Porta o copri-targa? La Polizia ha scoperto il trucco

Un importatore napoletano aveva acquistato in Cina centinaia di copritarga illegali, fatti per eludere le telecamere. Ma la polizia lo ha scoperto

Un importatore napoletano aveva acquistato in Cina centinaia di copritarga illegali, fatti per eludere le telecamere. Ma la polizia lo ha scoperto

L’idea era stata applicata anche nel film del 1958 “I soliti ignoti”: un’automobile rubata era stata dotata di un meccanismo che voltava temporaneamente la targa rendendola illeggibile.

Oggi, 52 anni più tardi, la polizia di Ciampino, vicino a Roma, ha individuato una serie di meccanismi che, grazie a tecnologie più evolute rispetto a quelle anni ’50, celavano la targa attraverso un telecomando posizionato nell’abitacolo. Per i meno disonesti, lo scopo era molto semplice: evitare di farsi riconoscere durante il passaggio davanti ad autovelox o a telecamere a protezione delle zone a traffico limitato o del Telepass. Per i più disonesti, invece, il marchingegno poteva avere uno scopo ben più grave, magari per non farsi scoprire dopo aver commesso un reato.

Il materiale sequestrato era composto da un semplice porta targa con un piccolo apparecchio elettronico in grado di azionare la “calata” di una copertura in plastica nera in grado di occultare i dati numerici del veicolo. Era poi presente un vero e proprio kit di istruzioni per montaggio e utilizzo. Di fabbricazione cinese – e importazione napoletana – i “nascondi targa” anti-telecamera stavano per invadere il mercato italiano al prezzo di 220 euro l’uno: un affarone per il rivenditore, visto che in Oriente erano stati comprati a meno di 5 euro.

Molti pensano che tale marchingegno sia solo una furbata per eludere i controlli. Ma le autorità hanno sottolineato che chi viene trovato in possesso di tale meccanismo è sottoposto a misure molto dure come il fermo del veicolo per 3 mesi, una sanzione amministrativa e un procedimento penale per “falsità materiale commessa in certificati o autorizzazioni amministrative” come disposto dagli artt. 100, comma XIV del Cds, e 477- 482 del codice penale.

 

 

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