Citroen: a Roma la storia della DS21 Cabriolet

Accanto alla nuova DS3 Cabriolet, il DS Store della Capitale ha ospitato una rappresentanza delle storiche “cabrio” allestite da Henri Chapron fra il 1961 e il 1971: cinque esemplari, ciascuno con il proprio allestimento e pedigrée. Comprese le “scoperte” di Aurelio De Laurentiis ed Ennio Morricone.

Storia e attualità in un accostamento di immagine che non è, e non vuole essere, un confronto: piuttosto, una testimonianza di come la tradizione di un marchio possieda, nel proprio “patrimonio genetico”, i medesimi atout che, a decenni di distanza, tornano a manifestarsi. È il caso di Citroen DS, la leggendaria berlina del Double Chevron prodotta in cira un milione e mezzo di esemplari dal 1955 al 1975.

Le corrispondenti versioni “en plein air” di Citroen DS (il cui allestimento si deve ad Henri Chapron, storico carrozziere di Neuilly-sur-Seine, e successivamente di Levallois-Perret, che iniziò la prorpia attività nel 1919 e il cui nome è indissolubilmente legato alla produzione Citroen) hanno fatto da corollario, nelle scorse ore, alla presentazione romana di DS3 Cabriolet. Per l’occasione, al DS Store di Roma il pubblico ha potuto ammirare una DS19 Décapotable del 1964, una DS21 Cabriolet del 1966, due analoghi esemplari datati 1968, e una DS21 iniezione elettronica, prodotta nel 1971.

Nel dettaglio, la DS cabriolet più “anziana” del gruppo esposto a Roma, la DS19 Décapotable del 1964, appartiene ad Aurelio De Laurentiis: vestita con una livrea in azzurro ed interni color crema, è una delle prime DS19 a cambio meccanico (fra le caratteristiche tecniche di rilievo che si ricordano di Citroen DS, l’adozione del cambio semi-automatico).

Proseguendo, in linea temporale, con gli esemplari via via più recenti, il DS Store di Roma ha ospitato una DS21 Cabriolet del 1966, anch’essa equipaggiata con il cambio meccanico a quattro rapporti. Verniciata nell’elegante Bleu Royale che Chapron offriva, in esclusiva, per le proprie DS Cabriolet e allestita con selleria e pannelli interni in grigio ghiaccio, è di proprietà del collezionista bergamasco Massimo Viganò.

Del 1968, anno-simbolo nella moderna storia sociale europea, sono le due DS21 Cabriolet che hanno arricchito il parterre delle “regine Citroen” all’evento di Roma: la prima, venduta all’epoca in Italia e tuttora in possesso della originaria immatricolazione Milano, fa parte della collezione del modenese Mario Maselli, è in tinta “Blanc Carrare” con interni in cuoio nero ed equipaggiata con trasmissione semi-automatica. La seconda possiede un pedigrée decisamente prestigioso: acquistata nuova, all’epoca, dal Maestro Ennio Morricone (che la tenne per lungo tempo, utilizzandola anche per lunghi spostamenti), è in rosso Bordeaux con interni in cuoio nero e dotata della trasmissione semi-automatica.

La più potente e veloce (200 km/h) del lotto, nonché la più recente fra quelle portate in esposizione, è la Citroen DS21 alimentata ad iniezione elettronica prodotta nel 1971. Verniciata in Bleu Pinté con interni color crema, appartiene al collezionista bolzanino di DS ed SM Enzo Forgione, produttore dei pellami Citroen per i collezionisti di tutto il mondo.

La collaborazione fra Henri Chapron e Citroen ebbe inizio nel 1959, con una “specialissima” DS19 Prestige che venne esposta al Salone di Parigi: la vettura, destinata ad impieghi di rappresentanza, era in colore nero e portava in dote una paratia di separazione tra chauffeur e passeggeri nonché – autentica rarità per l’epoca – il radiotelefono di serie.

Già l’anno precedente, tuttavia, l’atelier aveva allestito una interessante cabriolet su base DS19. La proposta suscitò un immediato interesse, tanto da condurre Citroen e Chapron alla firma di un accordo storico: la Casa costruttrice avrebbe fornito a Chapron i telai adatti allo sviluppo delle estrose creazioni della Carrozzeria di Levallois; da parte sua, Chapron avrebbe curato produzione e finizione in piccola serie, con ampie possibilità di personalizzazione, di una versione cabriolet delle Citroen ID e DS19 denominata “Décapotable” o più comunemente “Cabriolet Usine” (tale denominazione venne scelta per differenziare la vettura dalle “cabrio” prodotte in esemplare unico, o in piccolissima serie, per la clientela Chapron).

Sui telai, completi di meccanica, Chapron allestiva specifici lamierati, montava la capote (una delle più grandi, quanto a dimensioni, nella produzione europea) con relativo telaio, e “vestiva” carrozzeria e abitacolo con esclusive verniciature e finiture, proposte in un ampio ventaglio di combinazioni: in questo modo, ancora oggi è difficile trovare due DS Cabriolet con il medesimo allestimento.

Dal 1961 al 1971, la produzione totale delle “Cabriolet Usine” fu di 1.365 unità: una piccola nicchia, in confronto al milione e mezzo di esemplari di DS prodotti. Ciò si deve, essenzialmente, al prezzo di vendita, per forza di cose più elevato rispetto alle berline “normali” a causa della quantità di lavoro artigianale richiesto da ogni esemplare “cabrio”. Appare sintomatico, in questo senso, il fatto che negli anni il prezzo di vendita di Citroen DS Cabriolet andò gradualmente a salire, fino ad arrivare all’equivalente dell’acquisto di due DS berlina.

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