Autopromotec 2017: la Vision Zero di Continental

Zero vittime, zero feriti e zero incidenti, nel rapporto fra automobilista e guida autonoma, sul taccuino delle priorità per il Gruppo tedesco.

Il futuro della mobilità passa anche attraverso il continuo sviluppo della tecnologia applicata agli pneumatici. È, questo, un aspetto tenuto in massima considerazione da parte delle principali aziende produttrici, e che inariabilmente andrà a rappresentare il core business in un’ottica a medio termine.

Uno sguardo alla mobilità futura – intesa come guida connessa fra l’insieme-veicolo e l’ambiente esterno, in un continuo dialogo e scambio di informazioni a tutto vantaggio della sicurezza su strada – viene affrontato dai big player del comparto pneumatico all’edizione 2017 di Autopromotec, biennale dedicata alle attrezzature e all’aftermarket automotive che si tiene, fino a sabato 27 maggio, presso il quartiere fieristico di Bologna.

Ad Autopromotec, fra le novità hi-tech di rilievo nel settore degli pneumatici, c’è Goodyear che presenta la nuova tecnologia “intelligente” applicata alla gamma Eagle 360 Urban; e c’è Continental, Gruppo che conta sullo sviluppo delle funzionalità “self driving” e sul ventaglio di tecnologie in ausilio alla guida per proporre una nuova strategia tecnologica degli pneumatici del futuro, nei quali la figura dell’automobilista (e dell’utente della strada tout court) si affermerà in un’ottica sempre più consapevole, informata e in grado di interagire con la tecnologia di bordo.

Tutto ciò si traduce, per Continental (che nei mesi scorsi aveva lanciato una nuova tecnologia “green” basata sulla ricerca nell’ambito del tarassaco per la mescola del battistrada), nella propria “Vision Zero”: nuova mission strategica per il Gruppo tedesco in programma per i prossimi anni.

“Vision Zero”, indica una nota Continental diffusa in queste ore, vuol dire “Zero vittime, Zero feriti e Zero incidenti”: un traguardo (ambizioso) che il Gruppo si prefigge quale punto di forza della propria strategia di sviluppo di sistemi e prodotti in grado di assistere, già da adesso, e un domani sostituire il controllo umano alla guida del veicolo. Ciò avviene gradualmente di pari passo con lo sviluppo di un nuovo scenario, dove l’intero sistema-strada (veicoli compresi) sarà in futuro un network compatto la cui totalità risulterà superiore alla somma dei singoli componenti.

La nuova vision Continental viene spiegata dall’amministratore delegato di Continental Italia, Alessandro De Martino:

“La mobilità del futuro racconterà un ambiente all’interno del quale i veicoli – siano essi mezzi pesanti per trasporto merci o persone oppure semplici automobili o motoveicoli – saranno parte di un ecosistema connesso nel quale essi dialogheranno tra loro e con le infrastrutture e forniranno all’utente un’esperienza di guida molto differente da quella di oggi. I mezzi avranno funzioni predittive avanzate e grazie al continuo interscambio di informazioni con i segnali stradali, con gli altri veicoli e con l’ecosistema circostante saranno in grado di svolgere autonomamente tutte le funzioni di base. L’interazione con il mondo circostante avverrà in modo automatizzato e il sistema veicolo-infrastruttura sarà in grado ad esempio di evitare ingorghi, progettando percorsi che cambiano in tempo reale in funzione dei flussi, ottimizzare le energie necessarie al movimento gestendo la guida in modo coordinato con gli altri veicoli, gestire le soste e prenotare parcheggi e altri servizi connessi alla mobilità e molte altre cose ancora. E soprattutto di evitare incidenti”.

Dati alla mano, rende noto Continental sulla scorta di un report recentemente condotto dall’azienda (“Continental Mobility Study – The Connected Truck 2016”), circa il 44% dei conduenti intervistati considera i sistemi di guida autonoma e connessa come un fattore di scelta nell’acquisto di un nuovo veicolo; percentuale che aumenta al 72% fra gli operatori professionali. “La velocità del cambiamento è molto elevata – prosegue De Martino – e Continental, grazie al suo ruolo di produttore di componenti tecnologici può svolgere un ruolo importante in collaborazione con i Costruttori e partecipare, anzi guidare, il cambiamento in corso. Da qui nasce Vision Zero. Un concept che ci porta da subito a lavorare per risolvere il drammatico problema degli incidenti e di tutto ciò che ne consegue”.

Il ruolo dell’automobilista resterà, in ogni caso, centrale; soltanto, sarà più consapevole in una nuova figura di “master di sistema”: “I dispositivi di ausilio alla guida sono destinati, a lungo termine, a sostituire il conducente: l’obiettivo è una maggiorefficienza di mobilità e l’azzeramento degli incidenti. L’automobilista, nel futuro, sarà gestore e amministratore di sistemi complessi ed interconnessi. Il suo ruolo sarà comunque centrale; l’esperienza della mobilità sarà innovativa, tecnologica, sicura e sostenibile”,conclude il numero uno di Continental Italia.

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