Guida autonoma: siglato accordo di partnership fra Renault e Sanef

La tecnologia V2X permetterà agli autoveicoli una migliore comunicazione con le infrastrutture esterne. Nello specifico, una prima fase del progetto riguarderà il passaggio “intelligente” e in tutta autonomia della vettura ai caselli autostradali.

Una nuova frontiera di approccio alle tecnologie di guida autonoma, che oltre alla comunicazione fra veicoli si pone quale ulteriore step il “dialogo” fra autovettura e infrastrutture esterne: è quanto indica Renault, in queste ore, in una nota che rende noti i dettagli dell’accordo di collaborazione siglato fra il Gruppo Renault e Sanef, società che fa capo ad Albertis per la gestione della rete autostradale nelle regioni del nord e dell’est della Francia .

La partnership Renault – Sanef si basa sulle funzionalità della piattaforma multimediale V2X (Vehicle – to – Everything) che consente al singolo veicolo l’interfaccia con le altre vetture e con le infrastrutture (barriere, semafori, cantieri, centri di raccolta dati).

Nello specifico, l’agreement Renault – Sanef avrà, quale prima applicazione pratica, il pagamento automatizzato dei pedaggi autostradali: esattamente un anno fa, l’intervento congiunto della Marque à Losanges e del concessionario autostradale si era concretizato in un progetto-pilota per lo studio del comportamento “in autonomo” dei veicoli nelle fasi di avvicinamento alle barriere autostradali e alle aree operative connesse. La sperimentazione, condotta in Normandia lungo un tratto dell’autostrada A13, proeguirà nella fase di test fino alla metà del 2018.

“Siamo dell’avviso che l’implementazione della guida automa debba andare di pari passo con lo sviluppo delle infrastrutture esterne, per migliorare ulteriormente la sicurezza reciproca – spiegano Mathieu Lips e Edouard Fischer, rispettivamente responsabile per Renault dell’innovativo progetto congiunto e direttore della Divisione Tecnologie e Sistemi di Sanef.

Le modalità del progetto sono, nell’esecuzione pratica, piuttosto semplici: sulla scorta della filosofia “eyes off – hands off” che risiede alla base delle tecnologie di guida autonoma (e, di conseguenza, dei dispositivi di comunicazione veicolo – veicolo e veicolo – infrastrutture), l’autovettura che si avvicini alla barriera autostradale conoscerà “in anticipo” la corsia più agevole da seguire, dopo avere proceduto – in una frazione di secondo – all’elaborazione di alcuni dati essenziali al sistema: intensità del traffico e percorso effettuato su tutti.

Questa fase serve ad ottimizzare i tempi di percorrenza al casello, perché indica al veicolo quale direttrice imboccare. Il tutto, “ovviamente”, nel rispetto dei limiti di velocità. Lo stesso procedimento, con in più l’attivazione della funzionalità di attenzione al flusso dei veicoli, viene attuato all’uscita dalla barriera.

Il Gruppo Renault non è, al momento, l’unico big player del comparto automotive impegnato nello sviluppo della tecnologia V2X: nei giorni scorsi, Volkswagen aveva comunicato che, dal 2019, il V2X sarà implementato a bordo di alcuni modelli della propria lineup con l’adozione dello standard pWLAN (“publicWLAN”). Inizialmente, il progetto VW ne prevede l’attivazione per determinate funzionalità infotraffico, specialmente riguardo alle condizioni di intenso traffico.

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