Bere più acqua per la sicurezza di marcia: lo studio Nissan sulla idratazione

Anche chi non assume un corretto quantitativo di acqua è potenzialmente in pericolo: lo evidenziano specifici studi clinici. Da Nissan un prototipo di rivestimento che cambia colore se il conducente ha necessità di bere di più.

Chi beve, guida meglio. Attenzione: questo non è un invito… ad alzare il gomito: bando all’alcool quando ci si trova al volante di qualsiasi veicolo. Sotto i riflettori, c’è la pura e semplice acqua, e si tratta di un argomento che richiede la giusta attenzione. Una corretta idratazione del corpo umano aiuta a mantenere i riflessi maggiormente attivi, dunque dà al conducente un valido contributo nelpronto azionamento di sterzo e freni nel caso si debba intervenire in situazioni improvvise.

Per contro, una idratazione non corretta può favorire l’insorgere di errori durante la guida. Addirittura, secondo un recente studio clinico condotto in Gran Bretagna dalla Loughborough University dietro finanziamento da parte dello European Hydration Institute, ha permesso di mettere in luce una serie di risultati che, per i “profani”, hanno del clamoroso.

Nel dettaglio, rivela il rapporto relativamente al potenziale impatto della disidratazione sulla sicurezza stradale, i conducenti di un veicolo che avevano ingerito soltanto un sorso di acqua (corrispondente a 25 ml) ogni ora, commisero più del doppio degli errori in rapporto ai conducenti correttamente idratati. Tali errori sarebbero stati equiparabili, nel numero, a quelli riscontrati in soggetti il cui tasso alcolemico era dello 0,08% (attuale limite consentito in Gran Bretagna e, come si sa, ben superiore allo 0,05% in vigore in Italia e in altri Paesi UE). Gli errori più comuni, in questo senso, hanno riguardato il tardivo azionamento dei freni, la difficoltà a mantenere la propria traiettoria all’interno della corsia di marcia e, addirittura, l’invasione involontaria delle corsie adiacenti.

Di più: relativamente ai sintomi fisici, oltre due terzi dei conducenti non sarebbero stati in grado di  riconoscere i sintomi più comuni che si riscontrano nei casi di disidratazione: stanchezza, capogiro, mal di testa, bocca secca, riflessi rallentati.

La soluzione per ovviare a questi potenziali rischi è molto semplice: bere più acqua. In questo senso, già nel 2013 uno studio condotto dalla University of East London insieme alla University of Westminster aveva messo in rilievo come l’assunzione di mezzo litro di acqua prima di eseguire attività manuali aumenti del 14% la prontezza di riflessi. Ciò conferma, in estrema sintesi, uno dei consigli-base da sempre avanzati dai medici verso chi si accinga a mettersi alla guida di un veicolo: idratarsi gradualmente e costantemente. D’altro canto, il corpo umano contiene, all’incirca, il 72% di acqua nel tessuto non adiposo: è chiaro che una corretta idratazione (meglio con acque minerali) favorisce l’assimilazione dei “sali” da parte delle cellule.

La questione relativa al consumo di acqua assume, quindi, una notevole importanza nella guida di tutti i giorni. A questo si è recentemente interessata Nissan: sulla scorta di una analisi di mercato nella quale è stato messo in evidenza come una persona su sei ricorra sempre più spesso a tecnologie indossabili, i tecnici del marchio giapponese hanno preso ispirazione dai settori salute e benessere per lo sviluppo di possibili nuovi impieghi di materiali “smart” di nuova generazione da impiegare, in un prossimo futuro, nel comparto automotive.

Ad esempio, per il crossover-bestseller nella propria categoria Juke, Nissan ne ha integrato l’equipaggiamento, in collaborazione con il collettivo olandese di design Droog, mediante un inedito rivestimento tecnologico dotato di specifici sensori di traspirazione: è il prototipo “Soak”, che applicato sul volante e sui sedili anteriori di Nissan Juke permette di ottenere un semplice ed efficace sistema che segnala al conducente e al passeggero quando sia opportuno bere più acqua.

In sintesi, l’innovativo rivestimento “Soak” messo a punto da Nissan e Droog cambia colore nel momento in cui entra a contatto con il sudore traspirato dalle mani e dai vestiti del soggetto seduto in un determinato momento.  In caso di disidratazione, il “Soak” si colora in giallo, per passare successivamente al blu quando la persona si re-idrata.

Si tratta di un procedimento semplice e, ad una prima occhiata, utile: viene da chiedersi quando eswso entrerà a far parte delle dotazioni di bordo degli autoveicoli. Per il momento, il “Soak” di Nissan e Droog è destinato a restare nella fase di prototipazione. Tuttavia, questa iniziativa – mette in evidenza una nota comunicata in queste ore dai vertici del marchio giapponese – rappresenta in pieno un innovativo approccio, da parte di Nissan, nei confronti delle innovazioni e delle nuove tecnologie rivolte alla sicurezza su strada: l’attenzione all’idratazione di conducente e passeggeri potrebbe, un domani, arricchire gli equipaggiamenti già allestiti a bordo, e che per Nissan si condensano nella strategia “Nissan Intelligent Mobility”, fra i quali c’è l’Intelligent Around View Monitor con dispositivo che riconosce gli oggetti in movimento, l’avviso di angolo cieco e la funzione di allerta cambio corsia.

Nissan Soak, rivestimento anti-disidratazione: immagini ufficiali Vedi tutte le immagini
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