Autovelox irregolari a Firenze: pioggia di ricorsi?

Gli autovelox di Firenze sarebbero irregolari. Lo sostiene l’ADUC, che invita i cittadini a fare ricorso

Gli autovelox di Firenze sarebbero irregolari. Lo sostiene l’ADUC, che invita i cittadini a fare ricorso

Gli autovelox di Firenze sarebbero quasi tutti irregolari, pertanto i cittadini sarebbero invitati a presentare ricorso per eventuali multe contestate con questi dispositivi di rilevamento. Il chiaro invito proviene direttamente dall’ADUC, l’associazione per i diritti dei consumatori, che ha definitivamente lanciato il guanto di sfida all’amministrazione comunale fiorentina.

Il tutto nasce dalla constatazione, da parte dell’ADUC, del posizionamento irregolare delle famose macchinette spara-multe per le vie del comune toscano, un errore per cui l’associazione si aspettava l’intervento del sindaco Matteo Rienzi, una risposta che però non è mai arrivata, con la conseguente decisione di passare ai fatti invitando espressamente gli automobilisti a contestare le eventuali multe

“Fino a qualche giorno fa avevamo invitato alla cautela, perché l’errore dell’amministrazione comunale nel posizionare gli autovelox ci pareva talmente grossolano da meritare eventuali puntualizzazioni”. A causa della particolare classificazione delle strade nel contesto dell’attuale piano del traffico, possono essere considerate legittime solo le multe prodotte da autovelox alla presenza di accertatori. Ne consegue che tutte quelle prodotte da cosiddetti ‘autovelox a distanza’, ovvero senza vigili accertatori, sono da considerarsi nulle.

In particolare, sono considerate regolari (multe valide) le postazioni di viale XI Agosto, viadotto all’Indiano e viale Marco Polo. Sono invece irregolari (multe annullabili) tutte le altre, comprese quelle dei viali Etruria, Gramsci, Matteotti e Lavagnini.

Parole d’accusa verso Palazzo Vecchio, alle quali non sono mancate le immediate repliche dei diretti interessati, in particolare del comandante dei vigili urbani fiorentini, Massimo Ancillotti, che ha spiegato: “Come noto l’art. 4 del d.l. 20/06/2002 n. 121 prevede che le postazioni di controllo a distanza della velocità possono essere installate oltre che sulle autostrade e strade urbane principali, anche su singoli tratti delle strade di tipologia strade extraurbane secondarie e strade urbane di scorrimento individuate con apposito decreto del prefetto“. 

Una lunga e articolata risposta che si inserisce in un dibattito destinato a proseguire probabilmente a suo di comunicati da entrambe le parti. ADUC intanto, sembra interessata a passare ai fatti, ricordando ai cittadini che il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla ricezione della notifica, rilasciando tutte le informazioni necessarie sul proprio sito o al numero 055.290606.

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