McLaren, Ron Dennis lascia: la fine di un lungo capitolo

McLaren Group – realtà che racchiude McLaren Automotive e McLaren Technology – acquisisce le azioni dell’ex numero uno, che intasca 275 milioni di sterline. Al vertice del Gruppo ora c’è lo sceicco Mohammed bin Essa Al Khalifa.

A Woking termina la lunga epoca della proprietà Ron Dennis e ne inizia una nuova, che vede, nella posizione di numero uno di McLaren Group, lo sceicco Mohammed bin Essa Al Khalifa. Lo rende noto in queste ore la stessa McLaren, in un comunicato nel quale viene messo in evidenza un passaggio di consegne epocale per la factory britannica, in questi giorni presente al Goodwood Festival of Speed con la presentazione della 570S, modello che completa la lineup “Sport Series”.

Nel dettaglio, Ron Dennis, da 37 anni a capo di McLaren (una carriera iniziata nel 1981 e culminata nella conquista di 158 vittorie in F1 e 17 titoli iridati, oltre al successo alla 24 Ore di Le Mans nel 1995), ha venduto le proprie quote di partecipazione nell’azienda e, di fatto, lascia McLaren.

La cessione delle azioni porterebbe, nelle tasche dell’ormai “grande capo” di Woking (che lo scorso 1 giugno ha compiuto 70 anni), 275 milioni di sterline – corrispondenti a poco più di 312.600.000 euro -, come dire circa un decimo del valore totale di McLaren, quantificato in 2,71 miliardi di euro.

L’agreement, in ogni caso, era nell’aria: lo scorso novembre, il traghettatore di quello che, nella prima metà degli anni 80, venne salutato dal mondo del motorsport come il primo grande “new deal” per l’azienda di Woking era stato “sollevato” dal proprio incarico di amministratore delegato del Gruppo McLaren: una “rimozione” da qualsiasi compito esecutivo accettata, ma non a cuor leggero, dallo stesso Dennis, che nei mesi successivi aveva mantenuto una quota azionaria del 25% (la stessa di Mansour Ojjeh) in McLaren Automotive e McLaren Technology Group (realtà, quest’ultima, sotto cui opera Mclaren Racing), mentre il restante 50% era nelle mani del socio di maggioranza, ovvero il fondo sovrano del Bahrain Mumtalakat e il TAG Group.

Nelle scorse ore, la “triade” proprietaria che ha controllato McLaren cambia radicalmente: le azioni fino a ieri in mano a Ron Dennis passano a McLaren Group (ovvero la “grande ala” che comprende McLaren Automotive, fondata nel 2010 e guidata da Mike Flewitt, e McLaren Technology con a capo Zak Brown), al cui vertice siederà il presidente esecutivo – ed azionista di maggioranza – Mohammed bin Essa Al Khalifa. Nel ruolo di “numero due”, e presidente del Comitato esecutivo, resta Mansour Ojjeh.

Per Ron Dennis, la vendita delle proprie quote viene salutata con una punta di soddisfazione:

“Mi ritengo molto contento per avere raggiunto l’agreement con i miei colleghi azionisti in McLaren: ciò rappresenta una degna conclusione della mia epoca nell’azienda, e mi permetterà di concentrarmi su altri interessi. Ho sempre sostenuto che i 37 anni da me trascorsi a Woking debbano essese considerati niente più che un capitolo nella storia di McLaren, ed auguro ogni successo futuro al Gruppo”.

Anziché una “pensione dorata”, il futuro di Ron Dennis continuerà all’insegna del management: davanti a sé, l’ormai ex numero uno di McLaren potrebbe avere un ruolo di consulente del Ministero britannico della Difesa, all’interno di un dipartimento dedicato allo studio di progetti di innovazione, insieme alla guida della Fondazione Dreamchasing, realtà di beneficenza creata per aiutare bambini e ragazzi, provenienti da qualsiasi ceto sociale, ad avere successo nelle proprie ambizioni di carriera. Un progetto che, come spiega lo stesso Ron Dennis, “Ha funzionato con Lewis Hamilton, preso sotto la mia ala quando aveva 12 anni e che, nel 2008, divenne camione del mondo di F1 con McLaren: è stata la sua parabola ascendente ad avermi suggerito di creare Dreamchasing”.

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