Lexus: riflettori puntati sulla CT 200h al Salone di Parigi

Elevata qualità e tanta tecnologia per la futura compatta di lusso firmata Lexus. In arrivo a marzo 2011 nella sola variante ibrida

Elevata qualità e tanta tecnologia per la futura compatta di lusso firmata Lexus. In arrivo a marzo 2011 nella sola variante ibrida

Tecnologica e di qualità, ma con qualche rinuncia nella parte posteriore: queste le prime impressioni sulla Lexus CT 200h che abbiamo avuto al Mondial Automobile 2010. Evento nel quale i responsabili Lexus hanno confermato le scadenze annunciate: apertura ordinazioni a partire da ottobre e prime consegne previste tra la fine di febbraio e i primi di marzo.

Ancora top secret i prezzi, ma l’orientamento è per un listino composto da due o tre allestimenti con la versione d’accesso proposta a un prezzo poco inferiore ai 30.000 euro. Cosa ormai certa è invece che la gamma sarà composta soltanto dalla variante ibrida per enfatizzare il vantaggio di Lexus sulla concorrenza in questa tecnologia. Non sono previste al momento altre varianti di carrozzeria o configurazioni speciali, come la sportiva “F”.

Abitacolo premium per qualità  e finiture

Il primo approccio con la CT 200h è molto favorevole. L’abitacolo è ampio, i materiali di qualità elevata e le finiture curate nei dettagli come ci si attende da un modello della classe premium. La seduta, con regolazione elettrica e tre memorie, è pensata per il comfort, ma la conformazione avvolgente dello schienale indica un buon contenimento laterale pure nella guida sportiva.

L’impressione, comunque, è che il posto guida sia ben configurato per assicurare un viaggio piacevole e rilassato. Il cruscotto è tradizionale nell’apparenza. In realtà, i tre elementi circolari che lo compongono segnalano che si è al volante di un’auto “diversa” con la presenza di strumentazione insolita, come l’indicatore del “consumo” energetico delle batterie che si trasforma in contagiri scegliendo l’opzione di guida sportiva.

Comandi razionali e… un “mouse”

Che si tratti di un modello con tecnologia avanzata lo si percepisce pure dalla plancia ricca di pulsanti che, al primo impatto, tende a smarrire. In verità, la suddivisione dei comandi è molto razionale e sono sufficienti pochi istanti per orientarsi con certezza. A dimostrarlo è la consolle centrale che racchiude innumerevoli tasti, ma suddivisi con una logica a prova di errore: comandi per il climatizzatore in alto, quelli dell’impianto hi-fi al centro e il selettore per scegliere tra le quattro modalità di guida in basso.

Queste ultime, lo ricordiamo, sono EV (elettrica), Eco (ottimizza i consumi), Normal e Sport. A completare la consolle sono gli elementi di maggiore uso, giustamente posizionati nella fascia vicino al volante: il selettore del cambio E.CVT, il pulsante del freno a mano elettronico (come l’accensione) e, nella versione esposta, il joystick per comandare diverse funzioni della CT 200h, navigatore compreso. Il sistema, denominato Remote Touch, è ispirato al mouse del computer e studiato per la selezione intuita e rapida delle opzioni.

Dietro manca all’appello qualche centimetro

Le maggiori perplessità riguardano la parte posteriore, a cominciare dallo spazio riservato agli ospiti della seconda fila. Se i sedili hanno comfort da poltrona, lo spazio per le gambe non sembra eccelso, soprattutto se si supera il metro e ottanta di altezza. Più adeguati alla caratura del modello i centimetri disponibili in larghezza e altezza.

La presenza del sistema ibrido, e in particolare delle batterie, genera qualche rinuncia nel bagagliaio. Il vano di carico ha una capacità dichiarata (345 litri) in linea con la concorrenza, ma l’impressione è che la profondità sia scarsa e la praticità inferiore ai modelli “termici”. Qualche perplessità suscita pure il lunotto posteriore con altezza e larghezza ridotte (i montanti posteriori sono molto più grandi di quanto appare nelle fotografie).

L’impressione è che la visibilità posteriore ne possa risentire, sensazione che pare essere confermata dalla presenza di un tergilunotto “micro” e di ampi specchietti laterali. Insomma, il sistema di assistenza al parcheggio sembra altamente consigliato.

Solo ibrida a sfidare le diesel Bmw e Audi

Una nota merita la scelta di Lexus di optare esclusivamente sulla motorizzazione ibrida. Se a livello di marketing l’idea appare appropriata, in tema di vendite può essere penalizzante poiché il comparto delle compatte di classe premium è dominato da versioni diesel, dove tra, l’altro, le rivali Audi e Bmw eccellono.

Detto in altri termini, la CT 200h offre un “plus” in termine di immagine (l’ibrido è considerato tecnologico ed ecologico), ma non appare del tutto competitiva per economia. Il listino preannunciato sarebbe superiore, sia pur di poco, delle contendenti a gasolio di Serie 1 e Audi A3 e il risparmio dal distributore limitato. Possiamo ipotizzare consumi in linea con quelli della Prius, dalla quale la CT 200h eredita il sistema Hybrid Drive e il motore 1.8 VVT-i da 136 CV: 3,8 l/100 km. Un valore non troppo distante da quelli della Bmw 116d (4,5 l/100 km) e della A3 1.6 TDI CR (4,3 l/100 km, 3,9 nella versione “e”) che costano 3.000 euro in meno.

Certo, il divario si annulla considerando le versioni più potenti, quali la 318d da 143 CV e la A3 2.0 da 140 CV, ma resta il fatto che le tedesche hanno una gamma più ampia e accessibile.

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