FIA di Formula E.

Abbiamo poi avuto il privilegio di trascorrere una giornata con Pierre Budar, da poco nominato Responsabile di Citroen Motorsport, che pranzando con noi ci ha svelato i particolari della partecipazione al WRC, dei curiosi aneddoti sul tanto lavoro fatto di preparazione e per finire sull’impegno quotidiano dei piloti, fatto di allenamenti, ore al simulatore e test. Poi sull’impegno di Citroen nel WRC, Budar ha così dichiarato: “abbiamo cominciato l’avventura nel mondiale rally nel 2017, con un piano che prevedeva dai 3 ai 5 anni. Quindi almeno fino al 2019 scenderemo in strada, ma è molto probabile che ci vedrete addirittura fino al 2021”. A vedere con i nostri occhi l’impegno profuso da chi lavora in PSA Motorsport, il 2021 sembra una data fin troppo vicina, ma è chiaro che nel mondo dell’automobile e soprattutto del motorsport tutto può cambiare da un momento all’altro. Quando ci si trova a Satory, è impensabile immaginare il motorsport senza un marchio del Gruppo francese, soprattutto se, ascoltando Budar, si ripensa ad esempio alle ambizioni di Citroen nei Rally: “raggiungere e magari superare la boa delle cento vittorie nel WRC. Sarebbe un’impresa notevole, una prova della nostra longevità ai livelli più alti, dal primo successo del 1999 in Catalogna, ad opera del compianto Philippe Bugalski sulla Citroën Xsara Kit-Car. Alla luce degli insegnamenti del 2017 e del lavoro fatto durante l’inverno, possiamo legittimamente sperare di conquistare i due trofei che mancano per arrivare al risultato sperato e salire sul podio, mentre Kris Meeke ha il potenziale per fare bene in campionato”.

Dai Rally alla pista, dalle auto alle monoposto, a Satory tutto è possibile, così nel secondo giorno di visita ci dedichiamo solamente a DS e alla Formula E. La particolarità della giornata prevede non solo di guardare da vicino, ma anche di “toccare con mani proprie” la monoposto che correrà il Campionato nel 2019. Entriamo in un box “segreto” al mondo esterno, a darci il benvenuto è il Responsabile del progetto DS Formula E, che prima alza i veli alla nuova monoposto, poi ci porta in una stanza in cui un solo meccanico si prende cura di lei, priva di scocca. La nostra attenzione però è ferma ancora a qualche minuto prima, folgorata dalle linee e dall’aerodinamica di un design molto diverso dalla configurazione 2018, con un look cattivo, estremo, un po’ Batmobile, un po’ caccia militare. Wow!….è stata l’esclamazione più frequente di quell’istante. Poi ci soffermiamo a scrutarla sotto veste e notiamo che la sua batteria verrà fornita dalla McLaren (fino ad ora compito della Williams) e servirà a coprire tutta la gara (altra novità del prossimo anno). Sarà una monoposto leggermente più pesante, ma sicuramente più veloce, poiché riceverà in dotazione un incremento di potenza di 50 Kw, portando la potenza massima a circa 340 CV.

Quando pensavamo che le sorprese fossero finite, la nostra “guida speciale” ci conduce nella stanza del Simulatore, la stessa dove i piloti del Team DS Virgin il giorno prima si erano allenati 4 ore ciascuno sul nuovo tracciato di Roma, dove la Formula E correrà questa settimana. Ci dicono che possiamo provarlo, poi ci raccontano che la simulazione è molto veritiera, discostandosi solo di pochi decimi dal giro più veloce non virtuale. Non ce lo facciamo dire due volte: ci caliamo nell’abitacolo del simulatore, identico per misure e seduta a quello della monoposto: ci facciamo allacciare le cinture ben strette, per essere un tutt’uno con l’abitacolo, che simula realmente vibrazioni, accelerazioni, decelerazioni e frenate. Stessa cosa per la forza che bisogna imprimere sul pedale dell’acceleratore e del freno, per non parlare del volante, lo stesso che i piloti utilizzano nei weekend di gara. Due giorni che non dimenticheremo mai, è stata un’esperienza unica, così come è stato sensazionale provare il privilegio di essere tra i pochi al mondo ad aver guidato sul circuito cittadino di Roma.

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