Marchionne: perplessità sull’auto elettrica

Lectio magistralis dell’AD FCA in occasione della laurea honoris causa in Ingegneria meccatronica all’Università di Trento: affrontati i temi della mobilità a zero emissioni, della guida autonoma, e dello scorporo Magneti Marelli ed Alfa-Maserati.

Le auto elettriche e le questioni legate alla guida autonoma, due delle tecnologie di enorme impatto mediatico e industriale per le quali non si può nemmeno più parlare di “futuro”, quanto di “presente in continuo divenire”. E le strategie aziendali in programma a breve termine. Sono questi, i temi sullo sviluppo dell’automotive engineering affrontati dall’amministratore delegato FCA Sergio Marchionne nell’aula magna del polo universitario di Rovereto: il numero uno dell’”asse Torino-Detroit” ha ricevuto la laurea honoris causa in Ingegneria meccatronica dall’Università di Trento.

In occasione della consegna del titolo, Marchionne ha tenuto una lectio magistralis sui temi di maggiore rilievo nell’attuale ambito automobilistico.

Riguardo alle decisioni aziendali nell’immediato futuro, l’AD FCA ha tenuto ad allontanare qualsiasi ipotesi sullo spin-off di Magneti Marelli per quest’anno: lo scorporo sarà eventualmente discusso dal Consiglio d’amministrazione nel 2018: “Marelli possiede un enorme ruolo da giocare, per questo ne discuteremo in Consiglio”. Contestualmente, sembra allontanarsi un futuro scorporo di Alfa Romeo e Maserati: non sarebbe in programma nemmeno nel piano industriale 2018-2022.

Altro tema caldo della giornata di Marchionne all’Università di Trento, la questione dell’auto elettrica: fra i big player, FCA viene indicata da più parti come uno dei pochi rimasti a non avere assi nella manica. In realtà, il progetto a zero emissioni è un argomento sul quale FCA lavora, ma non possiederebbe carattere di assoluta priorità. In estrema sintesi: per il numero uno di Fiat-Chrysler Automobiles, l’auto elettrica non rappresenterebbe la soluzione ottimale per la mobilità del futuro.

“Attualmente siamo nella fase di studio su tutte le tecnologie possibili relative alla propulsione a zero emissioni; ma occorre ragionare su alcune questioni primarie. La Fiat 500 elettrica, ad esempio, ha debuttato cinque anni fa negli USA; per ogni esemplare venduto perdiamo 20.000 dollari: al momento è impensabile una sua diffusione su larga scala”.

Che l’auto elettrica, come indica Sergio Marchionne, sia “un’arma a doppio taglio”, lo dimostrerebbe – relativamente al reperimento delle fonti energetiche – proprio la modalità con la quale l’energia elettrica viene prodotta: “Le emissioni dell’auto elettrica nel caso della produzione di energia da combustibili fossili, sono equivalenti a quelle di altri tipi di autoveicoli. È essenziale tenere conto dell’intero ciclo di vita dell’autovettura, prima di poter dire di essere sicuri che l’auto 100% elettrica sia la soluzione ottimale per il futuro”.

Riguardo alla tecnologia di guida autonoma, Marchionne indica che l’approccio migliore sia “A metà strada” fra un tipo di sviluppo progressivo, e che si snoda su cinque step evolutivi; e uno, più “rivoluzionario”, che punta da subito alla progettazione di una metodologia totalmente autonoma.

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