Guida autonoma: via libera ai test anche in Italia

Grazie all’approvazione del decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, inizia il processo di ammodernamento delle strade italiane e arriva l’ok alla sperimentazione della guida autonoma.

All’estero hanno già cominciato la sperimentazione da un po’ di tempo ed è un argomento già sensibile e chiacchierato. Adesso, la guida autonoma diventa (quasi) realtà anche in Italia, in quanto è arrivato il via libera alla sperimentazione sulle nostre strade. L’ufficialità arriva grazie al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, che ha firmato il decreto che avvia la sperimentazione delle smart road e delle prove per la guida autonoma. Il decreto attuativo era previsto dalla legge di Bilancio con la legge 205/2010 art.1 comma 72, che aveva preventivato per le infrastrutture stradali smart un investimento di un milione di euro ogni anno per il biennio 2018/2019.

Oggi si vedono parzialmente i frutti degli investimenti effettuati in questi anni, con infrastrutture più moderne e in grado di mettere in comunicazione i veicoli intelligenti tra loro, ma il lavoro di ammodernamento non è ancora terminato, anzi è solo agli inizi. Le Smart Road permetteranno di realizzare con sicurezza la guida autonoma e la circolazione di automobili con i più avanzati livelli di assistenza automatica alla guida. Le strade intelligenti d’Italia, dove partirà la sperimentazione della guida autonoma, sono: il nuovo ramo della A3 Salerno Reggio Calabriail Grande Raccordo Anulare di Roma, poi successivamente tutta la rete, dalle strade maggiori alle minori.

Per rendere sicure e smart le nostre strade, esse saranno dotati di connessione con hotspot Wi-Fi per la connessione degli apparecchi dei cittadini, per i rilevamenti del traffico e le condizioni meteo. Poi saranno installati sistemi di comunicazione di dati con un elevato bit-rate, capaci di interloquire con i veicoli smart e connessi. Per realizzazione di queste opere, i costi dei lavori sulla rete saranno a carico del concessionario o gestore della strada, fra le quali non mancano Anas e Ferrovie dello Stato.

Successivamente ci saranno altri interventi, infatti entro il 2025 si lavorerà sulle infrastrutture appartenenti alla rete TEN-T (Trans European Network  Transport) e, sempre, su tutta la rete autostradale. Entro il 2030 saranno attivati inoltre ulteriori servizi di deviazione dei flussi, in caso di incidenti/ostruzioni gravi; di intervento sulle velocità medie, per evitare o risolvere congestioni; di suggerimento di traiettorie e corsie; di gestione dinamica degli accessi, nonché di gestione dei parcheggi e del rifornimento (con particolare riferimento alla ricarica elettrica).

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