Ford: c’è l’intelligenza artificiale nel suo futuro

L’Ovale Blu si prepara a creare un nuovo staff con l’obiettivo di sviluppare, insieme alla start-up Argo Al (in virtù di un mega investimento da un miliardo di dollari), nuove tecnologie di guida autonoma.

L’incidenza delle tecnologie “intelligenti” di nuova generazione (come l’applicazione della robotica e dell’intelligenza artificiale) sarà sempre più presente nella vita quotidiana. Il panorama del futuro – in un’ottica a medio-lungo termine – vedrà un’integrazione via via più profonda fra persone, oggetti e automatismi, laddove i secondi faranno da tramite fra la realtà “attiva” (i robot) e l’utilizzatore finale, definito “utente” dagli esperti di nuove tecnologie.

In questo panorama futuro, un ruolo preponderante sarà giocato dal comparto automotive: ad oggi, pressoché tutte le principali Case costruttrici possiedono sui rispettivi taccuini delle priorità specifiche strategie di sviluppo di programmi dedicati all’applicazione dell’intelligenza artificiale a bordo degli autoveicoli.

Un esempio (l’ultimo, in ordine di tempo) arriva da Dearborn, il sobborgo di Detroit dove ha sede il quartier generale di Ford: una news “captata” dal Web rivela – per mezzo di una dichiarazione riportata in un corporate blog lo scorso giovedì da Ken Washington, vice presidente e chief Technology officer della Divisione Research and Advanced Engineering – che i vertici dell’Ovale Blu stanno per dare il via alla creazione di uno staff tecnico rivolto all’implementazione dei programmi di robotica ed intelligenza artificiale:

“L’importanza della robotica e dell’intelligenza artificiale nel mondo di tutti i giorni è potenzialmente enorme. E lo sarà sempre di più nei prossimi cinque – dieci anni. In questo senso, la nuova squadra opererà per Ford con l’obiettivo di creare e sviluppare i software necessari ad aiutare l’azienda nel raggiungimento di questo traguardo, che contribuirà a cambiare il modo attraverso il quale le persone si muovono”.

Più che una novità in senso stretto, in questo caso si tratta di una conferma all’anticipazione dello scorso febbraio relativa alla decisione, operata dai “piani alti” Ford, di investire un miliardo di dollari nella start-up Argo Al, società composta da tecnici provenienti da Google e da Uber e specializzata, appunto, nello sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale.

Nel dettaglio, l’operazione-hi tech impostata da Ford in partnership con la start-up Argo Al prevede un coinvolgimento in prima persona della Divisione Research and Advanced Engineering di Ford nello sviluppo di nuove tecnologie che riguarderanno un sempre più ampio utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata alla robotica: entro il 2021 (dunque in perfetto orario sulla “tabella di marcia” già avanzata), Ford commercializzerà una prima autovettura completamente autonoma: ciò vuol dire, in poche parole, senza volante né pedaliera.

L’impiego della “new car” (che riceverà una serie di tecnologie impostate dal centro di ricerca MCity, la cittadella hi-tech situata a poca distanza da Dearborn, e in un primo momento verrà prodotta in una prima serie di unità da utilizzare all’interno di aree urbane ben delimitate, così come in alcuni campus universitari) rivestirà una importanza basilare, per Ford, in virtù dell’adozione di una gamma tutta nuova di strumenti di controllo, sensori e metodologie di mobilità (Ford fa espressa indicazione anche ai droni, che potrebbero servire per spostamenti a corto raggio).

Del resto, nelle scorse settimane l’ex amministratore delegato Mark Fields (incarico dal quale si è dimesso il 22 maggio: al suo posto è stato nominato Jim Hackett, già a capo della Divisione Ford Smart Mobility) aveva indicato come, dal proprio punto di vista, il prossimo decennio risulterà cruciale per lo sviluppo dell’automazione nel settore automotive: “I veicoli dotati di guida autonoma avranno un impatto notevole sulla società moderna, proprio come lo ebbe la catena di montaggio introdotta da Ford oltre 100 anni fa. L’investimento dedicato ad Argo AI rientra nel processo di trasformazione di Ford per affiancare al ruolo di costruttore d’auto quello di provider di soluzioni di mobilità alternative”.

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