Bollo auto: radiazione dal PRA per i veicoli con tre anni di tasse non pagate

Rivoluzione fiscale in vista: tutti i veicoli indietro di 36 mesi col pagamento della tassa di proprietà saranno radiati d’ufficio. È una norma già presente nel nuovo Codice della Strada 2010 ma mai applicata.

La stretta del Governo contro l’evasione fiscale prosegue con un nuovo provvedimento: nel dettaglio, si tratta degli automobilisti indietro con il pagamento del “bollo auto”, la tassa di proprietà da sempre oggetto di infinite discussioni e rimpalli fra cittadini e amministrazione centrale.

L’ex “tassa di circolazione” (successivamente modificata in tassa di proprietà), ora è al centro di una novità clamorosa, che se da un lato risulterebbe necessaria per contrastare l’evasione, dall’altra non mancherà di suscitare malumori.

In estrema sintesi: applicando una norma già presente nel nuovo Codice della Strada aggiornato nel 2010, automobilisti, motociclisti, autotrasportatori e gestori di flotte avrano 36 mesi di tempo per il pagamento della tassa di proprietà. Trascorso questo periodo, il proprietario incorrerà nella radiazione del veicolo.

Dire che non tutti gli automobilisti saranno contenti, è scontato. Il “bollo”, o tassa di proprietà, è uno dei balzelli mai amati, tanto che spesso se ne è invocata la non legittimità. Tuttavia, mai fino ad ora si era pensato alla cancellazione del veicolo non in regola con le tasse dal PRA. Adesso, invece, saranno sufficienti tre anni di bollo non pagato per vedersi radiata la propria auto o moto.

In effetti, non si tratterebbe di una decisione presa all’improvviso: il decreto, emanato dal ministro senza portafoglio per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, come detto era già stato indicato nelle linee guida dalla riforma 2010 del Codice della Strada.

Riportiamo, a questo proposito, l’inserimento della norma nel CdS come specifica il portale Web laleggepertutti.it:

Ferme restando le procedure di recupero degli importi dovuti per le tasse automobilistiche, l’ACI, qualora accerti il mancato pagamento di detti tributi per almeno tre anni consecutivi, notifica al proprietario del veicolo la richiesta dei motivi dell’inadempimento e, ove non sia dimostrato l’effettuato pagamento entro trenta giorni dalla data di tale notifica, chiede la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del PRA, che ne dà comunicazione al competente ufficio della Direzione generale della Motorizzazione Civile per il ritiro d’ufficio delle targhe e della carta di circolazione tramite gli organi di polizia, con le modalità stabilite con decreto del Ministro delle finanze, sentito il Ministro dei trasporti e della navigazione.

  1. Avverso il provvedimento di cancellazione è ammesso ricorso entro trenta giorni al Ministro delle finanze.
    2-bis. In caso di circolazione dopo la cancellazione si applicano le sanzioni amministrative di cui al comma 7 dell’articolo 93 (e cioè il pagamento di una somma compresa tra i 419 e i 1.682 euro, oltre alla confisca del veicolo).

Sembra che… non ci sia scampo, dunque. In soldoni, l’Automobile Club spulcerà tutti gli archivi dei veicoli in circolazione, e notificherà – in caso di inadempienza – a ciascun proprietario il mancato pagamento delle tasse di proprietà per tre anni consecutivi. Ci saranno trenta giorni per mettersi in regola. Trascorso questo periodo senza avere dimostrato il pagamento dei bolli arretrati, lo stesso ACI passerà la palla al Pubblico Registro Automobilistico. Qui intervengono le Regioni, alle quali spetterà il decreto di radiazione del singolo veicolo.

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