Tony Cairoli: un campione infinito, ma (quasi) sconosciuto

Tony Cairoli è alla caccia del suo nono titolo iridato nel campionato MXGP con 92 punti di vantaggio su Desalle. Il campione siciliano non ha finito di stupire e progetta un futuro ancora da protagonista.

Tony Cairoli. Questo è il nome di uno degli sportivi italiani più titolati e meno osannati della recente storia moderna. La sua specialità è correre in moto, ma nel Mondiale di Motocross, nel quale ha ottenuto ben 83 successi di tappa e otto titoli iridati. Si parla troppo poco di questo umile campione, che in questa stagione 2017 si sta togliendo dei sassolini dalle scarpe, dopo due annate negative, in cui troppo presto è stato etichettato come “vecchio” e “bollito”. Oggi il 31enne siciliano ha ritrovato lo smalto dei giorni migliori ed è lanciatissimo verso il suo nono titolo mondiale, specialmente dopo l’ultimo trionfo guadagnato in Repubblica Ceca. Quando mancano solamente sei GP al termine della stagione il campione di Messina ha 92 punti di vantaggio sul belga Clement Desalle, su 300 a disposizione; la strada per il titolo non è ancora conclusa ma con l’ultimo successo a Loket, il terzo consecutivo, è stata messa una seria ipoteca sulla vittoria finale.

Il ritiro è ancora lontano

Il primo pensiero va ovviamente a questa stagione, l’obiettivo primario è quello di tornare lassù davanti a tutti e vincere l’ennesimo titolo di MXGP. Ma Antonio, detto Tony, ha ancora grandi stimoli e ambizioni e punta i record che furono di Stefan Everts, cioè 101 vittorie e 10 titoli mondiali. Cairoli vuole batterlo e prendersi tutti i primati. Il 2015 e il 2016 sono stati due anni pieni di infortuni che potevano mettere a terra chiunque, ma lui non ha mai mollato e credendo in sé stesso è tornato in vetta, dove nessuno si aspettava che potesse tornare. Non è facile competere a 31 anni con ragazzi che hanno dai 10 ai 15 anni di meno. Il motocross è uno sport che non nobilita l’esperienza, ma privilegia invece la freschezza atletica, che il nativo di Patti ha fortunatamente ritrovato.

Come Valentino, ma non per la TV

Sono entrambi due tra i campioni più decorati dell’Italia a due ruote, entrambi hanno vinto il mondiale in più occasioni (9 volte Rossi, 8 Cairoli) e tutti e due combattono con avversari molto più giovani di loro. Le similitudini potrebbero continuare, ma ciò che li differenzia oggi è sicuramente la visibilità, che il Motocross non ha rispetto alla MotoGP. Nei palinsesti italiani questo sport è scomparso, i molti appassionati e i tanti tifosi di Cairoli sono costretti a seguire con distacco le vicende del loro beniamino, mentre la frustrazione è sempre più evidente (basti guardare le lamentele via social). Forse il ritorno alla vittoria nel mondiale potrebbe spingere gli addetti ai lavori a rimandare “in chiaro” uno sport adrenalinico come il MxGP, inoltre è un vero sacrilegio non poter omaggiare abbastanza un campione come Cairoli che riesce ancora a stupire, nonostante tutto e nonostante tutti.

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